Di Battista fonda un nuovo movimento? Tornare all’antico non basterà

Di Battista riscende in campo e non esclude la nascita di un nuovo movimento

“C’è chi vorrebbe che io costruissi un altro movimento politico.Si sente la necessità di nuove battaglie e di costruire le fondamenta per qualcosa di concreto. Se poi dovessero essere solide, quelle fondamenta, allora potremo costruire qualcos’altro. Non escludo la nascita di un altro movimento”.

Se la dialettica politica non è cambiata, Di Battista sta lavorando a un movimento che riprenda le battaglie per M5S che sembra appiattito su posizioni di gestione del potere.
L’ex grillino aggiunge – “Non mi interessa la mia personale battaglia, ma la collettività. Una forza politica potrebbe avere successo soltanto a fronte di una richiesta dei cittadini. Capirò con il tour se esiste questa domanda”.

Un ritorno al passato quindi, con le idee dal basso, il consenso dal basso, e ricalcando le orme dell’esperienza grillina prima maniera.

E nel commentare la prima tappa dl suo tour a Siena, Alessandro Di Battista ha dicharato di ” sentirsi in sintonia politica con Tommaso Montanari, Alberto Negri e Marco Travaglio, e che alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle gli hanno scritto -“Che bello, finalmente un po’ di aria fresca”.

Parole di stima anche per Casaleggio e una stoccata sul Governo Draghi: “Credo che far parte del governo Draghi sia stato un tradimento da parte dei miei ex colleghi del Movimento. Perchè, ad esempio, il Si degli iscritti al Movimento affinchè nascesse questo governo era legato in larga parte al tema della transizione ecologica. Cosa rimane di quella promessa? Nulla. I dirigenti del Movimento dovrebbero fare un recall per verificare se gli iscritti M5S, a distanza di mesi, siano ancora a favore. Luigi Di Maio e’ sempre stato favorevole, tanto che non perde occasione per elogiare Draghi”.

In sintesi, Di Battista torna all’antico per riprendere la strada smarrita dal Movimento. Ma sa benissimo che le condizioni rispetto ai tempi dell’exploit politico pentstellato sono profondamente cambiate, che la politica dell'”uno vale uno” è naufragata di fronte all’insipienza di molti candidati , che poi eletti hanno fatto solo danni, e  soprattutto non c’è più Gianroberto Casaleggio. E non è poco.

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