Comunque auguri

Tra feste della donna e campagna elettorale

Non so se per vezzo, oppure –  e molto più probabilmente sarà così – perché sull’altro fronte, quello del contendente più accreditato – almeno al momento -, le grandi manovre in vista del rinnovo dell’amministrazione sono già iniziate da qualche  settimana, proprio oggi, a meno di rinvii dell’ultima ora, giornata dedicata a tutte le donne, il nostro sindaco uscente ha fissato la data per scendere in campo.
E mi piace chiarire, visto che non è che in campo, dal momento dell’elezione fino ad oggi, e per giunta con il doppio incarico dopo il crollo del ponte Morandi, non ci sia stato ogni santo giorno. Dimostrando presenzialismo e senso del dovere e tenendo ben presente il “placebo di Peter” che recita: “un grammo d’immagine vale più di un chilo di fatti”. Tanto che i soliti detrattori, al momento di tirare le somme e fare i bilanci, hanno giudicato i suoi cinque anni a palazzo Tursi ne’ più ne’ meno di una campagna elettorale permanente.
Sia quel che sia Marco Bucci, manager che spesso, almeno nelle dichiarazioni, ha inteso a sottolineare la sua profonda avversione per la pratica politica proprio oggi pomeriggio, al termine del consiglio comunale, ha fatto sapere che avvierà ufficialmente la sua campagna elettorale.

Cinque liste oltre ai partiti

Come un plenipotenziario che si rispetti – non casualmente gli avversari dell’opposizione, un po’ per celia un po’ per spregio, lo hanno soprannominato “l’imperatore” – si tratterà di vagliare personalmente la campagna elettorale sotto ogni punto di vista: quello amministrativo e quello comunicativo; sia l’agenda agenda che i contenuti. E, ultimo ma non ultimo, il problema delle liste che oltre ai partiti della coalizione di centrodestra, dalla Lega a Forza Italia, dall’Udc a Fratelli d’Italia, gli forniranno tutto l’appoggio necessario. E, come espressione della sua straordinaria capacità attrattiva, saranno addirittura cinque.
Sulla sua scheda elettorale dovrebbero comparire i simboli di almeno tre o addirittura quattro raggruppamenti, oltre a quello storico del sindaco Vince Genova. A sostenerlo sarà una lista che farà riferimento al presidente della giunta regionale il governatore Giovanni Toti. Non a caso proprio il primo cittadino nei giorni scorsi, e probabilmente in previsione dell’appuntamento di oggi, si è speso parecchio per pacificare un ambiente surriscaldato dopo il presenzialismo del Governatore, giudicato eccessivo dagli esponenti nazionali della Lega, durante le votazioni per il rinnovo della principale carica dello Stato.
Una diatriba culminata nelle riunioni dei principali esponenti del Carroccio, con Edoardo Rixi in testa, al Balilla. Tanto che si è temuto che il banco potesse saltare.  Al momento rimane da decidere, e non sarà questione da poco, proprio il nome della lista. Quello più accreditato sembrerebbe “Genova al centro – Toti” rispetto a “Toti per Bucci sindaco”. Questione di percentuali visto che gli avversari del centrodestra, soprattutto i leghisti, ma anche Fratelli d’Italia, non gradirebbero che la presenza del nome del sindaco uscente facesse da traino al gruppo di Toti, dopando il risultato in vista di prossime lezioni future. Questioni di strategia, tanica e pretattica.

Carlo Calenda

Quel corteggiamento di Azione

Anche perché il progetto centrista di Giovanni Toti va avanti dopo aver registrato il marchio “Italia al centro” in cui confluiranno i parlamentari di “Cambiamo” e quelli di “Idea” con rispettivi referenti come Toti, appunto, il senatore Gaetano Quagliarello e l’ex ministro Clemente Mastella. Intanto una eventuale intesa con Renzi è Italia Viva che avrebbe creato al momento delle amministrative genovesi ulteriori fibrillazioni nella compagine del centrodestra sembra rinviato a dopo la tornata elettorale genovesCome se non bastasse ci si è messo anche il segretario di Azione ed europarlamentare Carlo Calenda a corteggiare Marco Bucci in vista di un appoggio elettorale, creando forti malumori nel gruppo dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. E anche in questo caso il sindaco uscente, grazie all’aiuto dei responsabili locali di FdI, è riuscito a rinsaldare il fronte composito. Dimostrandosi buon stratega e ottimo politico.
Sempre a sostegno ci sarà Gente d’Italia di Elio Ugolini,  82 anni, ex consigliere provinciale durante le giunte di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto, ex socialista craxiano, poi nella Margherita. Lo stesso gruppo con lo stesso nome nel 2000 aveva sostenuto Sandro Biasotti alle regionali.
Ci sarà un’altra lista civica legata alla figura di Marco Bucci, in cui potrebbero eventualmente confluire a titolo esclusivamente personale esponenti di Azione e di Italia Viva lasciati liberi di oscillare come preferenza appunto fra Bucci e Dello Strologo.
Infine tanto per contrastare la nuova vena giovanilistica della segreteria del Pd ci dovrebbe essere un gruppo che farà riferimento a candidati Under 30, con uno stuolo di “Giovani per Bucci” già pronti a candidarsi e correre per sostenere il sindaco uscente.

Commissario e candidato Sindaco, la doppia carica il problema più grosso

Sin qui l’ordinaria amministrazione, anche se resta sul piatto il problema dei problemi. Ovvero la nemmeno troppo presunta ineleggibilità di Bucci nel caso mantenesse anche la carica di commissario. Ed è pressoché impossibile che proprio oggi il sindaco uscente si pronunci in merito. Anche se l’avversario più quotato, l’avvocato Ari’el Dello Strologo ha già fatto sapere pubblicamente che nel caso permanesse la doppia carica avrebbe presentato ricorso e che il Pd avrebbe fatto altrettanto.
Ha spiegato il capogruppo del Pd Alessandro Terrile – anche lui avvocato – in un lungo post comparso qualche giorno fa sul suo profilo personale: “ Rixi ha tentato di modificare in Parlamento la norma che stabilisce l’ineleggibilità di Bucci. basta con i giochetti. Prima che inizi la campagna elettorale Bucci dica se preferisce rimanere Commissario o se invece vuole candidarsi sindaco”.
E prosegue spiegando la situazione: “ INELEGGIBILE SALVO AIUTO DEGLI AMICI.
Fino a che sarà Commissario, Marco Bucci è ineleggibile a Sindaco di Genova. Lo stabilisce l’art. 60, comma 1, numero 2 del Testo Unico degli Enti Locali che prevede appunto l’ineleggibilità dei Commissari di governo nei territori in cui esercitano funzioni. Nelle scorse settimane, il Sindaco ha rassicurato tutti dicendo di avere pareri dell’Avvocatura che sostengono la compatibilità tra i due ruoli.
Ma quei pareri – se esistono davvero – non devono essere particolarmente confortanti, tanto che mentre Bucci rassicura, Rixi in Parlamento tenta di cambiare la legge.
È successo a fine gennaio, nella discussione alla Camera del Decreto Mille proroghe.
Edoardo Rixi, Flavio Di Muro e altri deputati della Lega hanno presentato l’emendamento n. 13.17 che proponeva di rimuovere l’ineleggibilità dei commissari prevista dall’art. 60 del TUEL.
L’emendamento è stato dichiarato inammissibile per cui la norma è rimasta la stessa. Ma il tentativo di riforma dimostra inequivocabilmente l’ineleggibilità di Bucci.
Fallito  il primo assalto il centro destra pensa ad un nuovo trucco: Bucci si dimette da Commissario poco prima delle elezioni, con la promessa che sarà rinominato subito dopo”. 

Edoardo Rixi

Le leggi e gli amici degli amici

E ammonisce ancora Terrile nel suo post: “Genova non ha bisogno di giochetti: il piano straordinario delle opere di cui Bucci è commissario, già clamorosamente in ritardo, deve essere attuato, le risorse devono essere investite. Non possiamo permetterci tira e molla.
Il confronto democratico ha bisogno di chiarezza e trasparenza. Prima che inizi la campagna elettorale, Bucci dica alla città se preferisce continuare a svolgere il ruolo di commissario o se invece vuole candidarsi Sindaco.
Dica se era a conoscenza dell’emendamento della Lega, o se Rixi e Di Muro hanno agito a sua insaputa.
Pensavamo di aver superato i tempi di Silvio Berlusconi, in cui chi aveva un problema con la legge se la faceva cambiare in Parlamento dagli amici. E invece no. Siamo purtroppo ancora lì”.
E la querelle sulla doppia carica Sindaco/Commissario, c’è da giurarlo avvelenerà ancora a lungo i pozzi in questa campagna elettorale. Sino a che, magari logorato e come estremo rimedio Bucci metterà la carica governativa nelle mani di qualche amico fidato – al riguardo fra i rumor di palazzo circola la voce del pluriassessore Pietro Piciocchi – con il patto di farsela restituire una volta eletto. O peggio, si farà da parte, magari adducendo improvvisi motivi di salute, lasciando campagna elettorale e candidatura allo stesso Piciocchi.

La querelle e il titolo sbagliato

Querelle, quella del doppio ruolo, che ha spinto proprio il leader locale della Lega Edoardo Rixi ad un post risentito per chiarire che un titolo su “Il Secolo XIX” dell’edizione del 5 marzo per l’articolo di Annamaria Coluccia era a suo modo di vedere sbagliato, e, probabilmente, non rappresentava a dovere il testo della precisa Annamaria Coluccia che raccontava le indiscrezioni e i mal di pancia nei confronti di Bucci fra gli esponenti del Carroccio.
Titolo “gridato” che tra occhiello e sommario recitava cosi’: “Rebus eleggibilità,8” centrodestra suggerisce le dimissioni per evitare ricorsi in campagna elettorale. Secondo il Carroccio l’incarico potrebbe essere “congelato” e riattribuito al sindaco dopo le urne”. Quindi il titolo che ha provocato le proteste di Rixi: “Bucci commissario per il Ponte, pressing Lega contro il doppio ruolo”.
Problema vecchio come il mondo dell’informazione quello dei titoli che dovrebbero dare il senso della notizia nella sua completezza, utilizzando occhielli, titoli, appunto e sommari. Anche se il sistema acchiappalike ha stravolto l’antica e saggia dottrina. E di conseguenza coloro che come i politici appaiono troppo avvezzi, o peggio dopati dal mondo social, non riescono a capire. L’informazione mettendo in connessione occhiello e titolo appare corretta. Perché limita il pressing della Lega non tanto al doppio incarico ma al modo di aggirare eventuali ricorsi in campagna elettorale. Cioè come scriveva poco pi su nel suo post Terrile: “Fallito  il primo assalto il centro destra pensa ad un nuovo trucco: Bucci si dimette da Commissario poco prima delle elezioni, con la promessa che sarà rinominato subito dopo”.
Peccato che i nostri politici, volenti, oppure nolenti, non si dimostrino particolarmente avvezzi a leggere le sfumature e così Rixi posta deciso: “Consiglio al titolista del Secolo XIX di chiamarmi prima di scrivere una idiozia del genere. Gli risparmierei una brutta figura. E il mio telefono è sempre acceso. Ripeto per l’ennesima volta la posizione della #Lega sperando che si possa comprendere facilmente.
Il commissario deve essere il sindaco. Proviamo pena per il Pd che, invece di prendere i voti sui contenuti, ricorre agli azzeccagarbugli dal ricorso facile. Senza Bucci oggi non ci sarebbe il ponte San Giorgio: una equazione che ormai anche i bambini conoscono a Genova. Ignorata però da certa sinistra che cerca la vittoria sempre in un modo alternativo alle elezioni.
Caro titolista del Secolo XIX e cara sinistra, per la Lega e per il suo coordinatore regionale UN COMMISSARIO DIVERSO DA Marco Bucci per Genova SAREBBE UN DISASTRO!”.
Già un disastro, come scrive Rixi. Peccato però che la legge, una legge che vuole evitare evidenti sovrapposizioni che creerebbero problemi fra chi indirzza i finanziamenti ed eventuali fruitori, non lo consenta. E già c’è stato il modello Genova con tutti i rischi di eventuali distorsioni.
Oggi però dovrebbe essere giorno di festa e di mimosa. Anche con l’apertura della campagna elettorale del centro destra. E anche con qualche problemino – a dire la verità neanche tanto ino – da risolvere.

Perciò….. comunque auguri.

Paolo De Totero 

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Quarantacinque anni di professione come praticante, giornalista, vicecapocronista, capocronista e caporedattore. Una vita professionale intensa passata tra L’Eco di Genova, Il Lavoro, Il Corriere Mercantile e La Gazzetta del Lunedì. Mattatore della trasmissione TV “Sgarbi per voi” con Vittorio Sgarbi e testimone del giornalismo che fu negli anni precedenti alla rivoluzione tecnologica, oggi Paolo De Totero è il direttore del nostro giornale digitale.