Entierro de la sardina, la festa tradizionale di Murcia animerà il maggio genovese

È una sfilata carnevalesca con bande di musica popolare e carri allegorici da dove vengono lanciati al pubblico migliaia di giocattoli

Genova – Genova diventa “sardinera”. Grazie al gemellaggio con Murcia e a un lavoro congiunto di scambi e di promozione tra le due municipalità, il 21 maggio arriverà in città l’Entierro de la sardina, una festa tradizionale che animerà le strade del capoluogo ligure con bande di musica popolare e carri allegorici da dove verranno lanciati al pubblico migliaia di giocattoli.

“Con questa coloratissima festa Genova vivrà una giornata di puro divertimento. Da oggi iniziamo anche a lavorare per coinvolgere il territorio nell’organizzazione dell’Entierro de la Sardina, che sarà un evento strepitoso e coinvolgente, sicuramente gradito da un pubblico di ogni età”, ha spiegato l’assessore ai Grandi eventi, Paola Bordilli, oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione della festa organizzata insieme ai rappresentanti della città spagnola di Murcia.

Saranno almeno 550, tra figuranti e organizzatori, le persone che riempiranno di colore e musica le vie del centro. Un lungo corteo che infiammerà il week-end del 21 maggio, letteralmente, perchè la festa prevede una conclusione davvero incendiaria e cioè il falò di un’enorme sardina in cartapesta e del suo catafalco, in piazza Matteotti.

“Si tratta dell’evento principale di Murcia, una festa originale e unica di interesse turistico internazionale, che ogni anno attira circa un milione di persone. Per Genova sarà l’occasione per misurarsi con un evento inedito, di sicuro impatto tra i genovesi e i visitatori”, ha aggiunto l’assessore al Turismo e Marketing territoriale Laura Gaggero.

L’Entierro de la sardina è un evento che nasce nel 1850 dall’idea di un gruppo di studenti universitari che, per festeggiare la fine del periodo quaresimale, hanno preparato un “funerale” e cremato una sardina, simbolo del digiuno e dell’astinenza. A organizzare la parata di Murcia sono una trentina di gruppi di sardineros, delle associazioni che si occuperanno anche dell’animazione genovese e che, assicurano dal Comune, si accolleranno la maggior parte dei costi. A noi resteranno le spese per la logistica e i servizi, per cui Tursi è già in cerca di sponsor.

“L’Entierro de la Sardina porterà a Genova lo spirito e l’allegria della città spagnola, nell’ambito degli scambi di promozione territoriale e turistica tra le due municipalità, che alcuni mesi fa hanno siglato il loro gemellaggio“. ha commentato l’assessore alle Politiche europee e alla Cooperazione internazionale, Stefano Garassino, che poi ha tenuto ad aggiungere: “In questi periodi difficili, la pace e la collaborazione tra i popoli sono un messaggio importante per l’Europa e il mondo intero”.

Ci si aspetta un grande successo, insomma, e anche i numeri fanno ben sperare: da Murcia, infatti, partiranno due voli charter al completo, cinque autobus, un milione di giocattoli da donare ai bambini genovesi e dieci compagnie che fanno teatro di strada.

“La festa sarà un’opportunità per i genovesi di godersi questa tradizione come se fossero in Spagna”, ha detto la consigliera delegata per il Turismo dell’Ambasciata di Spagna, Isabel Garaña, che ha voluto mettere l’accento sul valore di queste collaborazioni dal punto di vista della spinta verso un “turismo di valore come quello culturale”. “Questo evento – ha aggiunto – è supportato dall’ambasciata proprio perchè speriamo possa attirare nuovi visitatori nel nostro Paese”.

“Il 21 maggio si realizzerà il sogno di tanti cittadini murciani: l’Entierro de la Sardina percorrerà le vie di Genova, e con questo grande evento coroneremo il gemellaggio fra due città mediterranee piene di luce e di allegria”, ha concluso Pedro García Rex, l’assessore alla Cultura e al Turismo della città di Murcia, sottolineando che si tratta di “una festa della generosità, che si esprime nei giocattoli che condividiamo con gli spettatori. Speriamo che possa diventare anche la festa di Genova e dei genovesi”.

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.