Sette giorni di guerra, gli analisti si interrogano sul morale delle truppe russe

I coscritti sottopagati e bullizzati dai commilitoni a contratto

Una delle considerazioni che, dopo una settimana di guerra, cominciano a circolare tra gli analisti riguarda il morale delle truppe russe. E si tratta di “riflessioni nate sui progressi militari apparentemente più lenti del previsto: Putin e l’esercito russo pensavano a una guerra lampo, ma la resistenza ucraina ha finora impedito la caduta di importanti città, salvo Kherson.
A spiegarlo è l’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, in un’analisi che valuta le osservazioni di alcune importanti testate americane, primo il Washington Post che “esamina gli effetti della presunta scarsa motivazione di alcuni soldati sulla strategia militare russa”.
Secondo l’analisi, molti soldati russi non vorrebbero combattere e ciò sarebbe dimostrato dal fatto che diversi veicoli ed altra attrezzatura militare sarebbero andati persi per abbandono o cattura, non per distruzione da parte dell’esercito ucraino. Diverse unità russe si sarebbero poi arrese senza combattere.

Il 30% dell’esercito russo è fatto da coscritti scarsamente addestrati

Alcune delle ragioni del morale sotto alle scarpe delle truppe sarebbero strutturali e riguarderebbero una disuguaglianza interna all’esercito. Stando all’analisi, il 70% delle forze russe in campo sarebbe composto da soldati a contratto, mentre il restante 30% da coscritti. Questi ultimi sarebbero sottopagati, scarsamente addestrati e bullizzati dai commilitoni a contratto, che invece ricevono buone paghe e lunghi addestramenti.

Scarsa retorica: Putin non ha mai usato la parola “guerra”

Inoltre, l’invasione dell’Ucraina non è stata accompagnata da un’efficace retorica di guerra in grado di spronare ulteriormente coloro che devono prendere le armi: Putin e gli altri vertici del Cremlino non hanno mai impiegato la parola “guerra”, ma solo “operazione speciale”, di fatto facendo scemare la tradizionale enfasi sui costi e i sacrifici necessari per la vittoria militare. Certo, come sottolinea anche il Washington Post, la guerra è ancora alle fasi iniziali e il morale può variare a seconda dei risultati dal fronte, anche se le disuguaglianze interne all’esercito russo sono destinate a rimanere.

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