Omicron, l’Iss: con la variante reinfezioni in aumento del 4,4%

L’analisi parte dal 6 dicembre 2021: più a rischio le donne, meno casi in età scolare

Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati risulta pari a 4,4%, in aumento rispetto alla settimana precedente in cui la percentuale era pari a 4,1%.
È quanto emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità.
L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021, e cioè la data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron, evidenzia un aumento del rischio di reinfezione: nei soggetti con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi di Covid-19 fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nei soggetti non vaccinati o vaccinati con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi, il maggior rischio nei soggetti di sesso femminile può essere verosimilmente dovuto alla maggior presenza di donne in ambito scolastico (>80%) dove viene effettuata un’intensa attività di screening e al fatto che le donne svolgono più spesso la funzione di caregiver in ambito famigliare; nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni) rispetto alle persone con prima diagnosi in età compresa fra i 50-59 anni, verosimilmente il maggior rischio di reinfezione nelle fasce di età più giovani è attribuibile a comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età superiori a 60 anni; negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

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