Riforma giustizia penale, l’angoscia dei parenti delle vittime del Morandi: rischio prescrizione per i reati più gravi

La preoccupazione è che il piano Cartabia escluda dal processo sul crollo del 14 agosto 2018 i reati più gravi come il disastro colposo e l’omicidio colposo plurimo

Il testo di riforma della giustizia penale è stato approvato all’unanimità in Cdm. Un testo che dà corso alle richieste dell’UE di ridurre i tempi dei processi e che ha sollevato grandi perplessità nei parenti delle vittime delle stragi italiane che temono nuove sacche di impunità determinate del meccanismo dell’improcedibilità che farebbe morire i processi in Appello.
Oggi, con una lettera aperta, il Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi si rivolge alle istituzioni chiedendo di modificare gli emendamenti proposti dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, alla legge Bonafede, “prima che sia troppo tardi”.

“Da quasi tre anni stiamo vivendo un incubo, sperando ogni mattina di svegliarci dopo un brutto sogno, siamo in attesa del processo, siamo in attesa di vedere cambiamenti positivi intorno a noi, speriamo nella giustizia, speriamo in un po’ di pace per il nostro cuore.
Purtroppo le notizie che provengono dalle nostre istituzioni sono sconfortanti, negli emendamenti proposti dal ministro Cartabia alla legge Bonafede (per ottemperare alle richieste europee di riduzione delle tempistiche dei processi) emergono elementi che destano grande preoccupazione, queste proposte non sembrano andare nella corretta direzione, queste modifiche rischiano di portare all’estinzione perenne anche di processi complessi e di grande rilevanza come il nostro, questi però non sono processi a “ladri di galline”, sono processi che possono elevare la nostra democrazia od affossarla.
Negli emendamenti in discussione per alcuni reati potranno essere concesse estensioni dei tempi del processo d’Appello e Cassazione ma purtroppo risulterebbero esclusi i reati più significativi del nostro processo “Disastro colposo” e “Omicidio Colposo Plurimo”, nel nostro caso il giudice non potrebbe quindi prolungarne i tempi, neanche considerando i numerosissimi imputati e vittime presenti e la conseguente complessità processuale, questo è paradossale e per noi gravissimo, riflettiamo anche sul principio costituzionale alla base della nostra democrazia che deve inequivocabilmente mantenere separati i tre elementi primari della nostra repubblica: legislativo, di governo e giudiziario
Per noi è demoralizzante pensare a questa ipotesi, immaginare il triste spettacolo dopo anni di lavoro degli inquirenti, della magistratura, l’impiego di fondi pubblici spesi per la gestione del processo, le battaglie per la giustizia, il rispetto della carta costituzionale, tutto potrebbe finire in piccole bolle di sapone.
Tutte le grandi tragedie italiane con la prescrizione e questa norma potranno continuare a consegnare lo scettro di impunità per reati gravissimi, è molto triste ma lo vediamo da troppi anni ed in troppi casi.
Noi pensiamo che la necessità di abbreviare i processi sia sacrosanta per tutti, pensiamo che possano e debbano essere modificate le norme che contribuiscono ad allungare inutilmente i processi, il processo deve essere snello con l’esame dei fatti in modo approfondito, imparziale e celere ma non si possono lasciare impuniti reati così gravi.
Pensiamo che questa proposta presti il fianco a numerose critiche anche da parte di autorevoli esperti del settore e non solo, le vittime hanno bisogno di giustizia, non di giustizialismo, devono essere trovati i colpevoli la verità deve emergere, solo questo potrà dare dignità ai morti, dare dignità ai vivi e cercare di porre rimedio al delinquere.
Noi chiediamo a gran voce che gli emendamenti proposti possano essere modificati e possano essere accolte le grandi perplessità, ci prepareremo a lottare contro queste norme e chiediamo a tutte le forze politiche in parlamento di rivalutare attentamente queste proposte che non possono essere la soluzione”.

Egle Possetti 
Presidente Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi

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