Bonus edilizio, le Procure scoperchiano un sistema di frodi da parte delle organizzazioni criminali

Già incassati e spariti 2 miliardi di crediti fittizi

Non è il provvedimento che è sbagliato, il problema è che ci sno troppi ladri, truffatori, criminali comuni e mafiosi in circolazione.

Dei 4 miliardi di crediti fittizi, circa la metà, già monetizzata, si è volatilizzata per essere in parte riciclata all’estero o investita in criptovalute.

L’indagine partita da Rimini (QUI il nostro articolo)  ha scoperchiato un sistema che grazie  alla rapida cessione dei crediti d’imposta prodotti da lavori edili mai effettivamente realizzati e passati da società in società e verso persone fisiche, servivano a nascondere l’origine illecita dell’illecito iniziale.

Un meccanismo che, ha si dato impulso a un comoparto importante dell’economia italiana come quello dell’edilizia, ma al tempo stesso ha lasciato una porta aperta alle organizzazioni criminali, anche mafiose, che sono abilissime a sottrarre risorse allo Stato e ai cintribuenti e imorenditori in regola con la legge

 Nullatenenti e senzatetto

I casi sotto esame sono molti e differenti tra loro per entità e gravità. Ci sono interi nuclei familiari, anche privi di reddito, che hanno fatto molteplici acquisti di crediti per oltre 3 milioni di euro. Eclatante il caso di un pakistano, che ha usufruito dell’agevolazione, nonostante non fosse intestatario di alcun contratto di locazione, ha dichiarato la cessione di crediti per bonus locazioni per oltre 16 milioni di euro.

Un senzatetto, invece, ha dichiarato di aver comprato 6 milioni di euro di crediti bonus facciate da un altro soggetto, anch’egli nullatenente e sconosciuto al fisco. Un uomo, privo di reddito e ospite di un centro di recupero, aveva intestata una partita iva come procacciatore d’affari cha ha tentato di cedere a un intermediario finanziario oltre 400mila euro di crediti fittizi, poi venduti a una società di costruzioni. Probabilmente tutti prestanome.

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