Bolkestein, Sib e Fiba in rivolta: le dichiarazioni di Gentiloni? Superficiali e sbagliate

“Il principio di concorrenza non può comportare la confisca di aziende che sono di proprietà dei balneari”

È bufera sulle dichiarazioni di Paolo Gentiloni, il commissario Ue agli Affari Economici che in un punto stampa ha riaffermato la posizione di Bruxelles sulle concessioni balneari.
“Essendo il turismo così importante per un Paese come l’Italia – ha detto -, è molto importante investire e farlo con capacità di sfruttare al massimo quelle che sono le concessioni balneari, quindi queste concessioni vanno riassegnate attraverso meccanismi di gara. Non significa ignorare il lavoro fatto, gli investimenti fatti, le ricadute sociali della riassegnazione, ma contemporaneamente non si può ignorare il fatto che siamo in un regime di competizione e ci possono essere investitori che di questo patrimonio fanno un uso migliore”.

Fonti della Commissione Ue hanno successivamente precisato che, interrogato sulle concessioni balneari, il commissario Gentiloni non ha fatto altro che ribadire quella che è la posizione dell’esecutivo europeo sulla questione, dai tempi della Direttiva Bolkestein.

Immediata la reazione dei sindacati dei balneari.
“La dichiarazione del commissario Paolo Gentiloni sulle concessioni Balneari sono tanto superficiali quanto sbagliate”. Così Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari (SIB) aderente a Fipe-Confcommercio e Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti.
“Il principio di concorrenza non può comportare la confisca di aziende che sono di proprietà dei Balneari – hanno precisato i leader dei due principali sindacati di categoria -. Il commissario europeo per l’Economia dovrebbe ben sapere che il mercato funziona se garantisce la concorrenza senza ledere gli altri sacrosanti diritti degli operatori, come quello della proprietà aziendale o la certezza del diritto”.
“Piuttosto – proseguono i sindacalisti – avrebbe dovuto sottolineare che il diritto europeo tutela tutti coloro che hanno confidato nelle leggi dello Stato. Si chiama legittimo affidamento e Gentiloni ha perso l’occasione per ribadirlo. Costituisce un aggravante la circostanza che sia italiano e che, quindi, conosce bene la nostra balneazione attrezzata costituita da decine di migliaia di famiglie di onesti lavoratori che forniscono servizi di qualità e di eccellenza che il mondo ci invidia”.
“Dal commissario europeo all’Economia ci saremmo aspettati ben altro che queste semplicistiche dichiarazioni, che non aiutano, certamente, le istituzioni italiane impegnate a trovare un giusto e corretto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza e la tutela dei legittimi diritti dei concessionari, riconosciuti proprio dal diritto europeo. In definitiva – sottolineano Capacchione e Rustignoli – le dichiarazioni di Gentiloni sugli imprenditori Balneari non aiutano l’economia europea che ha bisogno della balneazione attrezzata italiana che ha, da sempre, dimostrato efficienza e capacità imprenditoriale”.
“Non aiutano il nostro Paese impegnato a costruire una riforma delle concessioni Balneari con un corretto e giusto bilanciamento fra le esigenze di una maggiore concorrenza con la doverosa tutela dei legittimi diritti dei concessionari. Gentiloni ha perso l’occasione per sottolineare che l’Europa non è solo concorrenza, ma la Patria dei diritti come quello di proprietà aziendale e del legittimo affidamento. Peccato”, concludono.

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