No lucine no party

La zona bianca val bene una festa

Se il vaccino rende liberi l’ingresso della nostra regione in zona bianca val bene una festa. Con tanto di luci, ricchi premi e cotillon. Lo annuncia il Presidente/Governatore Giovanni Toti: “La Liguria saluterà l’ingresso in zona bianca con un gioco di luci, che illuminerà il palazzo di Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova, il Palazzo del Municipio di Imperia, il Priamar di Savona e il Castello San Giorgio alla Spezia a partire dalle 23, quando scatterebbe il coprifuoco che la nostra regione abbandonerà proprio da lunedì”.

Non che dispiaccia, anche se è lecito domandarsi quanta gente assisterà all’aperto allo spettacolo di luci, con o senza mascherina, contravvenendo le regole antiassembramento. Però il copione di GenovaMeravigliosa, probabilmente, vuole così… girandoline, ombrellini e qualche spettacolo di luci come ringraziamento per essere usciti, forse definitivamente, da una fase critica. Tra divieti e chiusure, polemiche sui tamponi e sulle vaccinazioni, sui numeri dei malati e quelli dei decessi.

Giaccone: “Un’offesa al buon senso”

Epperò c’è qualcuno che in qualche modo dissente. Scrive in un post Giovanni Giaccone: “L’istituzionalizzazione di una festa per il raggiungimento della zona bianca mi sembra l’ennesima offesa al buon senso, oltre alla ormai decrepita rappresentazione delle istituzioni che dovrebbero significare rigore al servizio dei cittadini, ma ormai fanno concorrenza a delle scalcinate pro loco”.

Riprendetevi la vita ma con prudenza

E Antonella Marras avverte: “Non vorrete mica che si perda l’ultima pagliacciata per il passaggio in zona bianca vero? Chissà se se le studia da solo o c’è anche chi suggerisce. Ovviamente tutti contenti delle luci e dei festeggiamenti vero?”

Poi di fronte all’appello del Presidente/Governatore a riprendersi la vita… ma con prudenza, ci mette il carico: “ La nostra vita ce la riprenderemo quando avremo servizi sanitari pubblici universali degni, quando avremo lavori stabili e con stipendi decenti, quando avremo servizi e non elemosine per famiglie e cittadini tutti, quando avremo trasporti pubblici che funzionino in tutta la città e Regione, quando non saremo costretti a vivere in mezzo a depositi di idrocarburi o chimici, o quando le servitù per il guadagno di pochi non saranno sempre sbattute sui soliti, quando non dovremo subire alluvioni di cui neppure abbiamo ancora visto risarcimenti, quando ci saranno contenuti e non apparenza in questa città. La libertà è ben più di poter stare fuori la sera”.

Insomma, come avverte la Marras, non è che con due luci proiettate sui palazzi nobili, con la festa – perché finalmente si potrà tornare ai tempi in cui non esisteva il coprifuoco serale – con un po’ di girandoline e ombrellini, ci dimenticheremo tutti i problemi che anche prima del Covid assillavano questa città e in genere la nostra regione. “Stucco e pittura”, come azzardava qualcuno in un commento, non possono bastare.

Già stucco e pittura, o come diceva Giovanni Giaccone istituzioni che ormai fanno concorrenza a delle scalcinate pro loco e una decrepita rappresentazione delle istituzioni che dovrebbero significare rigore al servizio dei cittadini. Stucco e pittura al posto del rigore delle istituzioni al servizio del cittadino. Con tutti i problemi che ricordava Antonella Marras, che lucine o no, party oppure no, continuano, inderogabilmente tutti, a gravare massicciamente sulle nostre teste e sulle nostre vite.

Ponte Morandi

Quei reperti sono un monumento alla memoria

A questo proposito proprio qualche giorno fa, a seguito della mia visita insieme ad una classe del Duchessa di Galliera, a uno dei due hangar situati sotto al nuovo ponte San Giorgio che ha sostituito il Morandi e in cui sono custoditi proprio i reperti di quel ponte crollato il 14 agosto del 2018 trascinando con se 43 vittime e cambiando per sempre la vita dei familiari delle vittime e non solo, dicevo, fra me e me, che proprio ai rappresentanti delle nostre istituzioni sarebbe stata necessaria una visita a quella sorta di doloroso monumento alla memoria. E mi ha fatto piacere sapere che gran parte di quegli enormi pezzi in cemento armato, sgretolati e punteggiati dai cavi in ferro sfilacciati degli stralli, a giudizio concluso verranno ospitati in una specie di museo a tutela di una sorta di memoria collettiva. Una colonna infame a ricordo perenne della terribile responsabilità di coloro che hanno preferito il conseguimento del profitto mettendo a rischio vite umane.

E così mi è accaduto di incappare in una recente mozione del movimento cinque Stelle, presentata in consiglio comunale. Proposta in cui i rappresentanti pentastellati a palazzo Tursi e il primo firmatario Stefano Giordano chiedono che il sindaco Marco Bucci e la sua giunta si impegnino a costituirsi a parte civile nel procedimento penale istituito in relazione al crollo del ponte Morandi avanzando la richiesta risarcitoria per i danni subiti in conseguenza del tragico evento.

Una mozione perchè Tursi si costituisca parte civile

Spiegano gli esponenti dei cinque stelle in Comune: “Sono quasi tre anni che aspettiamo che il Comune della nostra città prenda una posizione netta rispetto a chi ha causato quell’immane tragedia. Non è più il tempo dei tentennamenti e per questo motivo come M5S Genova abbiamo depositato una mozione per impegnare il sindaco e la Giunta a costituirsi parte civile nel procedimento penale istruito in relazione al crollo del Ponte Morandi, avanzando la richiesta risarcitoria per i danni subiti in conseguenza del tragico evento. La città e tutta la cittadinanza sono state direttamente danneggiate dal disastro, sia sotto il profilo patrimoniale che non patrimoniale. Come ampiamente riportato dalla stampa, gli incidenti probatori recentemente terminati hanno fornito positivo riscontro circa la responsabilità di Autostrade per l’Italia S.p.A. Ricordiamo anche che il Codice di procedura penale (art. 91 e ss) riconosce agli enti la possibilità di intervenire nel processo per far valere i diritti e le facoltà attribuiti alla persona offesa dal reato. E’ ora di scegliere da che parte stare”.

Già, sarebbe il momento di scegliere da che parte stare con una mozione che, come chiedono i CinqueStelle, va proprio nella stessa direzione del progetto di legge “Norme a favore delle vittime dell’incuria nella gestione dei beni strumentali all’erogazione dei servizi pubblici e di interesse economico generale” presentata dal “Comitato ricordo vittime ponte Morandi” al capo di gabinetto del presidente del Consiglio, alle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera e ai parlamentari liguri.

Sarebbe ora di schierarsi, finalmente

Sarebbe ora di schierarsi, finalmente. Solo che in arrivo ci sono le prossime scadenze elettorali. E in passato, in Regione, per esempio, già nella precedente legislatura analoghe richieste, sempre portate avanti da rappresentanti pentastellati, sono rimaste lettera morta. Sino alla conferma dell’allora governatore uscente e comunque rimangono lettera morta ancora oggi. Mentre l’istruttoria che va avanti ha confermato gravissime responsabilità della società che gestiva il tratto autostradale.

“Giovanni Castellucci, un bilancista”

La stessa società il cui amministratore delegato, Giovanni Castellucci, è stato tante volte chiamato da Regione e Comune a presenziare alle riunioni e alle conferenze stampa per i progetti per la ricostruzione del ponte crollato. Con tanto di modellino che tracolla. Fra  sorrisi e “tastazioni” scaramantiche generalizzate, almeno dei presenti. Quel Giovanni Castellucci, amministratore delegato, messo alle strette da un suo ex collaboratore, Gabriele Camomilla, che nel corso degli interrogatori, secondo quanto riportato da Tommaso Fregatti e Matteo Indice in un articolo de “Il Secolo XIX”, avrebbe spiegato ai magistrati: “Di autostrade non ne capiva nulla…era quello che io definirei un “bilancista”.

Autostrade e la politica del risparmio sulle manutenzioni

La sua politica, non solo sulle manutenzioni, era sempre orientata al massimo risparmio sui costi e al massimo incremento degli utili. Era concentrato  sul bilancio di ogni singolo esercizio, non è che si preoccupasse se il viadotto Polcevera vent’anni dopo sarebbe crollato oppure no. Io invece mi preoccupavo proprio di questo”.

E comunque, nonostante le richieste dell’opposizione, al momento né il sindaco né la sua Giunta di palazzo Tursi, né quella di via Fieschi, insieme al Governatore Giovanni Toti, al momento hanno ancora deciso di costituirsi come parti civili nel procedimento penale istituito per il crollo di ponte Morandi.

Una visita ai reperti del Morandi per schiarirsi le idee

Non posso far altro che suggerire ai nostri rappresentanti istituzionali, di effettuare, fra un’ accensione di lucine e l’altra, una visita a quel monumento alla memoria che rappresentano bene i due hangar sotto al nuovo ponte San Giorgio con quel contenuto che riporta alla tragedia e al dolore. E sono sicuro che la cosa contribuirà a schiarire loro le idee. Molto meglio delle lucine e delle luminarie del di’ di festa. Magari perfino consentendo loro di ammettere l’errore e il cospicuo ritardo delle istituzioni. E di chiedere scusa.

Paolo De Totero

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