Parco del Campasso: torna l’ombra del trituratore?

Lucia (Pd): “Già nel 2016, l’osservatorio Campasso, il Municipio e i comitati avevano detto no all’impianto di triturazione in mezzo alle case”

Genova – L’allarme arriva dai consiglieri del Municipio Centro Ovest, Amedeo Lucia (Pd) e Mariano Passeri (LeU), che insieme ai comitati della zona si battono da quasi otto anni per avere delle risposte sui cumuli di smarino parcheggiati al Campasso, montagne alte sei metri che stazionano davanti alle finestre delle case.
E i nodi da sciogliere sul progetto di Rfi sono ancora molti, anche perchè di risposte non ne arrivano.
Il primo riguarda l’ormai famosa strada del Campasso, approvata dalla giunta Bucci il 30 dicembre 2021, che dovrebbe collegare il quartiere con Certosa, ma sulla quale incombono le montagne di detriti.
“La nuova strada del Campasso non può nascere se non vengono prima rimosse tutte le dune di smarino”, spiega Lucia che ha anche la delega all'”Osservatorio nodo ferroviario Campasso smarino”. E infatti il collegamento previsto tra via del Campasso e via Fillak corre proprio accanto ai binari del parco ferroviario.
“Il problema – continua il consigliere delegato – è che in questi giorni sono state smosse due dune di smarino che sono state utilizzate come ballast e non sappiamo se tutti i 150.000 m³ di materiale stoccato qui verranno impiegati per questo”.
Soprattutto preoccupano le rocce di grandi dimensioni. Per essere usate come fondo su cui appoggiare i binari, infatti, andrebbero triturate.
“Già nel 2016, l’osservatorio Campasso, il Municipio e i comitati avevano detto no all’impianto di triturazione in mezzo alle case – precisa Lucia – perchè provocherebbe problemi sia di rumore che di polveri, visto che già oggi i cannon fog sono sempre spenti”.
C’è poi un’altra questione: è stato detto che le rocce del Campasso sarebbero servite anche per la strada, il campo sportivo, il parco del ponte “ma non avremo certezze finché il Sindaco non risponderà alla nostra interpellanza” che risale alla metà di gennaio e dunque “i trenta giorni canonici per la risposta sono in scadenza”.
L’idea dei consiglieri del Municipio II è di continuare a reiterare questi interrogativi finché non arriva una replica da Tursi, anche perchè, a tutti questi problemi, si aggiunge quello delle merci pericolose in transito sulla rinnovata tratta merci Porto-bivio Fegino.
“Il passaggio delle merci andrebbe vietato lungo una tratta che attraversa l’abitato – conclude Lucia -. Durante l’assemblea pubblica al Centro Civico Buranello, focalizzandosi sulla possibilità che i depositi chimici venissero situati in Ponte Somalia, il Sindaco ha ribadito la necessità che le merci passassero dalla linea sommergibile. Ha anche annunciato un’ordinanza ma ad oggi non ce n’è traccia e Mariano Cocchetti, il responsabile unico del procedimento della tratta ferroviaria Santa Limbania-Campasso, ad oggi continua ad affermare che il 10% de convogli che passeranno di qua trasporteranno merci pericolose e noi siamo molto preoccupati”.

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.