Da Perugia a Crotone, le mani della ‘ndrangheta sul Superbonus per l’edilizia

Sequestri per 8 milioni di euro per la cosca Trapasso di San Leonardo di Cutro e per un imprenditore calabrese riferimento dei clan in territorio umbro

Da Perugia a Crotone, in un gioco ormai consolidato che ha consentito al clan Trapasso e a un imprenditore calabrese, elemento di riferimento in territorio umbro per gli affiliati alla citata consorteria mafiosa e a diverse altre famiglie di ‘ndrangheta dell’area ionico-catanzarese, di accumulare beni per 8 milioni di euro. Un’alleanza fondata sulla manipolazione degli istituti societari, contabili e finanziari per ottenere il maggior profitto possibile, e rafforzata dalla possibilità di mettere le mani su altri soldi, puntando al Superbonus per l’edilizia.
Un gioco che questa volta è stato scoperto dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, che li ha colpiti con due sequestri messi in atto con il coordinamento della procura della Repubblica di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, e le questure di Crotone e di Perugia.
I provvedimenti riguardano beni, assetti societari e rapporti finanziari riconducibili agli eredi di un esponente della cosca “Trapasso” di San Leonardo di Cutro, in provincia di Crotone – deceduto nel 2020 e uomo di fiducia di Cosimo Comisso, capo dell’omonima cosca di Siderno, comune della città metropolitana di Reggio Calabria – e al già citato imprenditore calabrese.

Il Direttore della Centrale Anticrimine: “Piena operatività del connubio tra Questore e Procuratore”

Il Prefetto Francesco Messina, Direttore della Centrale Anticrimine, a commento dell’operazione ha ribadito che “innalzare la capacità di colpire i patrimoni accumulati dalle organizzazioni criminali è la nuova sfida dell’azione di contrasto della Polizia di Stato alla criminalità organizzata di stampo mafioso. La piena operatività del connubio tra Questore e Procuratore della Repubblica nella proposizione e nell’esecuzione delle misure di prevenzione patrimoniali congiunte è garanzia del raggiungimento del miglior risultato possibile. Il sequestro degli ingenti patrimoni illecitamente guadagnati completa il lavoro svolto dalla Polizia di Stato contro la componente militare di queste organizzazioni criminali e l’eccellente risultato conseguito sull’asse Perugia-Crotone con la Procura della Repubblica di Catanzaro testimonia la strategia adottata negli ultimi tre anni dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato grazie al Servizio Centrale Anticrimine e alle Divisioni Anticrimine delle Questure”.

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