Il vaccino rende liberi

L’epica del consumismo, o del consumatore

Liberati dal vaccino

“+ Vaccinati, + Liberi”. È il manifesto formato gigantografia (almeno  cinque metri per otto) che campeggia sulla facciata del palazzo della Regione Liguria in piazza De Ferrari che in passato fu sede della Fondiaria e ancora prima della Navigazione Italia, quella del transatlantico Andrea Doria speronato e affondato tra il 25 e  il 26 luglio del 1956 dal Mercantile svedese Stockholm.

Manifesto, o gigantografia, che volendo, traslato in Comune, sulla facciata di palazzo Tursi, potrebbe portare scritto, come slogan: “ + Supermercati, + liberi”, oppure, a ricordo delle epiche gesta addirittura: “+ Ponti, x Tutti”.

Perché in fondo il momento e’ questo.

Bassetti, lo scienziato piazzista

Mentre il vate della scienza Matteo Bassetti, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, quel cranio lucido così, quel pizzetto un po’ così…che abbiamo noi che siamo nati a Genova, racconta, tronfio, di aver inviato la maglietta “Adulto & Vaccinato” – frutto dell’immaginazione di tre giovani “creativi” genovesi, e indossata dallo stesso  Bassetti in occasione del suo primo vaccino – proprio alla influencer Chiara Ferragni, anche lei appena vaccinata, perché pubblicizzi l’atto di contri/costrizione, oppure no, fra i suoi giovani supporter.

Perché in fondo poi la pubblicità è l’anima del commercio, come si diceva una volta. Oppure, come si dice ai giorni nostri: “posto e digito dunque esisto”.

E chissà se il marito della Ferragni, rapper di fama, al secolo Federico Leonardo Lucia, Fedez per gli intimi, ma anche no, sottoporrà la consorte a un corso sull’eventualità del politicamente corretto, oppure anche no, di un simile messaggio. Al netto del polemicone del concertone del primo maggio in cui il rapper aveva criticato l’omofobia della Lega sul DDL Zan.

I Ferragnez come testimonial

Insomma sarebbe polemicamente corretto oppure no, o almeno opportuno, o inopportuno, che la Ferragni, nella sua veste di influencer con milioni di follower dopo averne promosse di ogni, dalle pantofoline alle tutine strafirmate indossate dai due frugoletti frutto dell’amore dei Ferragnez, si proponga anche con la maglietta dei “creativi genovesi” promossa dal prof. Matteo Bassetti con quella faccia un po’ così, primus inter pares ad indossarla?

Con quella frasetta sul lato b che qualche indomito anonimo e buontempone pensionato non indispensabile alle attività produttive ci ha fatto aggiungere: “Ora potete baciarmi”.

Che poi, magari tutto verrà messo a tacere con il fatto che il ricavato delle eventuali vendite andrà alla croce rossa e rispolverando quel vecchio detto…che in fondo la pubblicità è pur sempre l’anima del commercio. E il commercio in questo caso è fatto non a scopo di lucro ma a fin di bene.

Tenendo comunque conto che pubblicità in fondo, oggi come non mai, è comunicazione che è pur sempre propaganda.

Quei selfie che producono like

Propaganda del politico di turno, e se ne contano a decine sui social, che è corso a farsi il selfie con la gigantografia “+Vaccinati, + Liberi” alle spalle. Esattamente come se il vaccino ci rendesse liberi anche da questa politic, un po’ arrogante, degli annunci e delle sponsorizzazioni, meglio se con testimonial di una certa importanza. Gli influencer insomma.

Scomodato persino Sandro Pertini

E infatti Matteo Bassetti non contento di aver cercato di coinvolgere i Ferragnez annuncia soddisfatto agli informatori genovesi che “Vaccinarsi è figo e va di moda” e poi in un impeto di giovanilismo …. “che i giovani lo hanno capito prima degli altri”. E ancora, utilizzando un po’ a caso una frase del fu presidente Sandro Pertini: “ i giovani non hanno bisogno di sermoni ma di esempi”. Naturalmente accludendo al personale “sermone” un’ immagine, sempre personale, con tanto di maglietta, sotto la giacchetta trendy, con scritta immancabile “Adulto e vaccinato”. Immagine, manco a farlo apposta, scattata proprio di fronte alla facciata in questione del palazzo della Regione. Con tanto di manifesto alle spalle in cui campeggia la scritta gigante “+ Vaccinati, + Liberi”. In un crescendo che ci vedrebbe bene, in fondo, un’altra slogan… “Scemo chi legge”.

“Comunque,  mo’ che le foto di ordinanza ve le siete fatte, lo togliete quel lenzuolo dal palazzo della Regione? Perché non se po’ guarda… grazie in anticipo” sbotta su Facebook la mia amica social Barbara Barattani, mentre a qualcuno quel lenzuolone bianco steso al sole ricorda tanto l’atavica prova dell’illibatezza perduta in auge tanti anni fa nell’Italia in cui le donne ancora non avevano diritto di voto.

Il cattivo gusto imperante

Cerca di trattenersi Cristina Lodi, rappresentante del Pd in consiglio comunale. Eppero’: “Devo dire che trovo questa cosa di cattivissimo gusto. Le parole mi si affollano nella testa ma meglio trattenerle

Dico solo un a cosa tra le più banali: ma la Sovrintendenza a Genova non ha più casa… E ne ho detta una banale. Non ce la fa proprio a non trasformare tutto in spettacolo. Ed è anche un messaggio sbagliato”.

Perché poi, lenzuolo o no, illibati o no, l’importante è apparire. Immuni verso l’immunita’ di gregge. Già l’immunità di gregge e Matteo Bassetti ne è il cantore e il profeta in nome e per conto del Presidente Toti, anche lui con maglietta logata. Non a caso avverte sempre Matteo Bassetti lanciando ancora una volta dopo il Governatore una sorta di diatriba generazionale: “i giovani hanno capito: vaccinarsi è figo. Prendano esempio i sessantenni che si sentono invulnerabili”.

Mica per vantarsi

Che poi il mio amico Carlo Besana che avrà, come me, pur superato i sessanta ma in fatto di satira ci vede benissimo gli dedica una sorte di capolavoro utilizzando una foto pubblicata proprio dal vate scienziato su Instagram. Faccia da circostanza, occhio rivolto al futuro, fiero petto coperto dal camice bianco, pizzo e testa rasata a coprire appena il bianco del tricolore che gli sventola alle spalle. Il titolo del film che Besana gli appone in capo appena più su del blu dipinto di blu su cui si staglia il tricolore è lapidario: “Via col vanto”. Perché alla fine, come dicevo, e questo momento qua. E giù tutti a vantarsi. Politici ma anche no. Con una perenne incessante pubblicità per una gara a chi conquista di più. In una gara al consumo dello spot, o al selfie per esibirsi nello spot, come se si trattasse di un prodotto in vendita a suon di like.

Se il suddito è solo un consumatore

Che poi quel furbone del sindaco uscente Marco Bucci in vena di ricandidatura ha già capito tutto  della mentalità imperante dei suoi futuri sudditi elargendo un po’ alla volta il bastone della cementificazione e la carota dei supermercati per soddisfare tutte le esigenze di consumo dei suoi sudditi/consumatori. Con  tanto di pubblicità che è diventata l’anima del commercio e della politica applicata alla guerra santa dei marchi, da Sogegross, ad Esselunga, passando per Coop. Con quello slogan futurista “+ Supermercati, + Liberi” dopo “+Ponti x Tutti”. In modo che ognuno abbia la consapevolezza  che come diceva Ennio Flaiano “La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l’inutile al dilettevole”. Mentre sul consumismo è  pur sempre valida la citazione di Pier Paolo Pasolini: “Il potere ha avuto bisogno di un tipo diverso di suddito, che fosse prima di tutto un consumatore”.

E poi a me è venuto in mente uno slogan. Magari sempre per una maglietta o per qualche immaginifico palazzo della politica… “Scemo chi legge… pur di raggiungere l’immunità di gregge”.

Paolo De Totero

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