Unità d’Italia, commemorazione per i 150 anni della morte di Mazzini

Al cimitero di Staglieno, oltre al sindaco Marco Bucci, anche il sottosegretario alla Difesa Stefania Pucciarelli

Genova – Si è svolta questa mattina, al cimitero monumentale di Staglieno, la cerimonia di commemorazione per il centocinquantesimo anniversario dalla morte di Giuseppe Mazzini, morto il 10 marzo del 1872.

Una giornata, quella odierna, che è servita anche a ricordare altri genovesi che hanno svolto un ruolo di spicco nell’Unità di Italia, della quale oggi occorre il 161 anniversario. L’importanza del contributo dei genovesi nell’impresa è stata sottolineata anche dal sindaco Marco Bucci: «Oggi celebriamo e festeggiamo non solo Mazzini, ma anche Mameli e Novaro che hanno scritto e composto l’Inno nazionale. Mazzini, Novaro, Mameli: tutti genovesi che hanno contribuito alla libertà del nostro paese. Hanno lasciato il segno. Il messaggio oggi è che stiamo dando un segno per quel futuro che stiamo costruendo con tantissime risorse. Dobbiamo costruire un futuro che sia giusto e che dia importanza all’eredità di Genova e ai cittadini genovesi affinché possano giocare le loro carte nel futuro dell’Europa e del mondo. Genova vuole andare oltre il futuro: è vero, ci sono nuvole e nebbia all’orizzonte, noi, come i naviganti sappiamo guardare oltre l’orizzonte perché sappiamo che il futuro sarà certamente migliore del presente e noi lavoriamo per questo futuro».

Il Governo presente con Stefania Pucciarelli

In rappresentanza del Governo alla cerimonia ha preso parte il sottosegretario alla difesa, la senatrice Stefania Pucciarelli, che sottolineato come «mai come quest’anno i valori trasmessi dal tricolore, dalla costituzione e dalla ricorrenza dell’Unità di Italia sono ancora più sentiti, proprio per ciò che sta avvenendo ai nostri confini. Oggi più che mai dobbiamo ricordare quello che è il valore della nostra democrazia, quello che è il valore della libertà e quelle che sono state le conquiste che sono state fatte a costo della vita di tutti quelli che ci hanno lasciato in eredità la nostra Italia. Oggi più che mai vale la pena ricordare e cercare di evidenziare ancora di più i sacrifici che sono stati fatti per portare l’Italia a essere quel paese così bello in cui noi possiamo vivere e cercare ancora di più di riflettere su quello che sta accadendo a casa nostra».

I genovesi protagonisti del Risorgimento

Per ricordare la figura di Giuseppe Mazzini è intervenuta anche Laura Repetto, consigliera della Città Metropolitana di Genova: «La sua importanza è straordinaria: è stato un grande visionario che ha sognato l’Italia libera, democratica e repubblicana. Ha avuto questa grandissima forza che l’ha portato a sognare un futuro migliore, il futuro che stiamo vivendo oggi. Ha costruito gli ideali sui quali è stata costruita l’Italia e per farlo ha voluto i giovani, non l’aristocrazia o i nobili: riteneva che i giovani fossero gli unici in grado di cambiare le cose e tanti giovani si sono sacrificati per lui. Mameli era genovese e ci ha lasciato l’inno. Novaro ci ha lasciato la musica. Genova ha fatto una parte grandissima per la costruzione dell’Italia e oggi siamo qui per raccogliere il testimone, per trovare la forza, attraverso l’esempio di Mazzini, per affrontare un presente veramente difficile nel quelle dobbiamo riconoscerci tutti insieme nell’identità nazionale e culturale recuperando il nostro spirito di comunità e la nostra storia».

Staglieno luogo della memoria

«Staglieno è un luogo della memoria, ma è anche il luogo dove pensare al futuro – ha aggiunto il presidente dell’Associazione Nazionale Mazziniana Italiana Michele Finelli -. Mazzini è stato capace di tracciare una strada che ancora oggi ci dà tante risposte ai problemi che ci pone la contemporaneità. Il suo è un patriottismo universale che dovrebbe valere per tutti, basato sul principio dell’umanità e non sul nazionalismo. Il valore dell’umanità è il principio centrale e universale, accompagnato dal dovere, sempre accompagnato ai diritti. Tra i principi mazziniani anche dialogo e confronto con tutti. Oggi un nuovo Mazzini non basterebbe, servirebbero più mazzinesimo e più politiche scolastiche che mettano al centro la storia. E tanti Mazzini. Siamo orgogliosi del rinnovo della convenzione con il Comune di Genova per mantenere la sede nazionale qui in città».

«La storia è passata da Genova – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria Armando Sanna – e consegniamo a voi giovani la storia di uomini e donne che hanno combattuto per la nostra libertà. Purtroppo quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni ha fatto capire a tutti noi quanto sia importante la nostra libertà. Chi ci ha preceduto ha fatto tanto.

La cerimonia è stata conclusa dalla Filarmonica Sestrese che, accompagnata dai ragazzi delle scuole, ha suonato “Il canto degli italiani” ovvero l’Inno di Mameli.

 

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