Ex mercato di Corso Sardegna, Pirondini: “Per i commercianti affitti troppo onerosi”

Ex mercato corso Sardegna, Pirondini (m5s): “Per i commercianti della zona, condizioni contrattuali irricevibili. La politica comunale si rivela ancora una volta miope e iniqua”

Genova – Che i piccoli commercianti non si potessero permettere di entrare nel nuovo mercato di Corso Sardegna era quasi scontato. Le superfici, come prevedibile, hanno un costo così alto che hanno tagliato fuori il commercio di vicinato. L’assalto alle superfici sarà consentito alla grande distribuzione oppure ad aziende con fatturati importanti che possano permettersi l’accollo in bilancio di costi onerosi. Al netto delle posizioni ideologiche bisogna capire se c’è un futuro nel commercio di vicinato, o se dovremo abituarci, definitivamente, a fare la spesa nei locali della grande distribuzione. Se la superficie destinata al commercio sarà confermata in 7000 mq per accogliere una sessantina di aziende tra i 60 e i 500mq, è evidente che le cifre chieste dalla  Savills che si occupa di collocare gli spazi.

Affitti che vanno da 4.000 a 10.000 euro al mese

E su questo argomento ha portato in Consiglio Comunale un’interrogazione a risposta immediata, Luca Pirondini, portavoce del M5S che durante l’illustrazione ha dichiarato che “Il progetto del nuovo mercato di corso Sardegna rivela tutte le ombre di questa amministrazione capace solo di appoggiare il commercio dei grandi gruppi.
Per quello spazio pari a 4.000 mq, in mano all’ennesima società privata (un’immobiliare milanese), ci saremmo aspettati che alle promesse seguissero i fatti e si desse corso a una più che giusta corsia premiante per i commercianti della zona, vitali per il tessuto sociale e urbano del quartiere. A questo scopo era stato anche firmato un accordo.

“Condizioni irricevibili”

Alla resa dei conti, però, i commercianti si sono visti proporre contratti con condizioni irricevibili. Parliamo infatti di affitti che vanno da 4.000 a 10.000 euro al mese, con contratti di 5-6 anni, per locali con metrature comprese tra i 100 e i 140 m².
I commercianti inoltre dovrebbero sostenere tutte le spese di amministrazione e garantire una fideiussione di sei mesi. E ancora, pagare un obolo pari all’ 8% annuo dell’utile”.

“L’amministrazione comunale, interrogata in merito, non ha saputo dare risposte credibili e non ha compreso un dato saliente: i negozianti del Civ non chiedono favori, bensì interventi mirati per conservare un tessuto commerciale che rischia di estinguersi”.

 

 

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