Zelensky parla all’Italia: “Immaginate Genova completamente bruciata: questa oggi è Mariupol”

Bucci: invitiamo il Presidente a venire presto, Genova e Mariupol sono due belle città

“A Mariupol non c’è più niente, solo rovine, immaginate una Genova completamente bruciata. Immaginate la vostra Genova da cui scappano persone a piedi“.
È cominciato così il discorso al Parlamento italiano in seduta comune del presidente ucraino in collegamento da Kiev, che in dodici minuti ha tentato di raccontare gli orrori della guerra nel suo Paese.
Volodimir Zelensky è stato il terzo capo di Stato straniero a intervenire in aula, in passato solo re Juan Carlos di Spagna e Papa Wojtyla avevano pronunciato un discorso a Montecitorio.
Dai banchi gremiti lo hanno accolto lunghissimi applausi con tutti i parlamentari in piedi che, per l’occasione, hanno lasciato in secondo piano le polemiche della vigilia sugli assenti.

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto subito dopo il presidente ucraino, ha ringraziato Zelensky per “il coraggio, la determinazione, il patriottismo” e ha aggiunto che “l’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore. La resistenza di Mariupol, Kharkiv, Odessa – e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del Presidente Putin – è eroica”, ha detto Draghi, secondo cui “oggi l’Ucraina non difende soltanto se stessa”, ma “la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza e quell’ordine multilaterale basato sulle regole e sui diritti che abbiamo faticosamente costruito dal dopoguerra in poi”.

Il premier ha ricordato la prova di solidarietà che l’Italia in queste settimane drammatiche di bombardamenti sui civili e di fughe di profughi ha voluto testimoniare al popolo ucraino: l’invio di aiuti sanitari e alimentari, l’accoglienza dei rifugiati – oltre 60.000 dall’inizio della guerra, la maggior parte dei quali donne e minori.
“Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case e delle scuole ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese. Continueremo a farlo – ha aggiunto il premier -, perchè davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte”. Ma “siamo pronti a fare ancora di più”, ha proseguito Draghi, continuando a sostenere le sanzioni decise dalla Ue e dal G7 che hanno “l’obiettivo di indurre il Governo russo a cessare le ostilità e a sedersi con serietà, soprattutto con sincerità, al tavolo dei negoziati. Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica”. Draghi ha disegnato anche un percorso a medio-lungo termine nei rapporti con Kiev, in particolare in vista del processo di adesione dell’Ucraina nell’Unione europea.
“Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l’Italia e’ al fianco dell’Ucraina in questo processo: l’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”. “Quando l’orrore e la violenza sembrano avere il sopravvento, proprio allora dobbiamo difendere i diritti umani e civili, i valori democratici – ha concluso il premier rivolgendosi a Zelensky -. A chi scappa dalla guerra, dobbiamo offrire accoglienza. Di fronte ai massacri, dobbiamo rispondere con gli aiuti, anche militari, alla resistenza. Al crescente isolamento del Presidente Putin, dobbiamo opporre l’unità della comunità internazionale. L’Ucraina ha il diritto di essere sicura, libera, democratica e l’Italia – il Governo, il Parlamento, e tutti i cittadini – sono con voi”.

A Zelensky ha risposto anche il sindaco di Genova Marco Bucci che, dopo le dichiarazioni del Presidente ucraino ha detto: “Sono due belle città, Mariupol e Genova, e noi siamo assolutamente per la pace”. E pii ha concluso: “Il fatto che abbia citato Genova significa che la conosce, potrebbe essere un’idea invitare il presidente ucraino a Genova, speriamo che finisca tutto presto e che possa venire qui”.

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