L’autunno del nostro green pass

Forza Italia e la battaglia di libertà

Il fatidico ultimo giorno dell’estate, che sta finendo – anzi è già finita – e quello del passaggio al primo giorno di autunno, che segna il transito dal trapasso di una stagione alla nascita di quella successiva, potrebbe passare alla storia, almeno per le assemblee della nostra Regione e del nostro Comune, per il giorno del green pass più o meno obbligatorio. Tema d’attualità e dibattuto, e non soltanto per le recenti manifestazioni di piazza nella nostra e in molte altre città d’Italia in cui viene contestato, e con una certa veemenza, il provvedimento alla stregua di una imposizione che violerebbe addirittura le norme della nostra Costituzione. Mentre pomposamente, o forse no, dai palazzi proviene l’annuncio della terza dose per gli ultrafragili e del vax day che in Liguria partirà proprio da domani.

Martedì, per esempio, si è svolta la seduta nella sala rossa di palazzo Tursi dove si è deciso che i consiglieri che non hanno ancora il green pass potranno seguire le sedute soltanto da remoto. L’ordine del giorno che prevede l’obbligo ai consiglieri comunali di accedere alle sedute solo se sono in possesso del documento che attesti la doppia vaccinazione è passato all’unanimità, con 34 voti favorevoli.

Le regole valgono per tutti

Battaglia di libertà, come l’ha definita recentemente anche il segretario del Pd Enrico Letta che deve aver ispirato persino il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia. Tanto che in sala rossa ha affermato: “Le regole valgono per tutti: se il green pass diventerà obbligatorio per tutti i genovesi lo dovrà esser a maggior ragione anche per chi li rappresenta in sala rossa e non può non dare il buon esempio. Non vedo in questo obbligo nessuna ferita alla democrazia”.

Spalti aperti al pubblico vaccinato

Dichiarazione del capogruppo di maggioranza che ha fatto seguito, ad una decina di giorni di distanza, alla presentazione di un ordine del giorno del Pd in cui si chiedeva la presentazione del green pass per l’accesso ai lavori del Consiglio Comunale consentendo anche di riaprire alla partecipazione del pubblico dopo un anno e mezzo di sedute chiuse limitando la capienza degli spalti riservati ai cittadini e controllando, appunto, che gli spettatori, come succede per bar o cinema, siano in possesso del green pass.

Questione di democrazia diretta quindi per quanto riguarda il Pd e di buon esempio secondo il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale che, per mettersi ai ripari, ha ricordato anche come eventuali dissenzienti, “consiglieri comunali contrari al vaccino e/o al green pass potranno tranquillamente seguire le sedute consiliari in videocall, esprimendo le loro opinioni e dando i loro voti da remoto con i collegamenti ormai entrati nell’uso comune”.

Problema superato dunque? Beh, al momento non del tutto. L’ordine del giorno, infatti impegna il sindaco e la giunta ad avviare un confronto con il presidente del Consiglio comunale, affinché sentita la conferenza dei capigruppo ed esaminata la normativa nazionale di imminente pubblicazione, venga dato seguito in tempi celeri agli adempimenti previsti per la regolamentazione delle procedure di ingresso.

Insomma, sono previsti una serie di passaggi che vanno dalla discussione in conferenza dei capigruppo, mentre la normativa nazionale è, come si dice nello stesso testo dell’ordine del giorno, di imminente – si spera – pubblicazione.

Comunque, come si suol dire, almeno in consiglio comunale si sono messi avanti.

In Regione diatriba Toti-Medusei

Diversa, tanto per fare un esempio, la situazione per quanto riguarda i consigli regionali dove esisterebbe una polemica a distanza fra il presidente leghista Gianmarco Medusei e il governatore Giovanni Toti di Coraggio Italia. Questione di sfumature. Di sfumature, ma anche di sostanza.

Decisionista Medusei che sostanzialmente ricalca nelle sue dichiarazioni le posizioni di Mascia: “Anche i politici hanno l’obbligo di green pass”. Più cauto Toti che, in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo di certificazioni sul luogo di lavoro, sia giusto che ci sia qualche cautela in più per le assemblee elettive. Insomma nonostante sia in Comune che in Regione governino maggioranze di centrodestra le posizioni, seppur a poche centinaia di metri di distanza, sembrerebbero essere antitetiche.

Toti frena

Mette le mani avanti Toti: “Il tema più delicato riguarda l’aula dove i consiglieri entrano, delegati dal popolo che li ha votati, ad esprimere posizioni che possono essere le più diverse e per le quali occorre avere attenzione rispetto”. Questioni di sfumature anche se, per evitare possibili speculazioni politiche, il presidente della giunta spiega ancora: “Io estenderei il green pass a tutto il mondo, ma tengo presente e ragiono per paradosso che se ci fosse un convinto no vax tra i consiglieri regionali che volesse esprimere questa posizione in aula prevarrebbe il diritto di rappresentanza democratica. Sul consiglio regionale vi è una cautela in più come l’ha avuta il governo sulle aule della Camera e del Senato”.

Sfumature e cautele che, almeno a giudicare dalla pagina istituzionale del presidente della giunta del consiglio regionale, sembrerebbero essere state ampiamente superate addirittura qualche giorno prima che si ponesse ufficialmente il problema.

Lo scivolone del Governatore

Uno scivolone o forse un maldestro tentativo di ribadire la propria convinta posizione pro vaccino e green pass, in vista della diatriba con Medusei che, dopo essere comparso sulla sua pagina istituzionale, ha suscitato rabbia e molti commenti negativi anche da parte di alcuni suoi abituali sostenitori.

Perché il presidente della giunta della Regione Liguria ha avuto la cattiva idea, o peggio il cattivo gusto – forse – anche in questo caso, come in quello in cui definì sbrigativamente i poveri pensionati e anziani in genere “non indispensabili allo sforzo produttivo del paese”- di postare sul suo profilo istituzionale una riuscita gag de “Il Trio Medusa”, “Tutti a bordo con Negazionair”. Piece vocale in cui i tre comici si dedicavano ad irridere proprio i “no vax”. E il presidente ci ha aggiunto il carico con il commento: “Una risata ci convincerà! Bravo il Trio Medusa per averci fatto ridere e riflettere salendo a bordo del Negazionair. Allacciate le cinture! Anzi no…” .

Errore grave per un presidente di Regione, quello di non valutare ne’ la complicatezza ne’ la delicatezza e nemmeno la complessità del coinvolgimento emotivo della situazione. Errore grave per un politico ma anche per un giornalista. Tanto che qualcuno fra i commenti meno piccati spiegava: “La comicità e l’ironia sono assolutamente legittime se fatte da chi è del mestiere, ma da un governatore di  regione è abominevole”. Con tanto di spiegazione al seguito di un altro commentatore: “ “Quell’ “anzi no” è proprio vergognoso!! Specie se pronunciato da un rappresentante del popolo”. E ancora “ Sempre più in basso! Segua anche lei il sentiero luminoso sul pavimento”.

Staff comunicazione aumenti stratosferici

E stavo attendendo, come era già accaduto per i “non indispensabili allo sforzo produttivo del paese” che l’esimio governatore intervenisse per scaricare le colpe su qualche social media manager alle sue dipendenze, disattento o soltanto troppo burlone. Poi ho letto la dichiarazione in cui superando d’un botto le smanie di battuta si dimostra paladino della democrazia e difensore di eventuali colleghi no vax. Nel contempo, pero’ mi sono imbattuto nell’articolo di Marco Grasso su “Il fatto quotidiano” proprio sulla potenza di fuoco dello staff comunicazione del nostro governatore. Scrive Grasso, puntualmente ripreso sul suo profilo dalll’ex collega Ferruccio Sansa: “ Fotografie di gruppo a confronto, 5 anni dopo. Primo staff della giunta del neoeletto presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: 12 collaboratori, 372 mila euro di costi fissi (più altri 70 mila variabili). Anno 2021, dopo la rielezione. La lista è salita a 35. Molti dei collaboratori hanno beneficiato di aumenti stipendiali”. Insomma si è passati in una manciata di anni dai 440 mila euro iniziali a un milione e 400 mila euro, con  una squadra in cui gli effettivi sono quasi triplicati.

E Sansa ad impinguare il boccone amaro ci mette anche il carico: “2 milioni di euro che ogni anno finiscono a giornali, siti internet e televisioni per imbellettare la realtà”.

Adesso tutti tacciono

E va dritto al punto Sansa: “Una volta notizie come queste avrebbero forse suscitato polemiche. Almeno domande. Adesso in Liguria tutti tacciono. Il mondo dell’informazione riceve dagli uffici stampa messaggi durissimi quando le interviste al leader del centrodestra non ottengono lo spazio desiderato”.

Succede. Succede, per esempio che siano sempre più spesso giornali non locali, ma nazionali a sollevare polemiche come quella sull’ultima auto del presidente, un Suv Mercedes da quasi 60 mila euro pagate in comode rate da 1664 mensili, ovviamente con soldi pubblici. E che i quotidiani locali intervengano solo in seconda battuta, riportando le buone ragioni, o forse no, del presunto imputato. Perché poi è l’informazione bellezza, quando alla fine dei conti, da una parte risulta essere nelle mani di un solo gruppo editoriale e dall’altra ci sono in ballo quei famosi 2 milioni di euro per giornali, siti internet e televisioni. Del resto siamo in autunno, e preparandoci alle elezioni, le foglie iniziano a cadere. E mi piacerebbe aggiungere, e concludere… ed è subito sera.

Paolo De Totero

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Trentadue anni di professione come praticante, giornalista, vicecapocronista, capocronista e caporedattore. Una vita professionale intensa passata tra L’Eco di Genova, Il Lavoro, Il Corriere Mercantile e La Gazzetta del Lunedì. Mattatore della trasmissione TV “Sgarbi per voi” con Vittorio Sgarbi e testimone del giornalismo che fu negli anni precedenti alla rivoluzione tecnologica, oggi Paolo De Totero è il direttore del nostro giornale digitale.

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