Amministrative 2022, nasce un nuovo polo di sinistra per la corsa a Tursi

Partito della Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista, insieme in una lista alternativa per il Comune di Genova

Genova – “Il Partito della Rifondazione Comunista, il Partito Comunista Italiano e Sinistra Anticapitalista genovesi hanno deciso di proporre una lista unitaria, di sinistra, di classe, per le prossime elezioni amministrative”.
Ce lo spiegano i rispettivi referenti, Giovanni Ferretti, Antonio Li Puma e Aurelio Macciò, che hanno organizzato l’assemblea pubblica di oggi, al Teatro Albatros di Certosa, per discutere del progetto alternativo di Luigi Sessarego per il nodo ferroviario genovese.
Parola d’ordine ripartire dai territori, dunque, offrendo “un’alternativa sia alla destra del duo Bucci-Toti che al cosiddetto centrosinistra identificabile nel PD e nei suoi alleati”. Per farlo, questo nuovo polo di sinistra presenterà una “lista, anche per i Municipi, che sarà aperta alle altre organizzazioni, ai comitati, alle associazioni, ai movimenti, nonché ai singoli attivisti, militanti e cittadini che vorranno portare contributi di idee, di esperienza e di lotta, sui nostri principali obiettivi programmatici”. Lo sottolineano i referenti che poi fanno il punto su questi obiettivi: “Parliamo di tutela e rivalutazione sia delle periferie cittadine che delle periferie sociali e delle loro fragilità, di tutela del lavoro e dell’occupazione, dell’ambiente e del territorio, compresa la contrarietà al dislocamento dei depositi chimici a Sampierdarena. E ancora del blocco di privatizzazioni ed esternalizzazioni come quelle prospettate nel DDL concorrenza, di rivalutazione del trasporto pubblico locale, e di antifascismo”.
L’intento, precisano, è quello di “portare in Consiglio comunale e nei Municipi voci discordanti rispetto ai dettami economici e sociali perseguiti a livello nazionale dal governo Draghi”. Per questo “abbiamo bisogno che tutte le voci presenti nei nostri quartieri, di ferma opposizione alle politiche urbanistiche, trasportistiche, economiche e sociali, trovino eco anche nelle stanze delle istituzioni comunali” in “opposizione ai poteri forti che da decenni determinano le scelte politiche e che hanno fatto sì che si accettasse di svuotare Genova dal lavoro di qualità, dai presidi sociali, sanitari e culturali”. Perchè, concludono, “soltanto con l’unità possiamo mettere in atto questo tipo di politica”, unità che non prevede la partecipazione di Potere al Popolo perchè, ci dicono,  pare proprio che salterà questa tornata elettorale.
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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.