Elezioni turche 2023, abbassata al 7% la soglia per entrare in Parlamento

La proposta era arrivata da Erdoğan in persona e dai suoi alleati dell’Mhp, l’estrema destra nazionalista

Ankara – Il Parlamento turco ha approvato una proposta di cambiamento della legge elettorale, presentata dal partito di governo Akp – il Partito della Giustizia e dello Sviluppo -, che abbassa la soglia per entrare nell’assemblea parlamentare dal 10% al 7%.

Lo rendono noto vari media turchi.
La nuova legge richiede che i partiti politici presentino le firme necessarie per partecipare alla competizione elettorale in almeno 41 province (su 82 in totale) e almeno 6 mesi prima delle elezioni. La soglia di sbarramento per entrare in Parlamento è applicabile sia ai partiti che alle alleanze elettorali. Per partecipare al voto, alle formazioni politiche non basterà aver formato un gruppo parlamentare prima dell’adozione del nuovo provvedimento elettorale.

Mhp, un partito che ha perso consensi scendendo ben al di sotto della precedente soglia

Il disegno di modifica era stato presentato nelle scorse settimane dall’Akp del presidente Recep Tayyip Erdoğan insieme all’alleato del partito di governo, la formazione di estrema destra nazionalista Mhp – il Partito del Movimento Nazionalista – che, secondo vari sondaggi, negli ultimi anni ha perso notevolmente consensi scendendo ben al di sotto della precedente soglia di sbarramento fissata al 10%.
Le prossime consultazioni politiche in Turchia sono in programma a giugno 2023, l’anno del centenario della fondazione della Repubblica secolare da parte di Mustafa Kemal Ataturk, e in più occasioni Erdoğan  ha chiarito che non c’è l’intenzione di andare al voto anticipato.

Nessun dubbio sull’Erdoğan numero 3

Il Parlamento turco, nel corso della polemica dell’opposizione sulla possibilità o meno di ricandidare Erdoğan, intanto ha già preso la sua decisione: “La candidatura del presidente Erdoğan è in discussione per la seconda, non per la terza volta”, ha detto il presidente del Parlamento, Mustafa Şentop, l’uomo che più volte ha sottolineato come “il mandato presidenziale tra il 2014 e il 2018 non può essere contato” evidenziando che la questione è “puramente legale” e sarà “gestita da esperti legali”.

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