Colloqui di pace, a Istanbul la prima svolta verso la conclusione del conflitto?

La Russia ha affermato che “ridurrà drasticamente” le manovre intorno alla capitale ucraina e a Chernihiv. Secondo fonti Usa, è già in corso un ritiro delle forze nei dintorni di Kiev

Istanbul – I colloqui di Istanbul si concludono dopo tre ore, con la prima vera svolta verso una conclusione del conflitto in Ucraina. In attesa che il Cremlino esamini e risponda alle proposte di Kiev sulle garanzie di sicurezza da dare all’Ucraina in cambio della sua neutralità – il Paese non ospiterà basi militari straniere -, la Russia ha affermato che “ridurrà drasticamente” le manovre intorno alla capitale ucraina e a Chernihiv, ormai devastata dai bombardamenti. E, secondo fonti Usa, è già in corso un ritiro delle forze nei dintorni di Kiev che appare inquadrato in un “cambio di strategia” permanente.

Il ministro della Difesa russo: l’aviazione e la rete di difesa aerea di Kiev sono state praticamente distrutte

Poche ore prima del termine del primo giro di negoziati, era stato un segnale importantissimo la teleconferenza del ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, il quale aveva proclamato il raggiungimento degli obiettivi principali della prima fase della cosiddetta “operazione speciale”. “Il potenziale di combattimento delle forze armate ucraine è stato notevolmente esaurito, il che ci consente di concentrare l’attenzione e i nostri sforzi principali sul raggiungimento dell’obiettivo primario, ovvero la liberazione del Donbass”, ha affermato Shoigu.
“Le forze armate ucraine hanno subito danni considerevoli”, ha proseguito il ministro, “la superiorità aerea è stata raggiunta, L’aviazione e la rete di difesa aerea sono state praticamente distrutte, la marina è ora scomparsa, tutte le formazioni d’assalto terrestre e aereo hanno subito perdite considerevoli”.

Una vittoria parziale dipinta a beneficio dell’opinione pubblica russa?

Il bollettino di Shoigu sembra avere la funzione di dipingere come una vittoria parziale lo status quo attuale a beneficio dell’opinione pubblica russa, una narrazione che ha aperto la strada alla sospensione delle operazioni in parte del Paese.
Se la battaglia nel Donbass e a Mariupol appare destinata a proseguire, non è chiaro se, al momento, Mosca intenda ancora puntare sul porto occidentale di Odessa. La città di Mykolaiv, l’ostacolo mai aggirato che si frappone tra Kherson, controllata dai russi, e Odessa, è stata colpita oggi da un missile che ha centrato gli uffici dell’amministrazione regionale, uccidendo sette persone.
Un altro attacco russo, fa sapere Mosca, ha distrutto un deposito di carburante nella regione di Rivne.
Il bollettino mattutino dello stato maggiore ucraino ha corroborato quanto riferito in precedenza dall’intelligence militare britannica, ovvero che le forze di Kiev hanno continuato a condurre contrattacchi localizzati a Irpin, Bucha e Gostomel, nei dintorni della capitale. Più a Sud, l’esercito ucraino ha affermato di aver respinto un’avanzata russa verso Kryvyi Rih, 130 chilometri a sud-ovest di Dnipro. Secondo la Difesa statunitense, gli ucraini avrebbero inoltre riconquistato la città di Trostyanets, nell’Oblast nordorientale di Sumy, e hanno lanciato un’offensiva a Kherson, nel Sud, per tentare di riprendere il controllo dell’unico grande centro urbano in mano ai russi. Quanto a Mariupol, continuano i pesanti bombardamenti russi. Tuttavia, secondo gli 007 di Londra, il centro della città rimane sotto il controllo ucraino.

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