Autoparco agli Erzelli, i mezzi pesanti tornano in collina

Passa la delibera: il Consiglio comunale approva con 24 voti favorevoli e 16 contrari

Genova – I lavori per accogliere i camion nello spazio antistante il “grande prato verde dove nascono speranze”, che erano già iniziati il 16 luglio scorso, sono continuati anche oggi pomeriggio, ancora prima che la delibera sull’autoparco degli Erzelli fosse discussa e votata.

E così Cristina Lodi può esporre sul suo profilo Facebook le prove della mancanza di rispetto istituzionale nei confronti dell’opposizione, sì, ma anche nei degli esponenti della maggioranza che, evidentemente, devono adeguarsi al pensiero unico che aveva giù deciso tutto.

Il Sindaco Bucci, ha una grande certezza, il suoi consiglieri sono compatti e sono una garanzia. Anche gli “ex combattenti” sui territori, quelli che volevano scalzare il PD perchè affossava le periferie e faceva affari. Si sono semplicemente sostituiti. Nelle mie letture giovanili andavo matto per Guareschi, personaggio controverso ma salace che definiva i comunisti come “trinariciuti”.

“Perché nel mio concetto base – scriveva Giovannino Guareschi – la terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permettere nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che, appunto, debbono sostituire il cervello. Il quale cervello, lo si vede, appartiene oramai ad un altro secolo. Non dico, come i miei nemici personali desidererebbero, ad un’altra era. Perché la terza narice esisteva anche nell’altra era, ma era proibito mostrarla, e tutti dovevano portarla abilmente mascherata”.

Era avanti Guareschi, e soprattutto aveva capito con molti decenni di anticipo che la terza narice è latente in tutti noi.  E in alcuni casi è persino di dimensioni maggiori rispetto alle altre due.
Capita a quelli che cambiano bandiera e oggi votano il contrario di quello che hanno promesso. Succede alle banderuole, oggi di qua e domani di là, in base a quello che dice il capo. E capita ai “benaltristi”, quelli incapaci, o in malafede, che si difendono dicendo: “Eh però quello che avete fatto voi…”. Perchè in effetti, il benaltrismo è una malattia della nostra politica, una devianza che non ti permette di capire che se non ci sono più loro non puoi pensare di fare le stesse cose. Che dire? Se da una parte un consigliere che neppure sa di cosa parla, vota sul destino dei cittadini, sproloquiando frasi con poco senso compiuto, dall’altra, per anni si è sentito parlare di precari, migranti, sfruttati, in simposi dove non c’era un un migrante, uno sfruttato o un precario.
Perchè la politica ha i suoi tempi e i suoi nasi. E anche i cittadini hanno i loro, e da oggi saranno un po’ più pieni di smog. Almeno quelli di chi frequenta il parco degli Erzelli.

fp

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