Mascherine cinesi di Arcuri: sequestrati altri 50 milioni di DPI non sicuri

Si tratta delle maxi commesse di aprile 2020. Il sequestro di oggi si aggiunge agli altri 60 milioni di pezzi ritirati lo scorso febbraio

Gorizia – I Finanzieri del Comando Provinciale di Gorizia hanno messo sotto sequestro altri 50 milioni di DPI forniti dalla prima struttura commissariale, quella a guida Arcuri, per la gestione della crisi pandemica alle Regioni e da queste distribuite alle strutture sanitarie e alle amministrazioni pubbliche.
Si tratta del residuo di forniture per circa 250 milioni di pezzi approvvigionato dalla precedente gestione della struttura per l’emergenza, di cui 65 milioni già sequestrati nel corso delle attività avviate dallo scorso mese di febbraio, in quanto non conformi alle normative vigenti e pericolosi per la salute. Le analisi di laboratorio che hanno preceduto i primi sequestri hanno evidenziato, infatti, che il coefficiente di penetrazione di questi dispositivi è decisamente superiore agli standard previsti. In alcuni casi, infatti, la capacità filtrante è risultata essere addirittura 10 volte inferiore rispetto a quanto dichiarato, con conseguenti rischi per il personale sanitario che le aveva utilizzate nella falsa convinzione che potessero garantire un’adeguata protezione.

L’attività nel suo complesso ha permesso di sequestrare circa 115 milioni di DPI pericolosi che l’analisi della documentazione acquisita ha consentito di stimare nel valore in circa 300 milioni di euro, nonché di condurre alle responsabilità penali dei rappresentanti legali delle società fornitrici della struttura commissariale.

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