Amministrative 2022: una donna per le periferie

“La Sinistra Insieme” candida Antonella Marras. La presentazione questa mattina al Cap di via Albertazzi

Genova – È la prima donna, e forse l’unica, in corsa per la poltrona di Sindaco di Genova in questa tornata elettorale. Antonella Marras, anima battagliera della Valpolcevera e molto conosciuta non solo in Valle per le sue lotte ambientaliste, impiega una manciata di secondi per lanciare qualche freccia avvelenata a Marco Bucci: “Ci voleva la sinistra per candidare una donna, perché i nostri valori sono quelli dell’uguaglianza e del rispetto, contro una politica fatta di maschilismo e sessismo. E lo abbiamo visto anche con i manifesti contro l’aborto“.
Presentata oggi, al Cap di via Albertazzi, da Rifondazione, Pci e Sinistra Anticapitalista uniti nel blocco “La Sinistra insieme”, Marras chiarisce subito la sua visione di città, “inclusiva, equa, che rispetta l’ambiente e tutela la salute delle persone, che dà voce agli ultimi e a chi non ha rappresentanza”.
Una candidatura, dunque, che prova a ripartire da quelli che dovrebbero essere i valori e gli ideali della Sinistra, riportando al centro della competizione elettorale l’idea del “noi”. Perchè solo chi nelle periferie ci vive sa che le grandi battaglie si vincono soltanto combattendo insieme.
E infatti non perde l’occasione per mettere in chiaro la necessità di presentare una lista alternativa al Campo progressista di Ariel Dello Strologo, che prenda le distanze da “una pseudo sinistra liberista che segue un ambientalismo di facciata”, e ai suoi avversari rinfaccia il fatto di “pensare di destinare i soldi del Pnrr, con le loro ricadute sul territorio, alle imprese e non alle persone”.
Poi, sulla questione del dislocamento dei depositi di Carmagnani e Superba che da mesi sta infuocando Sampierdarena, dice che “vanno certamente spostati da Multedo, ma non a Ponte Somalia. Bisogna trovare una soluzione che non impatti né sulla salute né sulla sicurezza. A Genova non vedo questa possibilità, ma se si tratta di un’attività così strategica a livello nazionale, tocca allo stato trovare una soluzione”. Quindi rilancia sull’opzione zero e denuncia: “A Fegino sappiamo bene quali sono i problemi con il monitoraggio e i piani di emergenza di queste attività a rischio di incidente rilevante che incombono tra le case. Mettere un’azienda di questo tipo in Lungomare Canepa significherebbe un impatto enorme sui residenti”.
Ai comitati che “da tempo stanno lottando sul territorio” indica un campo da gioco: “Questa lista potrebbe essere un punto di aggregazione”. E su quest’ultimo tema arriva la vera sfida: “Siamo aperti al colloquio e a tutti i contributi di chi voglia essere una voce discordante rispetto alle politiche portate avanti sia a livello nazionale che locale che sono tutte accentrate in quello che è il profitto ad ogni costo”.

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.