“Senza pronto soccorso si muore”. È l’urlo di Albenga che scende in piazza per salvare il suo ospedale

Oggi la grande marcia di protesta che partirà alle 17:30 da piazza Petrarca

Savona – “Sono ormai anni, purtroppo, che ci battiamo per il nostro ospedale ma fino ad oggi il territorio non è stato ascoltato”, nonostante nel corso “dell’emergenza Covid il Santa Maria di Misericordia ha svolto un ruolo fondamentale dimostrando di essere una struttura nuova, all’avanguardia e situato in una posizione logisticamente baricentrica”.
A parlare è il sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis, che oggi sarà in prima linea tra le fila di cittadini e associazioni in marcia contro la chiusura del pronto soccorso e il depotenziamento di quello che nel 2008, al momento dell’inaugurazione, veniva celebrato come un grande “ospedale comprensoriale”. Pronto soccorso che è stato declassato con l’arrivo del Covid e che oggi non si vuole più rimettere in pista.

“Oggi – continua il Sindaco – si parla di volerlo trasformare, almeno in parte in ospedale di comunità e si tenta di farci credere che questa possa essere la soluzione migliore per la sanità e per i cittadini. Questo non solo non corrisponde al vero, ma dimostra come, evidentemente non si ha una percezione reale delle esigenze del territorio”.
Il fatto è che il Santa Maria di Misericordia serve davvero un comprensorio larghissimo che solo per la zona di Albenga copre 34 Comuni e 60.000 utenti. E questo senza contare i turisti, 1 milione tra Albenga e Alassio nel 2021, e i Comuni piemontesi come Alto che sono logisticamente più vicini alla struttura ligure.
E fossero “solo” questi i problemi. Su tutto, invece, si aggiungono i cantieri in autostrada che sono negli ultimi mesi hanno “costretto cinque donne a partorire in mezzo alla strada” perchè non ce l’hanno fatta a raggiungere l’ospedale di Savona.

“Come si può pensare, quindi, che un paziente in difficoltà possa essere trattato in tempistiche adeguate?” incalza Tomatis che poi da medico si arrabbia: “Come si può pensare che in una provincia come la nostra i tempi di percorrenza (specie in estate) di 30 km, e cioè la distanza con il nosocomio di Pietra Ligure dove verranno dirottate le urgenze, non possano fare la differenza tra la vita e la morte?”.
E quindi spiega che anche se non si arriva al decesso, comunque “trattare un ictus nel giro dei mezz’ora dalla comparsa dei sintomi ha delle conseguenze diverse sul paziente rispetto a quando passa un’ora in coda”. “Non stiamo parlando di capricci o di campanilismi, ma del diritto alla salute di migliaia di cittadini. Gli incontri che ho voluto fare con il territorio – quattro nelle ultime settimane – mi sono serviti per capire che la tutela del nostro Ospedale e la riapertura del Pronto Soccorso è una battaglia che accomuna tutti.  Da qui è partita l’iniziativa Senza Pronto Soccorso si Muore, la marcia di oggi per il nostro ospedale”, conclude il Sindaco che poi rilancia: “Il riscontro che stiamo ricevendo è tanto, questo dimostra che quando si parla di battaglie giuste, il territorio risponde”.

La partenza, oggi alle 17:30 da piazza Petrarca 

“È possibile unirsi alla marcia in qualunque momento ed eventualmente decidere di partecipare anche solo ad una tappa dell’iniziativa”, ricorda il comunicato del Comune di Albenga dando le ultime notizie per chi volesse partecipare: “Il raduno è in Piazza della Croce Bianca”.

“È stato previsto inoltre un bus navetta che effettuerà il percorso (andata e ritorno) da Piazza del Popolo all’Ospedale Santa Maria di Misericordia, per consentire la partecipazione anche alle persone anziane o con difficoltà.
Ecco le indicazioni di massima: non sono ammessi simboli partitici e politici. La manifestazione è di tutti non ha e non deve avere alcun colore politico. Sono ammessi vessilli delle associazioni o labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Anche la partecipazione in divisa sportiva o di appartenenza ad associazioni, è gradita.
Si richiede che ogni partecipante alla manifestazione si comporti in maniera rispettosa e civile. Non sono ammesse espressioni offensive e volgari. È obbligatorio l’uso della mascherina.

st

CONDIVIDI

Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.