Genova, chiude la mensa dei Vigili del Fuoco: si va verso lo sciopero

Genova – La mensa dei Vigili del Fuoco chiude. L’Amministrazione, in un primo momento, ha esternalizzato il servizio, adesso  lo elimina del tutto. Il problema della mensa, che sembra superabile con un normalissimo ticket, in realtà per chi svolge un lavoro pieno di imprevisti come quello dei Vigili del Fuoco è fondamentale. Basti pensare agli operatori che rientrano dopo molte ore su un intervento, e a Genova ne sappiamo qualcosa, costretti a mangiare un panino o un cibo precotto scaldato al microonde. L’eliminazione della mensa colpirebbe le sedi al di sotto delle 15 unità imponendo la scelta tra ticket e e pasto veicolato.

La nota di USB

In una nota USB sottolinea che “la trasformazione del diritto al servizio mensa in un buono pasto comporterà una moltitudine di problematiche che ricadranno completamente sui lavoratori oltre che all’intero sistema di gestione del soccorso. Questa scelta obbliga il lavoratore ad anticipare economie personali perché il buono pasto verrà rimborsato solo a consuntivo. L’impossibilità del personale alla preparazione del pasto a causa di interventi prolungati nel tempo o consecutivi”.
Nel comunicato si legge anche un altro aspetto da non trascurare: “L’impossibilità di osservare le minime regole di igiene nella preparazione degli alimenti peggiorata dalla situazione pandemica che rendono ancora più restrittive alcune regole di convivenza e di gestione degli aspetti sanitari”.

In mezzo alla strada i lavoratori della mensa

Per ultimo, ma non certo per importanza, la chiusura delle mense porterebbe al licenziamento dei  lavoratori che oggi si occupano del servizio. Per la Liguria parliamo di 26 persone su 43, 13 solo a Genova. Insomma, un effetto domino causato da una decisione discutibile che colpisce da una parte gli accumulatori seriali di pacche sulle spalle che sono i Pompieri, e dall’altra dei lavoratori fragili come gli addetti alla mensa.

L’attenzione alle fasce più deboli

In una città in pieno sviluppo, dove si parla di investimenti importanti e di cifre mirabolanti, ci si aspetterebbe anche un’impennata nell’attenzione ai bisogni delle fasce più deboli e nei confronti di chi si occupa della nostra sicurezza.

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