Mio caro Beppe, ciao

Mio caro Beppe, ho saputo solo qualche ora fa che ci hai lasciato a causa di alcune complicanze per gli esami cardiologici in seguito ad un precedente intervento chirurgico, e la cosa mi ha causato un grave dispiacere. Sarà triste non poterti incontrare più a passeggio per via San Vincenzo per scambiarsi un “Ciao , come va” al volo e proseguire ognuno sul percorso della propria esistenza.

Molte volte, quando ti vedevo a distanza e in procinto di incrociarti mi preparavo la domanda che anche in quell’occasione avrei voluto rivolgerti. Nient’altro che per curiosità. E comunque nessun secondo fine. Poi irrimediabilmente mi vinceva la timidezza e rimandavo alla prossima volta, al prossimo incontro.

Perché, come tu sai, i giornalisti spesso e volentieri sono curiosi. E la curiosità, comunque, non è sempre una buona ragione per porre domande. Qualsiasi domanda.

Ma siamo amici da almeno una quarantina di anni e avrei voluto chiederti come mai non sei mai stato preso in considerazione per un incarico istituzionale in una Regione dove poco a poco nel tuo partito hanno paracadutato molti candidati qualsiasi. Alcuni giornalisti, come me, altri più o meno sconosciuti alla base, ma con una solida faccia da spendersi nel partito a livello nazionale….ecco, mio caro Beppe, come mai una persona delle tue capacità organizzative e della tua onestà politica non è mai stato presa in considerazione?

Quaranta anni fa in Consiglio Comunale

Mi ricordo di averti conosciuto fra i banchi del consiglio comunale, nel 1981, all’opposizione. E ancora fra quei banchi ad appoggiare la nuova maggioranza di pentapartito con il farmacista di Nervi Cesare Campart come sindaco, mentre qualche esponente della Dc, magari anche più giovane e di minor esperienza veniva nominato assessore. Questione di componenti. Anche allora le segreterie di partito e i segretari facevano il bello e il cattivo tempo. E il manuale Cencelli veniva consultato a ogni piè sospinto in simili occasioni.

Poi c’è stata la fine della “Prima Repubblica” con la scomparsa della vecchia Dc e qualche profugo che ha trovato ospitalità nel nuovo partito di Silvio Berlusconi. Ricordo che almeno all’inizio chi aveva una passata esperienza politica veniva messo ai margini. Perché l’antipolitica in fondo ha radici profonde anche nel passato.

E cosi, evidentemente risaltarono le tue doti organizzative, con la formazione dei circoli e poi il gruppo dei seniores.

Ecco, mi sono posto infinite volte la domanda sul fatto che non ti avessero mai preso in considerazione per ruoli diversi, a livello di cariche istituzionali.

Scialfa: “Mi ha sostenuto nei momenti difficili”

E non ho potuto fare a meno di darmi qualche risposta. Per esempio Nicolo’ Scialfa si accomiata cosi’: “Addio Beppe. Un gran signore , un uomo buono, intelligente, capace e sensibile. Mi hai sempre sostenuto nei momenti difficili. Eravamo su fronti opposti a ci siamo sempre stimati. Un grande dolore”. E conoscendo le disavventure giudiziarie in cui è incorso Scialfa risulta facile intuire quali possano essere stati i momenti difficili.

Anche perché Beppe, per quanto t’ho conosciuto io,  hai sempre privilegiato l’umanità è la sensibilità. E mi sono sempre raccontato che questo fosse dovuto ai tuoi anni alla scuola Militare della Nunziatella che hai frequentato in età giovanile, di cui, però ti sei sempre portato dentro i valori.

Cassinelli: “Impegno e presenza costanti”

È per questo che oggi hanno voluto ricordare il tuo fare instancabile e silenzioso in molti. Il tuo amico Roberto Cassinelli scrive sul suo profilo: “Beppe non ha mai fatto mancare a Forza Italia il suo impegno e la sua presenza costante. Sempre in prima linea, sul  territorio, ai gazebo, non solo in campagna elettorale, Beppe ha rappresentato al meglio ciò che ogni eletto ed ogni militante dovrebbe essere”.

Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale racconta che insieme vi stavate occupando di una legge per l’istituzione del Garante per i diritti degli anziani. Il Coordinatore Carlo Bagnasco scrive:”Portiamo nel cuore i suoi insegnamenti e quell’amore per Genova e la Liguria che Beppe ha trasmesso tenacemente lungo tutto il suo lungo percorso politico”.

Il presidente della giunta regionale Giovanni Toti esprimendo cordoglio profondo a titolo personale e a nome di tutta la giunta spiega: “Portiamo nel cuore i suoi insegnamenti e quell’amore per Genova e la Liguria che Beppe ha trasmesso tenacemente lungo tutto il suo lungo percorso politico”.

Mentre due amici di sempre, che con lui hanno condiviso il periodo dell’opposizione in sala rossa, Gianni Plinio e Giorgio Bornacin esprimono costernazione: “”Con Beppe se ne va un caro amico ed uno stimato politico. Coerenza ed acume hanno caratterizzato il suo impegno in politica e nelle istituzioni. Ricordiamo tante battaglie combattute insieme contro il sistema genovese di potere delle sinistre quando ciò comportava rischi e ogni genere di difficoltà”.

Il cordoglio dell’Anci

E ancora L’Ufficio di Presidenza di ANCI Liguria  che esprime “profondo cordoglio e sentimenti di vicinanza alla famiglia per la perdita di Giuseppe Costa, gentiluomo aperto all’ascolto, che si è sempre contraddistinto per il fervente impegno nei confronti dei Comuni liguri. Consigliere comunale di Genova, Costa è stato vicepresidente vicario di ANCI Liguria durante le presidenze Pericu, Pagano e Vincenzi”. Un uomo delle istituzioni si direbbe traslando una frase utilizzata attualmente moltissimo. Con il sindaco di Imperia Claudio Scajola al quale era legato da motivi correntizi che dice di lui : “Una persona seria e preparata, un amministratore pubblico scrupoloso, una persona perbene”.  Stesso timbro per Pierluigi Vinai :””Ho condiviso con lui un lungo tratto di percorsi politici comuni. Una persona di competenza, che amava approfondire gli argomenti e studiare molto prima di parlare. Siamo molto dispiaciuti come ufficio di ANCI Liguria perché è stato nostro vicepresidente vicario per lungo periodo, fino al 2012″.

E probabilmente l’impressione è talmente ricorrente da non essere ascrivibile alla retorica e alle frasi fatte post mortem.

La domanda, pero’, al di là delle singole testimonianze che sottolineano le indubbie capacità umane e politiche di Beppe Costa resta inevasa. Probabilmente nel porgliela gli avrei creato un certo imbarazzo. Forse, non volendo creare malintesi e dovendomi dare una risposta avresti parlato delle zone d’ombra della politica con cui magari ti era toccato avere persino a che fare, a fin di bene, si capisce. Con quella mentalità incluisiva che da siciliano come me ti portavi dietro e quello spirito di servizio e di onestà che, magari ti eri portato dietro come un peso, dopo la scuola militare.

E quindi meglio così. Sei stato di passaggio, come tutti noi. Anche se, magari, in molti hanno fatto finta di non capire la forza dell’esempio.

Riposa in pace Beppe e che la terra ti sia lieve.

Paolo De Totero

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