Ruota, ruote, girandole, cicli, carretti, carri e carrettini

#Genovameravigliosa dallo Skytram alla funivia

Gira che ti rigira siamo di nuovo – o ancora – qui  con tanto di domande, (cantava un genovese doc come Gino Paoli: “ e sono ancor qui con le mie domande, cosa farò da grande” cosa farò da grande,  1986). Cercando di scorgere, intravvedere o semplicemente di riuscire ad immaginare un qualche senso nella vision della #GenovaMeravigliosa che, tra un proclama e l’altro, dicono di essere in procinto di  volerci allestire. Tra Waterfront – di Levante o di ponente, variabili a seconda delle zone – progetti di SkyTram in Valbisagno,  bandi per progetti di cabinovie per collegare la stazione Marittima con Forte Begato, piste ciclabili con tanto di prolungamenti vari e spostamenti di ruote panoramiche, attrazioni e Luna Park.

Perché poi è vero che la ruota è fatta per girare ed è un simbolo antichissimo che fa riferimento a tutto ciò che è ciclico: nascita/ morte, inizio/fine, partenza/ritorno, riunioni/ disaccordi e, soprattutto, alti/bassi. O addirittura fa riferimento ai capricci della sorte: la ruota della fortuna.

Una volta erano ombrelli e girandoline

Perciò, magari non è un caso che nel pieno dei proclami futuristici sulla GenovaMeravigliosa, una volta abbandonate le coreografie a base di ombrellini e girandoline e passatoie rosse, e nel pieno dello strombazzare delle grandi opere che verranno, con cantieri già aperti o imminenti, finalmente un di’ vedremo dove l’amministrazione sia andata veramente ad incappare. Come se l’ultima polemica, circolarmente e ciclicamente finisse per rappresentare nascita/ morte, inizio/fine, partenza/ritorno, riunioni/ disaccordi e, soprattutto, alti/bassi. O, addirittura per fare riferimento ai capricci della sorte, appunto alla ruota della fortuna.

Con quella grande ruota panoramica per poter meglio osservare l’orizzonte. Posizionata appena un anno dopo l’elezione di Marco Bucci a sindaco/doge/imperatore/commissario e monarca assoluto nel quartiere dell’Expo’ e nonostante lo scetticismo dell’archistar Renzo Piano. Il progettista che tra un progetto di ponte e quant’altro, in fondo quell’area l’aveva pensata per ridare ai genovesi uno sbocco al mare, dotandola di un ascensore come il Bigo per poterla vedere dall’alto quella città che ha ispirato la Litania di Caproni. Per salirla e poi scendere. Eppero tra il moto circolare e quello longitudinale, anche filosoficamente, magari ci sarebbero da fare delle distinzioni. E comunque Renzo Piano, da buon padre, si era voluto mantenere l’ultima parola su eventuali successivi adattamenti dell’area. In modo che il suo pensiero non finisse per essere stravolto.

La ruota dei desideri che piace tanto a Marco Bucci

Epperò, nonostante l’attrazione sia piaciuta, a quanto si dice, moltissimo al nostro sindaco Marco Bucci, a cui probabilmente poteva ricordare giusto Coney Island, piccola penisola a est di Manhattan, all’interno del territorio di Brooklyn il parco divertimenti, il lungomare di legno dove passeggiare al tramonto, le giostre del Luna Park, negozietti e chioschi, persone che mangiano l’hot dog – Comunque nulla di nuovo sotto al sole, provare una sortita nel levante cittadino per guardare il nuovo skyline del porticciolo di Nervi per credere- . Eppero’, dicevo, l’accostamento alla sua creatura, alle vele, alla nave dell’Acquario, ai padiglioni dell’Expo’, al Bigo, quella ruotona bianca all’Archistar deve esse sembrata una sorta di bestemmia. E per un po’ ha ingoiato. Poi, dopo aver firmato il progetto per il nuovo ponte San Giorgio, credo sia passato all’incasso. Potendo godere, fra l’altro di un raggelamento dei rapporti fra i nuovi amministratori della Porto Antico e il gestore dell’impianto della ruota, che, probabilmente, al pari dell’assessore di riferimento, intenderebbero sfruttare l’area per allestirvi una distesa di banacarelle natalizie. In fondo le fiere, da Sant’Agata a Santa Zita sono ricominciate. E comunque in epoca prelettorale come questa non è sempre bene alimentare sacche di scontento.

Così nel giro di qualche settimana l’uomo della ruota al porto antico si è ritrovato con uno sfratto anticipato di un paio d’anni rispetto alla scadenza naturale. E, soprattutto, con la possibilità di scegliere un altro sito dove far rimontare la sua attrazione. E comunque, siccome si dice che la persona in questione, avendo fatto parte della commissione organizzativa del Luna Park si Genova, sia abbastanza potente gli e stata presentata qualche opzione per un trasferimento rapido ed indolore. Dalla fascia di rispetto di Pra’, a piazzale Kennedy, sino ai giardini Caviglia, fra la stazione Brignole e piazza della Vittoria.

Solo che, da abile imprenditore del settore, l’uomo della ruota ha scartato nell’ordine sia Pra’ per il fatto che in quella zona sarebbe stato difficile trovare adeguata clientela, anche nel periodo natalizio e poi piazzale Kennedy, riservandosi un possibile ritorno, ma una volta ultimati i lavori alla Fiera del Mare. In piazzale Kennedy probabilmente verranno ospitati i baracconi del Luna Park e la ruota eventualmente sarebbe stata posizionata troppo in fondo avrebbe, soprattutto dovuto fare i conti, con attrazioni in serie. Perciò meglio una collocazione più isolata nei giardini di piazzale Caviglia.

L’insurrezione degli autisti

Il trasferimento crea una serie di polemiche che scoppiano sin dal primo allestimento della struttura con un durissimo comunicato del sindacato Ugl degli autisti dei bus che transitano e in quella zona hanno il loro capolinea che fanno notare come sia la manovra dei mezzi sia il passaggio degli utenti sia diventato pericoloso. Ma l’allestimento va avanti. Anche perché alienarsi nel periodo prelettorale un bel pacchetto di voti della categoria che vive sul Luna Park e sulle atttrazioni sarebbe davvero come darsi la zappa sui piedi. In particolare la categoria è sempre stata storicamente molto coesa è politicizzata, un serbatoio di voti per i socialisti. Un tempo si diceva fossero storici sostenitori dell’assessore Ivana Simonini. Poi passati con il cambiare dei soggetti politici, delle maggioranze, degli assessori al servizio del centrodestra e di qualche rappresentante di Fratelli d’Italia.

Perciò si prosegue sul doppio fronte. Quello di trovare una piazza adeguata per il Luna Park natalizio e quello di riallestire rapidamente la ruota panoramica.

Con un lunghissimo post di Edoardo Marangoni, consigliere del Municipio ottavo, Medio Levante e segretario del circolo Pd della Foce. Un post molto duro nei confronti del Sindaco Marco Bucci che dice:

“La perdurante ostinazione di Bucci a ignorare i territori e le vite quotidiane delle persone, ovvero “quindi è già stato approvato un progetto per piazzale Kennedy”

“Come” si decide è un atto (o una serie di atti) democratico, perciò è Politica: negarlo, dirsi oltre la politica perché “si fanno le cose” è o una balla ingenua o uno specchietto per allodole in malafede”.

Ed è un attacco diretto al metodo Bucci che si presenta a bella posta come il sindaco che fa le cose e snobba la politica.

Quei giochi “disarmonici” nei giardini di Brignole

Così  Merangoni racconta la lunga trattativa  della scorsa estate per situare alcuni giochi per bambini nell’area dei giardini davanti a Brignole: “Maggio-Giugno 2021: nel Municipio VIII Medio Levante il Gruppo del Partito Democratico (primo firmatario il collega Enrico Frigerio assieme agli altri Gruppi del Centro-Sinistra si fanno promotori di una Mozione che chiede di creare uno spazio dedicato al gioco per i bambini entro l’area dei “Giardini di Brignole”. C’è tanto verde, spesso non fruito anche perché percepito come “non fruibile” (nel 2021 il verde pubblico non fruibile è fuori tempo massimo), a due passi dal centro città, primo step di un eventuale e futuribile (io ne sono certo!) progetto più ampio di ri-vitalizzazione dei Giardini nel loro complesso.

La strada è subito in salita: la Mozione non piace alla Maggioranza e alla Giunta di CentroDestra alla guida del Municipio. Si parla di “disarmonia col contesto” (come?), si parla di possibili opposizioni della Soprintendenza (paventate quando utile, escluse quando fa comodo), e via discorrendo.

Mediamo, controproponiamo, Enrico poi mette a punto un testo, concordato con alcuni esponenti della Maggioranza, che trova un accordo più ampio e viene approvato. Ah, nessuna “area giochi”, ma solo “2 giochini per i bambini”.

Paola Bordilli

Un iter insolito

Tra decisioni e mancanza di un apposito bando per l’occupazione dell’area da parte di un privato si fa notare un iter nel complesso insolito. Prosegue nel suo lungo post Edoardo Marangoni: “Novembre 2021: nel centro dei Giardini di Brignole viene installata la Ruota Panoramica di Genova. Una struttura ovviamente dalla dimensioni colossali. In viale Caviglia, nel bel mezzo dei Giardini. Senza alcun previo passaggio nel Municipio, Consiglio o Giunta che sia. Senza che ora, a cosa decisa, nessun esponente di quel CentroDestra che ha minimizzato (dopo aver provato a cassare) la nostra Mozione abbia il coraggio di alzare la voce e dire che “Beh, forse, anche la Ruota Panoramica potrebbe ESSERE IN DISARMONIA COL CONTESTO”.

Nulla, il silenzio. Di vergogna? O di asservita fedeltà?”.

Per sollevare qualche legittimo dubbio: “…. Ma il CentroDestra nel Municipio VIII Medio Levante sapeva già a Giugno dell’arrivo della Ruota? Se sì, allora che vergogna a non aver palesato il motivo vero di quella opposizione. Se no, allora che tristezza oggi non dire alcunché, in palese contraddizione con quanto affermato e votato 5 mesi fa”.

Un anno di disagi

E arriva puntuale da parte di Marangoni anche l’elencazione dei disagi per autisti, per gli utenti dei bus, dei pericoli e dell’evidente stravolgimento dell’ambiente dei giardini dovuto al nuovo allestimento: “E peraltro: ma ci rendiamo conto che lo spostamento “per solo 1 anno” dei capolinea di numerose linee di trasporto pubblico locale vuole dire “solo 1 anno” di disagio per chi quei bus li prende magari tutti i giorni per andare e tornare magari dal lavoro, magari da scuola… A me “1 anno” sembra davvero tanto, troppo se si ha la pretesa di dire di essere Sindaci anche di quei cittadini.

E a corollario, a chiudere il cerchio sulla paventata “violata armonia del contesto”: per mettere in giusta e opportuna sicurezza la Ruota Panoramica, il suo funzionamento e chi ne fruirà, quanto dovranno essere tagliati, potati, curati in maniera innaturale e non rispettosa della propria crescita gli alberi che si trovano in viale Caviglia nei Giardini di Brignole? Anche qui, Sindaco, è ovvio che l’attenzione al verde è solo argomentazione di facciata”

“Eh, ma la Sovrintendenza ha detto sì, quindi di che ti lamenti?”, verrà da dire a non pochi.

Vero, ha detto sì. Ma perchè? Forse perché alla Sovrintendenza è stato detto che la Ruota starà lì solo 1 anno? Forse perché le sono state date garanzie in questo senso? Forse perché… Sindaco, Giunta Comunale, esiste forse già un Progetto per Piazzale Kennedy discusso, approvato e già pronto ad essere PER L’ENNESIMA VOLTA IMPOSTO al Quartiere della Foce, come in qualsiasi altro quartiere della Città, senza alcuna previa presentazione, senza alcun dialogo, senza alcun ascolto, senza alcuna fase di discussione aperta col territorio, con il Municipio competente, con le persone che ogni giorno vivono e vivranno in quel territorio?

Sì, il progetto c’è, eccome, evidentemente. Se ne parla da un po’, vero. Ma se la Sovrintendenza ha dato il proprio SI’ alla collocazione della Ruota Panoramica ai Giardini di Brignole vorrà ben dire che quel Progetto è già molto avanti. E’ già stato approvato…forse sì?”

Marco Bucci, Sindaco di Genova

L’imposizione del Sindaco Bucci

Per concludere sollevando durissime critiche da parte di un politico del decentramento al modus operandi del sindaco Marco Bucci. Sino a trovare un motivo conduttore che lega in quella zona dal Waterfront di Levante alle corsie ciclabili, sino alle aiuole di viale Brigate Partigiane. Quel vizio dell’uomo solo al comando che non deve chiedere mai. E conclude Marangoni: “Al solito, in questi 4 anni e mezzo, sarebbe l’ennesimo caso di AutoImposizione del singolo Sindaco Bucci (non della Giunta, non del Consiglio Comunale, ma della sola Persona Marco Bucci) di un Progetto spacciato per Rivitalizzazione di una Area, senza ascoltare esigenze, richieste ed istanze del territorio e delle persone che vi vivono, calandolo dall’alto, imbellettandolo coi fiocchi, senza concedere alcuna possibilità di modifica: “o votate sì o tanto lo facciamo”.

E’ stato così col Waterfront di Levante, è stato così con la Corsia Ciclabile, è stato così con le Aiuole di Viale Brigate Partigiane. E’ sempre così. Bucci decide come mettere a posto la nostra casa, la casa di tutti noi, senza consultarci, anzi decidendo dimensione, colore e posizionamento dei nuovi mobili, pretendendo che gli si dia l’ok e comunque poi imponendoli ove aveva già previamente deciso.

I progetti compaiono solo quando sono definitivi, operativi, approvati e con la prima pietra del cantiere già posata.

E’ imporre la propria idea imponendo la discussione non più sul “Fare o non fare” quella opera, ma sul “come farla”. Tanto lvi ha già deciso che si fa.

Scegliere di Agire così le Scelte da Sindaco, da Primo Cittadino, ignorando le voci dei Municipi e di Cittadine e Cittadine di quel Comune E’ UNA SCELTA POLITICAMENTE CONNOTATIVA.

“COME” si fa Politica E’ Connotativo.

Il Sindaco Bucci, ancora una volta, ha scelto di contraddistinguersi per modalità che negano o ignorano la democraticità e la partecipazione delle decisioni.

E la Maggioranza, la Giunta ed il Presidente del Municipio VIII Medio Levante hanno, ANCORA UNA VOLTA, scelto di STARE ZITTI , DIRE NULLA rispetto a quanto imposto dal Sindaco PUR avendo lavorato e votato in senso opposto appena 5 mesi fa.

Se sapevano c’è pavidità e reticenza in mala fede.

Se non sapevano c’è pavidità e servilismo di maniera.

…abbiamo almeno chiarito che chi guida il Medio Levante “non è certo un cuor di leone”, come diceva Quello”.

Quell’alleanza con Italia Viva

Un vero e proprio modus operandi attraverso il quale il cittadino, magari ha persino l’impressione che il tipico e cauto andazzo della politica prigioniera anche della burocrazia in qualche modo viene addirittura stravolto. Solo che poi sotto sotto emergono le tipiche défaillance proprie della politica dove esiste il rapporto della mediazione e delle scelte dettate in qualche modo dalla convenienza, dal pacchetto di voti a un futuro sostegno finanziario per la campagna elettorale, all’alleanza vera e propria.

A nessuno potrà essere sfuggita proprio ieri la prima iniziativa congiunta tra Raffaella Paita, che suo tempo aveva dispensato elogi all’operato di Bucci, e lo stesso Sindaco. Incontro in Valbisagno e sul trasporto locale. Neanche a farlo appposta un nuovo progetto, quello dello Skytram proprio in Valbisagno. Un incontro pubblico dal titolo “Il futuro del trasporto pubblico in Valbisagno”, tenutosi alla Sala conferenze Gau di piazza Suppini 4, a Struppa. Incontro al quale hanno partecipato oltre all’Onorevole Raffaella Paita in qualità di Presidente 9^ Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, il sindaco Marco Bucci e Matteo Campora Assessore ai Trasporti, Mobilità Integrata, Ambiente, Rifiuti, Animali, Energia del Comune di Genova.

Il primo atto di una futura alleanza di Italia Viva pronta a metter a disposizione del Sindaco i suoi due consiglieri comunali Mauro Avvenente e Pietro Salemi, per correre in liste civiche senza simbolo. Con buona pace, a questo punto, di Fratelli d’Italia che aveva fatto intendere di non gradire alleanze con Italia Viva. Più che la mossa del Cavallo, come suggeriva Carlo Rognoni, un cavallo di Troia. Con buona pace anche dell’ironico Balbontin che, già a suo tempo, cercando di aiutare Ferruccio Sansa in campagna elettorale per le regionali, aveva dovuto vedersela proprio con una adirata Raffaella Paita.

Non a caso proprio Pietro Salemi qualche settimana fa ha chiesto ragioni all’assessore Bordilli del trasferimento della ruota in piazzale Caviglia, ricevendo un risposta interlocutoria. Questione di atteggiamenti, o forse, strategie in qualche modo pre elettorali.

Il metodo, comunque resterà, anche in futuro quello decisionale e decisionista siano essi ruote o girandole, girandoline o cicli o biciclette. E tutti pronti a salire al volo, o per tempo, su carretti, carri o carrettini.

 

La cabinovia e il sostituto di Bucci

Per non tacere dell’ultima impresa per poter godere della vision di Genova dall’alto tanto cara al sindaco che il Comune si è deciso a mettere nel carnet:  la cabinovia di Forte Begato.

Il tutto, in questo caso quasi straordinariamente, con regolare bando di presentazione per il progetto e usufruendo di un finanziamento deciso dal Ministero dei Beni Culturali con 70 milioni provenienti dal Piano nazionale di recupero e resilienza destinati alla nostra città per valorizzare la cinta muraria.

Di questi 28 milioni di euro verrebbero destinati proprio alla cabinovia che collegherà la stazione Marittima a Begato con fermata intermedia al Lagaccio. Con l’obiettivo di riuscire a bandire la gara entro la fine dell’anno, trasferendo l’opera dal libro dei sogni a qualcosa di più concreto. Con l’assessore al bilancio e alle grandi opere Pietro Piciocchi ancora una volta sugli scudi. Tanto che di lui si parla come possibile/papabile sostituto di Bucci, come candidato sindaco o addirittura come commissario. Tra ruote, girandole, cabinovie, girandoline, porticcioli, cicli e piste ciclabili, con eventuali rincorse per salire su carri, carretti, e carrettini, e grazie alle munificenze dei finanziamenti statali ed europei il futuro della politica genovese sembrerebbe essere abbastanza fluido. Probabilmente manca l’incremento demografico che ci era stato promesso e la competititivita’ di una città che non può essere solo legata al turismo e tutta ancora di la’ da venire. Certo è, pero’, che se la vision deve essere quella del sobborgo di Milano, allora, non ci possiamo lamentare.

Paolo De Totero

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