Monumento all’aviatore fascista, Bisca: “Con la scusa che sono tutti imprenditori, il Comune fa del revisionismo storico”

Su tutto pesa anche il fatto che dal dopoguerra non ci sono precedenti rispetto a richiami dell’ANPI nei confronti di un Sindaco

Genova – Un monumento all’aviatore in divisa e un porticciolo intitolato a un camerata della Decima Mas. E così, “con la scusa che sono tutti imprenditori, il Comune fa del revisionismo storico“.
Lo dichiara senza peli sulla lingua Massimo Bisca, Presidente di ANPI Genova, che poi aggiunge: “Sono atteggiamenti che non tengono conto della realtà della città né della storia del Paese”.
E il riferimento va all’ultima trovata della Giunta Bucci che ha pensato bene di inaugurare un monumento a Giorgio Parodi, uno dei fondatori della Moto Guzzi, ritratto in divisa militare. Peccato che sia la stessa divisa con cui “da volontario partecipò ai bombardamenti di inermi popolazioni civili, tra cui donne e bambini, durante le cosiddette guerre coloniali volute da Mussolini”, continua Bisca puntando l’attenzione sul fatto che “se si voleva mettere in risalto la sua figura imprenditoriale perchè non lo hanno messo a cavallo di una moto? Perchè ritrarlo in divisa da aviatore, l’arma più fedele al Duce?“.
Lo stesso vale per Luigi Ferraro, un altro imprenditore in camicia nera, che aderì alla Repubblica Sociale “senza mai rinnegare la sua appartenenza alla XMas, ma anzi dicendo che ne era orgoglioso”.

Insomma, “sono sempre messaggi indiretti che alimentano un’atmosfera malsana”. Vengono in mente i volantini lasciati ieri all’entrata del campo nomadi di Bolzaneto, con una svastica e minacce di morte agli abitanti, con su scritto “abbiamo vinto noi”.
“Ricordo a tutti che gli zingari sono Sinti e i Sinti sono cittadini italiani”, tuona il Presidente dell’ANPI annunciando di aspettarsi “che qualcuno dica qualcosa”, perchè in effetti un altro punto critico sta nel fatto che il Sindaco non prende mai una posizione netta. “Il problema vero è che bisognerebbe fare un esame a chi ricopre incarichi pubblici, per vedere se conosce la storia del luogo che va a governare e soprattutto la Costituzione. Qui si mettono sullo stesso piano fascisti e antifascisti. Si mette sullo stesso piano chi, il 16 giugno 1944, è stato costretto a salire sui treni per Mauthausen e chi quei 1.480 lavoratori genovesi sui treni li ha caricati. Ma non ci può essere parificazione”.

A questo si aggiunge un discorso generale di forma sulla reale necessità di far venire a Genova le Frecce Tricolori. E qui Bisca si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Con questa crisi economica è indispensabile spendere tutti quei soldi? O pensiamo che con un po’ di passerelle abbiamo risolto il problema dei giovani che abbandonano la nostra città, della scorsa natalità, dell’occupazione e del mantenimento industriale che è una caratteristica della nostra città?”.
Su tutto pesa anche il fatto che dal dopoguerra non ci sono precedenti rispetto a richiami dell’ANPI nei confronti di un Sindaco. Un primato poco lusinghiero confermato dallo stesso Bisca: “Nelle giunte precedenti, anche se cambiavano i colori, c’erano dei valori di condivisione scontati perchè il fondamento della Repubblica è la Costituzione. Se non hanno ancora capito che la Costituzione, come diceva Aldo Moro, non è a-fascista ma antifascista, allora si facciano una ripassatina di storia”.
È duro nelle sue conclusioni il Presidente dell’ANPI che infatti ribadisce: “Se non si rispetta il valore dell’antifascismo su cui si basa la carta costituzionale non si rispetta nemmeno l’articolo 54 della Costituzione che impegna chi ricopre incarichi pubblici a portarli avanti con dignità e onore. E se non rispetti la carta fondamentale mi sembra che onore ce ne sia poco”.

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Giorgio Parodi

 

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