Strage della funivia Stresa-Mottarone: “La cabina aveva problemi da un mese”

Verbania – La cabina della funivia Stresa-Mottarone, aveva problemi da oltre un mese. Le persone fermate dall’Autorità giudiziaria hanno ammesso di non aver attivato il freno volontariamente.
Stamani la richiesta della convalida dei fermi del gestore, del direttore  e del capo servizio della funivia. Dalle indagini emerge che  il freno sarebbe stato manomesso per evitare disservizi.

Eitan sta meglio na non è ancora cosciente

Il direttore Perocchio nega di aver autorizzato il forchettone, e anche di aver avuto contezza di simile pratica, spiega il suo legale. Respira da solo ma non è ancora completamente cosciente Eitan, il bimbo unico sopravvissuto della strage. In Israele i funerali dei genitori e del fratellino. Nel primo pomeriggio a Varese quelli di altre due delle 14 vittime.

“Quella cabina aveva problemi da un mese o un mese e mezzo”

“Quella cabina aveva problemi da un mese o un mese e mezzo” e per cercare di risolverli sono stati effettuati “almeno due interventi tecnici”. È quello che ha dicharato, davanti al Procuratore di Verbania, Olimpia Bossi e al pm Laura Carrera, durante l’interrogatorio Gabriele Tadini, il capo servizio responsabile del funzionamento della Funivia fermato nella notte.

E ora, come sempre, comincia il balletto delle accuse reciproche tra i responsabili di questi 14 omicidi. L’ingegner Perocchio, che aveva l’incarico di consulente esterno per le Ferrovie del Mottarone come direttore di esercizio, nega di aver autorizzato l’utilizzo della cabinovia con l’inserimento dei  “forchettoni”, quindi con il freno disinserito,  pratica, che lui definisce suicida.

Dopo una notte di interrogatori, i fermati sono tre. Sono Luigi Nerini, proprietario della Ferrovie del Mottarone, il direttore dell’esercizio Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini.

“Un quadro fortemente indiziario”, come lo ha definito il procuratore Olimpia Bossi, porterà con molta probabilità la convalida del fermo e la misura cautelare per i tre sospettati responsabili della tragedia.

Per gli inquirenti, il “forchettone”, ovvero lo strumento che tiene distanti le ganasce dei freni non è stato rimosso. Un sistema adottato con consapevolezza per evitare di dover fermare la funivia che presentava delle anomalie.

 

 

 

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