Plastica, l’appello degli scienziati: “Abolire la produzione di quella vergine dal 2040”

Su Science: “Serve un accordo globale che permetta solo la riciclata”

È uno dei rifiuti più inquinanti del pianeta. Si calcola che dal 1950 siano state prodotte 8 miliardi di tonnellate di plastica. E la produzione continua ad aumentare: nel 2019 dalle fabbriche sono usciti 368 milioni di tonnellate di plastica vergine. La maggior parte dei rifiuti di plastica viene dagli imballaggi (47%), poi dal tessile (il 14%) e dai trasporti (6%).
Ogni anno il 3% dei rifiuti di vari polimeri finisce negli oceani: fanno 8 milioni di tonnellate all’anno. Si calcola che fino ad ora abbiamo riversato in mare oltre 150 milioni di tonnellate. Se andremo avanti così, al 2050 ci saranno 12 miliardi di tonnellate di plastica nelle discariche o sparse nell’ambiente.

Le richieste degli scienziati

Un trattato internazionale per mettere al bando la produzione di nuova plastica dal 2040, permettendo solo quella riciclata. È quanto chiede un gruppo di scienziati di varie nazioni, con un appello pubblicato sulla rivista Science di luglio.
Poi la promozione dell’economia circolare, incentivando il riciclo di grandi volumi di rifiuti, e l’avvio di una campagna mondiale di rimozione dei rifiuti di plastica abbandonati nell’ambiente. I 14 scienziati firmatari vengono da Germania, Australia, Usa, Svizzera, Nuova Zelanda, Finlandia, Ruanda. Secondo l’appello, serve un nuovo accordo globale “per coprire l’intero ciclo di vita delle plastiche, dall’estrazione delle materie prime necessarie per la loro produzione all’inquinamento ad esse legato”.

Plastica, una minaccia incompresa

Per Nils Simon, un altro degli autori, “l’inquinamento da plastica pone una considerevole minaccia all’ambiente, anche se non ancora pienamente compresa. Affrontare questa sfida richiede un approccio innovativo, che favorisca misure per ridurre la produzione di plastica vergine e comprenda passi ragionevoli verso una economia della plastica sicura e circolare”.
I ricercatori prevedono anche che al 2050 la produzione di nuova plastica da carburanti fossili consumerà il 10-13% del budget globale di carbonio disponibile per mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi dai livelli pre-industriali (l’obiettivo ottimale dell’Accordo di Parigi sul clima).

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