Strage della funivia Stresa-Mottarone, la Cassazione annulla i domiciliari per Nerini e Perocchio

La procuratrice di Verbania però sottolinea che “il quadro indiziario regge”

Verbania – I giudici della Prima sezione penale della Cassazione hanno deciso di annullare con rinvio l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame di Torino a fine ottobre si era espresso a favore degli arresti domiciliari per Luigi Nerini ed Enrico Perrocchio, rispettivamente titolare della concessione e direttore d’esercizio della funivia Stresa-Mottarone. Entrambi sono indagati per il crollo della cabina, l’incidente che nel maggio scorso è costato la vita a 14 persone.
La Cassazione, come si legge nella decisione, “annulla l’ordinanza impugnata nei confronti di Luigi Nerini e rinvia per un nuovo giudizio al tribunale di Torino. Annulla l’ordinanza impugnata nei confronti di Enrico Perocchio limitatamente alla scelta della misura e rinvia per un nuovo giudizio al Tribunale di Torino. La Corte rigetta nel resto il ricorso di Enrico Perocchio”.
Le motivazioni verranno depositate entro 30 giorni.

Perchè il Riesame aveva deciso per i domiciliari

Il Tribunale del Riesame di Torino lo scorso ottobre aveva disposto i domiciliari per Perocchio e Nerini, rispettivamente direttore d’esercizio e gestore della funivia del Mottarone. Per entrambi sussistevano infatti, secondo il Riesame, le esigenze cautelari e in particolare quella del pericolo di reiterazione del reato.
Perrocchio e Nerini erano stati arrestati poco dopo l’incidente assieme al caposervizio Gabriele Tadini.
La gip Donatella Banci Buonamici (poi sostituita dalla collega Elena Ceriotti) subito dopo i fatti non aveva convalidato i fermi per i due indagati, ma li aveva rimessi in libertà. Gli arresti domiciliari, invece, erano stati inflitti a Tadini, che aveva confessato di aver disattivato i freni di emergenza della funivia, inserendo i cosiddetti forchettoni.
La Procura di Verbania aveva impugnato la decisione della gip Banci Buonamici difronte al Riesame di Torino, che aveva confermato la misura cautelare. Adesso la Cassazione ha annullato quella decisione e rinviato gli atti a Torino per una nuova decisione.

La procuratrice Bossi: “Non viene smontato l’impianto indiziario”

Olimpia Bossi, il procuratore della Repubblica di Verbania che da quasi un anno sta portando avanti l’indagine sulla tragedia della funivia del Mottarone, definisce “soddisfacente” la decisione della Corte di Cassazione.
“Bisogna distinguere le due posizioni”, spiega il magistrato. “Per quanto riguarda Enrico Perocchio la Cassazione, rigettando il ricorso contro l’ordinanza del Riesame e rinviando per la sola rivalutazione del tipo di misura cautelare da applicare, ha di fatto confermato il quadro indiziario e ha dato riscontro positivo alla nostra impostazione. In pratica la Cassazione sta dicendo che il Riesame ha fatto bene ad annullare l’ordinanza del Gip che aveva ordinato la scarcerazione”.
“Per quanto riguarda Nerini – prosegue la procuratrice – siamo di fronte ad un annullamento con rinvio. Cioè anche in questo caso non c’è una sconfessione della nostra impostazione. Sarà necessario attendere le motivazioni, perchè il rinvio potrebbe essere dovuto anche a un difetto di procedura. Ma non viene smontato l’impianto indiziario: se così fosse stato, avremmo avuto un annullamento senza rinvio”.
Poi sui tempi il magistrato conclude sottolineando che “saranno comunque lunghi, perchè le motivazioni devono essere depositate entro trenta giorni, poi il Riesame deve fissare un nuova udienza. Se ne riparlerà in autunno. Ma a questo punto il tema delle esigenze cautelari, con il trascorrere del tempo è meno rilevante. Il procedimento va avanti, aspettiamo l’esito delle perizie che sono centrali”.

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