Reggio Calabria, Finanza e Polizia sequestrano beni per oltre 3 milioni di euro a imprenditore già condannato a 8 anni per associazione mafiosa

Imprenditore pregiudicato vicino alla cosca Tegano

Reggio Calabria – Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e personale della Divisione Anticrimine della Questura di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Bombardieri (foto di copertina), hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di compendi aziendali, beni immobili, beni mobili, denaro contante, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità – per un valore complessivo stimato in oltre 3 milioni di euro – riconducibili a un imprenditore reggino.

Le inchieste

La figura criminale di quest’ultimo era emersa nell’ambito delle operazioni denominate: IL PADRINO, che ha portato alla condanna in via definitiva dello stesso alla pena di anni otto di reclusione per associazione di tipo mafioso, e GOTHA, nel cui ambito il predetto, allo stato degli atti e fatte salve successive valutazioni nel merito, è stato condannato, in primo grado, alla pena di mesi dieci di reclusione per minaccia grave, aggravata dal metodo mafioso.

L’inchiesta “Il padrino” prese spunto dalle indagini che portarono alla cattura del boss Giovanni Tegano il 26 aprile del 2010, dopo ben 17 anni di latitanza.  Da quella fitta rete di fiancheggiatori vennero fuori i nomi che permisero al boss mafioso di sfuggire alla giustizia per così tanto tempo

I sequestri

Vista la sproporzione tra i beni posseduti e le dichiarazioni dei redditi  la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dell’intero patrimonio riconducibile al citato imprenditore, per un valore complessivo stimato in oltre 3 milioni di euro, tra i quali oltre 600.000 euro in contanti rinvenuti dalla Polizia di Stato a carico del figlio, ma riconducibili allo stesso, a seguito di un controllo su strada, occultati nella cabina di un automezzo adibito al trasporto di animali.

 

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