Rimessa AMT Staglieno, Campora: “Nessun esproprio, nessun progetto definitivo”

L’assessore ai Trasporti e alla Mobilità integrata ha incontrato ieri sera i residenti di via Vecchia, riuniti in assemblea pubblica nel quartiere

Genova – La parola fine alle polemiche e alle preoccupazioni del quartiere per la ristrutturazione della rimessa AMT di Staglieno l’ha messa Matteo Campora, assessore ai Trasporti e alla Mobilità integrata, che ieri sera in assemblea pubblica “ci ha messo la faccia”, come ha detto lui stesso davanti a una platea fitta, fitta di residenti sul piede di guerra.
“Non si faranno espropri”, ha assicurato aggiungendo che “il progetto non è ancora andato in Conferenza dei Servizi e dunque è modificabile”. Anzi, ha sottolineato rispondendo alle domande della presidente del Comitato di via Vecchia e strade limitrofe, Raffaella Capponi, “abbiamo già incontrato l’amministratore delegato di Italferr, che è la società di Ferrovie che ha fatto la progettazione dei Quattro assi di forza del Tpl, finanziato dal Ministero con 471 milioni di euro. Gli è stato chiesto formalmente di ottimizzarlo e di tener conto di una serie di elementi. Primo evitare gli espropri e poi evitare gli impatti visivo e acustico. Se questo vorrà dire andare a contenere le volumetrie e le dimensioni, le andremo a contenere”.
Tutto bene quindi?
Ni, nel senso che non sono mancate frecciate e contrasti con l’opposizione, presente al gran completo. Un tira e molla dettato probabilmente anche dal momento elettorale. Ha perso le staffe persino il presidente del Municipio IV, Roberto D’Avolio, che ha puntato il dito sullo screening di VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, “un inter già avviato in Regione” che il presidente ha chiesto all’assessore di “sospendere domani con un atto amministrativo”.

In concreto, però, se anche la VIA andasse a buon fine adesso e dopo si presentasse un altro progetto, ha spiegato Campora che “riducendo i volumi si rientrerebbe comunque nella valutazione”. E poi ha assicurato che “la conferenza dei servizi non è ancora aperta e non verrà attivata. Avremo tutto il tempo per modificare il progetto. Questo è l’impegno che ci siamo presi qui, in questa assemblea pubblica”.

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.