Val Chiaravagna al limite della sopportazione, tra esplosioni e transiti fuori norma dei mezzi pesanti

Pignone: sono 350 i camion che ogni giorno svolgono attività nella zona, anche per il riempimento dell’altra cava. Chiesta una Commissione

Genova – Chi abita in Val Chiaravagna non ce la fa più a vivere tra esplosioni di attività di cava e mezzi pesanti.
“Sono 350 i camion che ogni giorno vanno vengono da queste strade”, spiega Enrico Pignone, consigliere comunale della Lista Crivello, che oggi in Sala Rossa ha presentato un articolo 54, cioè un’interrogazione a risposta immediata, sul “peggioramento della vivibilità in Val Chiaravagna”.
E il problema non è solo questo via vai continuo e le otto ore di rumore da sopportare ogni giorno.
“Ci sono anche i fanghi che colano dai cassoni dei camion, lungo la strada, che dovrebbero essere lavati per evitare guai ai residenti che tra l’altro non hanno neanche i marciapiedi dove camminare”, aggiunge Pignone che poi si stupisce del fatto che la Giunta non fosse a conoscenza della gravità del problema “visto che sono già stati effettuati due sopralluoghi” ed è una situazione che “adesso è peggiorata ma va avanti da anni”.
In più, in questi ultimi tempi, con l’abbassamento della quota di coltivazione della cava Unicalce le “vibrazioni delle volate hanno fatto comparire alcune crepe nelle abitazioni limitrofe”.
Per questo oggi, l’assessore alle Politiche ambientali, Matteo Campora, ha chiesto a Pignone di sollecitare una Commissione dedicata.
“Ho appena inoltrato la richiesta”, ha detto Pignone che poi ha concluso: “Oltre agli abitanti saranno invitati la Polizia Municipale e i dirigenti delle cave. Valuteremo anche l’idea di fare un ulteriore sopralluogo proprio per monitorare i danni alle case”.

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.