Protesta dei Tir: porti sardi in ostaggio, ma il blocco si allenta

È il quinto giorno di protesta per il caro carburante

Cagliari – Al quinto giorno di manifestazione gli scali marittimi sardi sono ancora ostaggio di tir, camion e rimorchi parcheggiati nelle banchine per l’agitazione degli autotrasportatori.
Anche se, oggi, il blocco si è allentato: passano almeno le merci deperibili.
Nello scalo di Porto Torres i manifestanti hanno lasciato il molo, complice la giornata piovosa, dopo un intervento della prefettura di Sassari, ma i rimorchi e buona parte dei mezzi pesanti ancora presidiano l’area. La situazione è più fluida di ieri e i camion frigo hanno lasciato lo scalo per garantire, seppure in ritardo, le consegne.

Continuano i presidi degli autotrasportatori davanti ai porti di Cagliari e di Olbia: gli unici mezzi che i manifestanti stanno lasciando passare da stamattina sono quelli che trasportano merci deperibili e beni di prima necessità.

Secondo Eugenio Cossu, amministratore delegato del gruppo marittimo Grimaldi per la Sardegna, “almeno temporaneamente, la situazione sembra essersi sbloccata solo nel porto di Porto Torres, dopo un intervento di ieri della prefetta di Sassari”. “Si spera che nei prossimi giorni si possa tornare alla normalita'”, auspica Cossu. “Continua, comunque, la nostra solidarietà con gli autotrasportatori, perchè non è una battaglia solo loro”.

Una nave cargo della Moby e una della Grimaldi ieri sono rimaste ancorate al porto di Olbia. In inverno viaggiano verso la penisola prevalentemente autotrasportatori e lo sciopero per il caro carburante non ha consentito il raggiungimento del carico minimo per la traversata.

Ad Olbia il presidio dei manifestanti è ancora attivo ma è stato aperto un corridoio per far viaggiare i camion frigo dei prodotti freschi bloccati da due giorni. Le banchine contano ancora centinaia di mezzi, si stimano attorno ai 500. I rimorchi sbarcati questa mattina sono stati sistemati nei posti più disparati, lungo i due chilometri di banchina dell’Isola Bianca, per evitare ingorghi alla viabilità. Gli autotrasportatori chiedono la riduzione del prezzo del carburante, un aumento degli attuali rimborsi sulle accise e norme di settore più precise per riequilibrare il mercato. Ieri la riunione fiume tra la viceministra delle Infrastrutture Teresa Bellanova e l’Unatras, conclusa con un accordo ora al vaglio degli autotrasportatori, potrebbe aver sbloccato la vertenza ma i manifestanti potrebbero proseguire la protesta in Sardegna.

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