La festa dei consumatori

La perenne attualità del Quarto Stato

E oggi, già me lo immagino, sarà tutto un diluvio di garofani rossi, e di “Quarto stato” – che proprio nel 2020 ha compiuto cento anni – magari anche rivisitati e corretti. In prima fila un “rider” in bicicletta con zainetto in spalla ad uso armadietto per pizze in consegna. L’anno scorso, in occasione del centenario, era stato introdotto un operatore sanitario, medico o infermiere, con camice e mascherina.

Epperò a me piace un po’ rimescolare le carte, a mo’ di una mia personale rivisiatazione, che in questa fase, particolare per la città, di strombazzata rinascita si addice, a mio modesto parere, più ai consumatori che ai lavoratori.

Gruppo musicale CCCP

Produci, consuma, crepa

Perché in fondo come diceva Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco morto nel 2017 alla veneranda età di 92 anni e autore nel 2007 di “Consumo dunque sono”: “Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio. E’ una guerra silenziosa e la stiamo perdendo”.

Avvertivano già quasi una quarantina di anni fa i “ CCCP- Fedeli alla Linea”, gruppo punk rock del panorama musicale italiano, che l’equazione sociale era proprio: “produci, consuma, crepa”. Con quell’accento sulla società consumistica tra l’imperativo “produrre” e “morire” che riprenderà proprio Bauman dandogli concretezza filosofica in alcuni suoi saggi e che in epoca di pandemia “Popoff, quotidiano italiano” ha etichettato: “Produci, consuma, crepa”, antica canzone provocatoria dei CCCP, è diventata la dimensione esistenziale che viene proposta come vita dentro la pandemia, per tenere in piedi un modello economico-sociale strutturalmente insostenibile”.

Produttori di spazzatura

Spiega ancora Bauman: “I consumatori maturi non fanno i pignoli quando si tratta di relegare le cose nella spazzatura. Nella società dei consumatori il vero titolare del potere sovrano è il mercato dei beni di consumo. Nella società dei consumatori nessuno può diventare soggetto senza prima trasformarsi in merce”.

Insomma merce, magari anche nostra insaputa. Soggetti da manipolare in una realtà dove anche la politica assomiglia sempre di più ad un mondo effimero da consumare, dove elettore e consumatore si sovrappongono in un mercato che ha molto a che vedere con quello pubblicitario.

E osserva ancora Bauman sul presunto libero arbitrio: “Quando si descrive l’attività del consumatore, il grado di sovranità del soggetto è continuamente messo in questione e in dubbio. il consumatore oscilla tra i due estremi vittima o eroe della modernità. Da un lato, i consumatori sono rappresentati come soggetti agenti tutt’altro che sovrani, illusi da promesse fraudolente, adescati, sedotti, sospinti e manovrati da pressioni palesi o surrettizie, ma comunque estranee. Dall’altro, al consumatore si attribuiscono tutte le virtù per cui la modernità ama essere elogiata: razionalità, forte senso di autonomia, capacità di autodefinirsi e di autoaffermarsi in modo anche rude. Un eroismo della volontà e dell’intelligenza, che trasforma la natura e la società piegandole al dominio dei desideri individuali scelti liberamente e privatamente”

Quel sogno di trasformarsi in merce desiderabile

E prosegue Bauman: “Il punto è che i consumatori, vittime della pubblicità, sono impegnati in una incessante attività di consumo, con la necessità di elevarsi al di sopra di quella grigia e piatta invisibilità e inconsistenza, facendo in modo di risaltare nella massa di oggetti indistinguibili che “galleggiano con lo stesso peso specifico”, catturando così lo sguardo dei consumatori (più esigenti!). Sotto i sogni di fama si affaccia un altro sogno: il sogno di non dissolversi e scomparire nella massa grigia delle merci, senza volto né sapore, il sogno di trasformarsi in una merce meritevole di attenzione, notata e ardentemente desiderata, in una merce di cui si parli, che spicchi nella massa delle altre merci, che non possa essere ignorata, derisa, rifiutata. In una società di consumatori trasformarsi in merce desiderabile e desiderata è la materia di cui sono fatti i sogni, e le fiabe”.

E comunque perché tutto questo “pistolotto” sulla filosofia di Bauman e proprio il giorno della festa dei lavoratori con quell’imperativo di “produrre e consumare” fino alla fine della loro esistenza e il parallelo lavoratore/consumatore/elettore? O meglio… di soggetto trasformato in merce?

Inaugurazione Esselunga

Da Genova meravigliosa a Genova consumosa

Perché negli ultimi tempi è avvenuto il parallelo e la trasformazione della #GenovaMeravigliosa tutta ombrellini, girandoline, red carpet e “scivoli che non scivolano” nella #GenovaConsumosa, dove ogni apertura di supermercato – piccolo, medio, grande – o di centro commerciale pare possibile, anzi imminente. E se è già stata portata a termine in qualche modo, nello stesso modo appare potenziabile. E con un certo giubilo della cittadinanza sobillata a rivoltarsi contro l’antico strapotere della Coop rossa.

“Si va avanti!”

Per dire: l’operazione Esselunga in via Piave è stata vissuta come un legittimo bagliore dopo tanti anni di oscurantismo. E dopo l’approvazione della variante in consiglio comunale e il via libera per la prossima apertura di un altro centro di Esselunga in quel di San Benigno per poter servire, dopo il levante, anche il centro e il ponente, ci si è messo di mezzo il tar bloccando tutto. Solo che il nostro beneamato sindaco  ha risposto inossidabile: “Si va avanti”.

Che poi non è mica vero che la Coop è così invisa a questa amministrazione. Prova ne sia il supermercato aperto quasi due anni fa in via del Commercio.

Area Campostano a Nervi

Quel supermercato con piscina

Anche se per metratura il gruppo più presente sul territorio parrebbe essere quello di Sogegross della famiglia Gattiglia. Lo stesso gruppo che intenderebbe aprire un altro supermercato, proprio a Nervi, nell’area Campostano, quella dove dovrebbe sorgere anche la nuova piscina di Nervi che andrebbe a sostituire la “Mario Massa”. La vasca a corona del porticciolo rasa al suolo per consentire di realizzare il nuovo progetto dell’intera area e della spiaggia con gradoni di cemento che ha suscitato la contestazione di gran parte della cittadinanza.

Piscina, quella nuova che dovrebbe sorgere sul tetto di un supermercato Basko di circa 900 metri quadrati con posteggio nel sottosuolo.

Che poi la zona rischia di essere ben più che servita. Nel febbraio di quest’anno Il consiglio comunale di Genova ha approvato il preventivo parere favorevole del Comune di Genova alla modifica del piano urbanistico comunale che consente la costruzione di un nuovo supermercato in via Carrara, nell’area attualmente occupata dai campi sportivi del Don Bosco dove sorgerà una nuova area di vendita di 1500 metri quadrati e due piani interrati di parcheggi per un totale massimo di 5200 metri quadrati. La copertura dovrà essere destinata ad area sportiva “gravata di uso pubblico permanente con l’inserimento di locali a servizio dell’impianto sportivo”. Comunque saranno consentite eventuali varianti in corso d’opera, a patto che non comprendano le destinazioni d’uso. Almeno nelle intenzioni un trittico quello dei supermercati da Nervi a San Benigno passando per Quarto con tanto di parere in consiglio comunale già all’inizio di quest’anno, approdato al parere favorevole nonostante la contestazione dell’opposizione è quello di Confesercenti che constatava un aumento enorme della superficie di vendita che sarebbe andato a sfavore dei commercianti al dettaglio.

Stadio Carlini

Ilsogno di un impianto tutto rugby e bricolage

Ma tant’è. Si va avanti. E, tanto per restare in tema l’ultimo annuncio parlava di un grande centro Leroy Merlin nell’area dello stadio Carlini con progetto di ristrutturazione dell’impianto. Progetto recentemente congelato di fronte alla protesta del Civ. Però lo schema  è sempre quello di ripristinare un impianto sportivo e di inserire nell’area un grosso centro commerciale. A beneficio, almeno così parrebbe,dei consumatori e dei fruitori.

Anche se per la piscina di Nervi si preannuncia battaglia. L’ultima puntata della soap opera parla di una galleria sotterranea di proprietà del demanio, utilizzata come rifugio antiaereo che sorge proprio sotto l’area in questione.

Alessandro Terrile

E per regalo una galleria antiaerea

Ed ecco che ne nasce un caso su cui scrive un post il capogrupoo del Pd Alessandro Terrile riassumendo tutte le vicissitudini del caso. Scrive Alessandro Terrile: “La piscina nel supermercato”. La Giunta Doria aveva ottenuta nel 2016 dal Governo 2,5 milioni di Euro per ristrutturare la Piscina Mario Massa nel porticciolo di Nervi.

Nel 2017 cambia il colore dell’amministrazione e la Giunta Bucci decide di utilizzare quelle risorse per demolire la piscina, per mettere al suo posto una serie di gradoni di cemento.

C’è però bisogno di una piscina, e il Comune indice una manifestazione di interesse per chiedere a soggetti privati la disponibilità a progettare, realizzare e gestire una piscina pubblica.

Il Comune contribuisce con la metà del costo del progetto, fino a un massimo di 3 milioni di Euro, e alla fine del periodo di affidamento (la durata sarà oggetto di gara), la piscina diventerà di proprietà comunale.

Il bando prevede la facoltà di proporre in sede di offerta, in aggiunta alla realizzazione della piscina pubblica, anche opere di carattere privato, a condizione che siano tecnicamente e funzionalmente compatibili con la piscina stessa

Si presenta un unico offerente che si propone di costruire la piscina nell’area Campostano di Nervi.

Ma sotto la piscina prevede di realizzare tre piani di parcheggi e un supermercato.

Sorge però un problema. Sotto l’area del proponente c’è una ex galleria antiaerea di proprietà demaniale che impedisce la realizzazione del supermercato e quindi del progetto.

La procedura rimane aperta e non si procede all’aggiudicazione.

Un’opzione discutibile a favore di un privato

Tutto sfumato? neanche per niente. Prosegue Terrile: “Poi al Comune viene un colpo di genio. L’amministrazione esercita l’opzione di acquisto della galleria demaniale al fine di valorizzarla “nell’ambito della procedura aperta per la definizione di un contratto di disponibilità finalizzato alla realizzazione di una piscina pubblica a Nervi”. Quindi, mentre la gara è aperta, il Comune acquista un immobile per metterlo a disposizione del soggetto privato proponente, che ci farà parcheggi e supermercato.

E lo fa esercitando l’opzione, evitando così che il demanio metta il bene all’asta. Una chiara violazione dei principi di trasparenza e di concorrenza.

E soprattutto una riduzione dell’interesse pubblico a servizio del privato”.

Erzelli high tech

Quel fastidioso sospetto di speculazione

Sin qui i supermercati, per la gioia di tutti i consumatori. Anche se tra le righe tutte le operazioni, inclusa l’ultima su cui Terrile solleva qualche obiezione sulla trasparenza, lasciano qualche sgradevole sensazione che sempre e comunque, nel perseguimento di quella GenovaMeravigliosa, di cui tanto in questi anni ci si è riempiti la bocca, ci sia un fine che lascia largo spazio alla speculazione. Non sarà un caso se l’area su cui è sorto Esselunga in via Piave era di proprietà di Sandro Biasotti e allo stesso modo lo è quella di San Benigno per la quale, nonostante il TAR sconsigli l’insediamento, si sta battendo fieramente il nostro sindaco.

Lo stesso Sindaco che di fronte al rebus della collina degli Erzelli e all’uscita di Carlo Castellano – la mente del progetto – dal consiglio di amministrazione di Ght  e al suo invito ha dichiarato in un’intervista comparsa su “Il Secolo XIX”: “ L’obiettivo, sia chiaro: realizzare il parco tecnologico, non speculazioni immobiliari. In questi anni il progetto è andato a rilento perché Ght aveva in mente la sorculazione immobiliare. Che non è malvagia di per se, ma non c’entra con l’innovazione hi-tech”.

Gia la speculazione e il cemento. Abbinata molto di moda di questi tempi in città. Anche in vista delle prossime amministrative per il rinnovo in Comune.

Marco Bucci

Gli Erzelli simbolo della speculazione

Osserva appena Marco Preve, collega de “La Repubblica” sul suo profilo social: “Oggi il sindaco di Genova Marco Bucci in un’intervista al Secolo XIX dice che la causa del rallentamento del ventennale progetto di Erzelli è dovuto” alla speculazione immobiliare”. Lo dice lui. Bene non mi crogiolerò nel più stantio dei “noi l’avevamo detto”, perché c’è poco da vantarsi”.

E prosegue ancora Preve: “Quando, nel 2008, con Ferruccio Sansa indicammo nel nostro libro il progetto Erzelli come un simbolo di quegli anni di assalto sfrenato della cementificazione, facemmo semplicemente il nostro mestiere mettendo assieme i fatti e dando voce a quei genovesi che già allora si erano accorti della realtà, nonostante i proclami altisonanti dell’establishment e della politica al governo all’epoca. Oggi sinceramente non so se essere più scioccato dal fatto che Bucci la pensi come me o dalla constatazione che la destra sia riuscita a dire prima della sinistra che il re è nudo.

Ps. L’unica consolazione è che nell’intervista Bucci dica anche che “la speculazione immobiliare è malvagia di per se “. Almeno qualche distanza resta”.

Aldo Spinelli

Trentanove milioni di euro per “U sciu Aldo”

Vabbè ad onor del vero andrebbe citato anche “u sciu’ Aldo Spinelli” che sino al 2003 era stato proprietario dell’area utilizzandola come deposito container. La vendita viene conclusa nel 2006, con il versamento di 39 milioni di euro all’ex presidente del Genoa.

Già i privati e i loro insediamenti. È appena il caso di ricordare l’ultima polemica, oltre un anno fa, per l’autoparco, sempre di Spinelli, a Villa Bombrini, a Cornigliano, per trasferire i tir da Campi, con la rivolta dei cittadini e la marcia indietro dell’imprenditore. Il tutto per il ciclo, ponderoso, del “re nudo”. Come Marco Preve etichetta poi quei rapporti un po’ cosi’ fra la politica e l’imprenditoria. Rapporti un po’ speculativi. Sempre in tema di campagne elettorali e futuribili elezioni.

Demolizione Fiera del Mare

Demolizione a tempo di record

Giovanni Toti, il governatore della Regione Liguria, proprio nei giorni scorsi postava sicuro sul suo sito istituzionale: “Dalle promesse ai fatti: in Liguria i cantieri si aprono e le opere si realizzano! Ecco le immagini del Padiglione C della Fiera di Genova che in soli 5 giorni è stato demolito. Un altro passo decisivo per la realizzazione del Waterfront di Levante, che cambierà il volto del nostro capoluogo. Nonostante le difficoltà e la pandemia, la Liguria non si è mai fermata e guarda al futuro”.

Ma Mauro Salucci obietta: “Illustrazione del nuovo Waterfront della foce. Bulldozer che scacciano il vecchio demolendo anche durante la pandemia senza soste. Progetto di Renzo Piano. padiglione sportivo che verrà dato in gestione al CONI. E poi spuntano 100 appartamenti privati costruiti in un’area a vocazione congressuale, sportiva, di spettacoli che per decenni è stata a disposiIone di tutti. Durante la trasmissione televisiva con l’assessore non una domanda su questa inversione di rotta.

Perchè 100 alloggi privati?

“Che cosa c’entrano 100 alloggi di edilizia urbana in un’area che, ripeto, con tutte le pecche che poteva avere prima era a disposizione di tutti? È una storia che ricalca molto da vicino quegli alloggi privati a Carignano nel progetto di riqualificazione dell’ospedale Galliera. Ma non è questa la riqualificazione di cui la città ha bisogno. Una città piena di grattacieli con alloggi vuoti in cui nessuno vuole o può andare ad abitare , anche a causa della denatalita’”.

Genova rifiorisce o forse no

E Salucci prosegue sino ad accusare la stampa troppo accondiscendente nei confronti del potere politico: “Ma soprattutto questi giornalisti che organizzano  queste trasmissioni televisive che cosa fanno? Si ricordano che cosa vuol dire fare il giornalista? Se non ricordano quello , si ricordano il significato  di lacchè? ( Domestico o valletto in livrea che nei secoli XVII e XVIII seguiva o precedeva a piedi i padroni o la loro carrozza). Vocabolario Treccani”.

Epperò, dai, qualche fiore e un po’ di stucco, tanto per distogliere d certe domande. Annota ancora Giovanni Toti sul suo sito istituzionale: “Genova rifiorisce: le aiuole di viale Brigate Partigiane sono finalmente complete, grazie al restyling voluto da Regione Liguria e Comune e finanziato con il fondo strategico regionale, per un totale di oltre un milione e mezzo di euro. Questa riqualificazione fa parte di tutti quegli interventi, che comprendono anche la copertura del Bisagno e lo scolmatore, che abbiamo messo in campo per restituire a cittadini e turisti una città più sicura e anche più bella!”.

demolizione Dighe di Begato
La pinza della gru alta 60 metri taglia il cemento armato della Diga di Begato

Quella #Genovameravigliosa tra supermercati e rottamazione

Che poi, comunque sinistra o destra, i rapporti fra imprenditoria e politica, specie nei periodi preelettorali sembrano sempre improntati al medesimo stile.

Tanto per finire con l’ultimo intervento a cui è stato dato generoso risalto. Quello della demolizione della diga di Begato, con tanto di braccio di 60 metri, il più alto d’Italia. Lo stesso usato per le vele di Scampia. Un record fra i record. Dai tempi di demolizione alle rifioriture. Tra ombrellini, girandoline, red carpet e scivoli che ahimè non scivolanom. E, comunque, anche in quel caso qualche proclama su quella Genova che tra nuovi quartieri più o meno residenziali e tanti, forse troppi supermercati, ha la pretesa di tornare ad essere a breve… meravigliosa.

Zygmunt Bauman

Il consumo sta consumando noi

Avvertiva Bauman: “I consumatori maturi non fanno i pignoli quando si tratta di relegare le cose nella spazzatura”. Tanto per concludere, ancora con Bauman:”Consumiamo ogni giorno senza pensare, senza accorgerci che il consumo sta consumando noi e la sostanza del nostro desiderio. E’ una guerra silenziosa e la stiamo perdendo”.

E quindi…. che festa sia. E da domani si torni alla normalità. Al solito…. “Produci, consuma e crepa”.

Paolo De Totero

CONDIVIDI
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: