Ex Ilva, Taranto si riprende i soldi per le bonifiche

Approvato l’emendamento che sopprime l’articolo 21 del Milleproroghe che mirava a dirottare i 575 milioni di euro alla decarbonizzazione

Taranto – “Siamo soddisfatti della notizia giunta in nottata relativamente alla soppressione dell’articolo 21 del decreto Milleproroghe. Questo grazie al voto di tutte le forze politiche, tranne Lega Nord e Fratelli d’Italia. Di fatto i 575 milioni di euro, provenienti dai beni sequestrati alla famiglia Riva, tornano ad essere disponibili per gli interventi di bonifica del territorio di Taranto nelle zone più compromesse dall’inquinamento industriale, esterne allo stabilimento ex Ilva. Viene così restituito il maltolto”.
Lo afferma Francesco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto, aggiungendo che “ora è opportuno che le risorse libere, dunque ancora non vincolate, vengano sfruttate per i lavoratori. Ci domandiamo intanto come mai, se vengono messi a disposizione importanti fondi comunitari per decarbonizzare, si cerca di individuare un altro modo per reperire somme? Forse perchè per ottenere finanziamenti comunitari, sono indispensabili progetti seri e credibili?”.
Nonostante “il mercato dell’acciaio – conclude Rizzo – sia quintuplicato, Acciaierie d’Italia tiene gli impianti fermi (senza alcun investimento nella manutenzione), i lavoratori in cassa integrazione, con riflessi negativi gravi sulle famiglie, e continua a pagare le aziende dell’appalto con grandissimo ritardo. Perchè? Andrebbe forse chiesto a Franco Bernabè un resoconto, a quasi un anno dall’ingresso dello Stato nella gestione dell’acciaieria, come andrebbe fatto un bilancio sull’operato dell’ad Lucia Morselli e quindi sulla gestione della stessa fabbrica, da quando è subentrata”.

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