Sentenza Rwm, il Consiglio di Stato boccia l’ampliamento della fabbrica di armi sarda

Il progetto approvato dai Comuni di Iglesias, Domusnovas e pure dalla Regione, era senza VIA

Cagliari – Per ampliare una fabbrica di bombe serve la VIA, la Valutazione di impatto ambientale. Sembra banale ma non lo è. E infatti i Comuni di Iglesias, Domusnovas e pure la Regione Autonoma della Sardegna, avevano rilasciato alla Rwm Italia SpA il benestare per espandere gli impianti e potenziare l’attività produttiva in assenza di questa fondamentale procedura amministrativa.
L’escamotage trovato dai vertici dell’azienda, costola della tedesca Rheinmetall, è banale quanto ingegnoso: frazionare il piano di espansione in almeno venti progetti separati e più piccoli, che sono stati tutti presentati con procedura semplificata e approvati dai comuni interessati. È così che Rwm ha potuto iniziare la costruzione dei nuovi reparti.
Un iter che si è bloccato ieri con la sentenza del Consiglio di Stato che è deflagrata come una bomba sullo stabilimento che si era già visto bocciare il ricorso al Tar del Lazio contro lo stop decretato dal Governo Conte all’export di ordigni nei paesi in guerra.
La decisione dei giudici amministrativi adesso apre un nuovo capitolo: cosa ne sarà del costruito ora che, dopo l’accoglimento del ricorso delle associazioni Italia Nostra, Unione sindacale di base per la Regione Sardegna, Assotziu consumadoris Sardigna Onlus, risulta illegittimo? Si troverà il coraggio istituzionale di dare l’ordine di demolizione o tutto finirà con le solite sanatorie italiane?

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Simona Tarzia

Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.