Protesta dei camionisti canadesi: il Convoy for Freedom 2022 non si ferma, raccolti fondi per 4,5 milioni di dollari

Tratto dal Vancouver Sun. Immagine di copertina di Darryl Dych /The Canadian press

Una pagina GoFundMe creata per aiutare i conducenti a coprire spese di carburante, cibo e alloggio durante il loro viaggio aveva, già domenica, raccolto più di 2,6 milioni di dollari

I camionisti sono partiti domenica da Metro Vancouver e Northern BC su un convoglio che sta attraversando  il paese in direzione  Ottawa per protestare contro l’ordine federale di vaccinazione per i camionisti.
La protesta è iniziata il giorno dopo la decisione degli Stati Uniti e Canada di richiedere ai camionisti ai valichi di frontiera con il Canada la completa vaccinazione contro il Covid-19 e di fornire una prova della vaccinazione, visto che i casi  continuano ad aumentare.

Le restrizioni statunitensi, che si applicano anche al confine tra Stati Uniti e Messico, si applicano a tutte le persone non statunitensi che viaggiano per motivi sia essenziali che non essenziali. In un primo momento i conducenti di camion erano stati esentati  perchè considerati fornitori di servizi essenziali.
Il 15 gennaio, il Canada ha iniziato a richiedere ai camionisti americani di essere completamente vaccinati e ai camionisti canadesi non vaccinati di mettersi in quarantena per 14 giorni.

“Se il Canada svincola dall’obbligo vaccinale, gli Stati Uniti lasceranno entrare i camionisti,  hadichiarato Sean Tiessen, un autista di Grand Forks, città del Nord Dakota, autotrasportatore da 23 anni,  che non ha potuto trasportare il legname oltre confine a causa del vincolo vaccinale. Ha poi aggiunto “Non credo che sarebbe così difficile per Stati Uniti e Canada cambiare assieme le regole insieme visto che sono partner commerciali globali”.

I camion si sono radunati alla dogana Nordel Way a Delta, domenica pomeriggio  all’inizio della protesta, dove ha cominciato a prendere forma il “Convoy for Freedom 2022”. Una pagina GoFundMe creata per aiutare i conducenti a coprire spese come carburante, cibo e alloggio durante i loro viaggi ha raccolto, già nella giornata di domenica, oltre 2,6 milioni di dollari.

Il sindacato Canadian Trucking Alliance si è espresso contro “Convoy for Freedom 2022” in una dichiarazione rilasciata qualche ora prima della partenza dei camionisti, sostenendo che  la grande maggioranza dei camionisti canadesi è vaccinata.  Il presidente di CTA, Stephen Laskowski, ha poi aggiunto che il sindacato “non sostiene e disapprova fortemente qualsiasi protesta su strade pubbliche, autostrade e ponti. CTA ritiene che tali azioni, in particolare quelle che interferiscono con la sicurezza pubblica, non sia il modo corretto per esprimere il disaccordo con il governo”.

GoFundMe ha congelato i soldi

In una nota di oggi, GoFundMe ha comunicato di aver  bloccato l’accesso agli oltre 4,7 milioni di dollari di fondi raccolti dal convoglio di camionisti che ora si sta dirigendo attraverso il paese verso Ottawa. Il nodo da risolvere è che GoFundMe, attraverso le dichiarazioni di Rachel Hollis, portavoce della piattaforma di crowdfunding, “richiede che le raccolte fondi siano trasparenti e abbiano un piano chiaro su come verranno spesi quei fondi. I fondi saranno conservati in sicurezza fino a quando l’organizzatore non sarà in grado di fornire la documentazione al nostro team su come i fondi verranno distribuiti correttamente”.

Il Maverick Party

Tamara Lich, che è anche segretaria del nascente partito separatista Maverick Party, che ha lanciato la campagna  di crowdfunding il 14 gennaio, ha dichiarato che il denaro sarà destinato alla copertura delle spese di carburante di vitto e alloggio per i partecipanti “Convoy for Freedom 2022”.

In una nota ha dichiarato che “Il nostro attuale governo sta implementando regole e mandati che stanno distruggendo le fondamenta delle nostre attività, industrie e mezzi di sussistenza. Siamo un paese pacifico che ha aiutato a proteggere le nazioni di tutto il mondo dai governi tirannici che hanno oppresso il loro popolo, e ora sembra che stia succedendo qui”.

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