“Tour del gas”, l’offensiva italiana in Africa per aggirare le forniture russe

I ministri Di Maio e Cingolani con De Scalzi per la missione che servirà a diversificare le forniture in vista dell’inverno 2022/2023

Algeria ed Egitto prima di Pasqua, Congo e Angola questa settimana, Mozambico a maggio: l’Italia ha lanciato un’offensiva diplomatica in Africa per uscire dalla sua situazione di dipendenza dal gas russo, diversificando così il suo portafoglio di fornitori più rapidamente possibile, in vista del prossimo inverno.
Lo stesso premier Mario Draghi ha ribadito più volte l’obiettivo di non dipendere più da Mosca e per questo doveva essere ieri a Luanda e oggi a Brazzaville per concludere i nuovi contratti di fornitura con Angola e Congo.
Essendo risultato positivo al Covid, però, la missione diplomatica è passata al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al titolare della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, accompagnati dal ceo di Eni, Claudio Descalzi.

E proprio nell’ottica di rafforzare la cooperazione nel settore energetico, Roma sta usando le ottime relazioni che il gruppo energetico italiano ha costruito in 69 anni di presenza in Africa, dove è leader sia in termini di produzione che di riserve. In particolare, dopo la firma a Luanda, oggi la delegazione ha sottoscritto una nuova Dichiarazione d’intenti a Brazzaville.

L’intenzione del governo italiano è di sviluppare anche un progetto già avviato da Eni in Congo, provando così a rendere indipendente il nostro Paese da Gazprom prima ancora che in sede europea si trovi una posizione unica sul pagamento delle forniture. L’anno scorso il gigante russo energetico ha garantito oltre 29 miliardi di metri cubi di metano.

Il gas aggiuntivo dei giacimenti angolani e congolesi arriverebbe sotto forma di Gnl, gas naturale liquefatto, e proprio per questo il Governo italiano sta lavorando anche a un maggior utilizzo dei terminali di gassificazione, che in Italia attualmente sono tre. Peraltro i piani di Eni prevedono una crescita di investimenti e attività nei Paesi africani nei prossimi anni: a sud del Sahara i principali hub dell’Eni si trovano in Congo, Angola, Nigeria e Mozambico, aree in cui le attività estrattive sono aumentate in modo considerevole.
Nel 2020, la produzione annuale di gas della società guidata da Descalzi ha raggiunto 1,4 miliardi di metri cubi, mentre quella complessiva di idrocarburi è stata pari a 27 milioni di boe.

L’accordo Italia-Congo firmato oggi

Firmato oggi l’accordo fra Italia e Congo per l’aumento della produzione e dell’export di gas per far fronte ai tagli di quello russo. Lo rende noto l’Eni.
In particolare, l’intesa prevede “l’accelerazione e l’incremento della produzione di gas in Congo, in primis tramite lo sviluppo di un progetto di gas naturale liquefatto (GNL) con avvio previsto nel 2023 e capacità a regime di oltre 3 milioni di tonnellate all’anno (oltre 4,5 miliardi di metri cubi l’anno). L’export di Gnl permetterà di valorizzare la produzione di gas eccedente la domanda interna congolese.
Eni, spiega il gruppo energetico in una nota, “è ad oggi l’unica società impegnata nello sviluppo delle ingenti risorse di gas della Repubblica del Congo e attualmente fornisce gas alla Centrale Elettrica del Congo (Cec), che garantisce il 70% della produzione di energia elettrica del Paese. Eni è presente in Congo da oltre 50 anni”.
La Repubblica del Congo e Eni, prosegue la nota, “hanno anche concordato la definizione di iniziative di decarbonizzazione per la promozione della transizione energetica sostenibile nel Paese, in particolare negli ambiti delle energie rinnovabili, dell’agricoltura con lo sviluppo di una filiera agricola – non in competizione con la catena alimentare – per la produzione di feedstock per la bioraffinazione, la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste, l’adozione di sistemi di clean cooking, la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio della Co2”.
La lettera d’intenti è stata firmata dal ministro degli Idrocarburi della Repubblica del Congo, Bruno Jean Richard Itoua, e dall’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, alla presenza del ministro degli Esteri della Repubblica del Congo, Jean-Claude Gakosso, del ministro degli Esteri italiano, Luigi di Maio, e del ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, a Brazzaville, riferisce la nota aggiungendo che in seguito alla firma si è tenuto un incontro con il Presidente della Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso.
A seguire la firma di un accordo in ambito energetico da parte di Descalzi e dello stesso Ministro congolese.

Cingolani e la transizione ecologica al gas

“Si tratta di un importante accordo che dà impulso alla partnership fra Italia e Angola nei settori delle rinnovabili, dei biocarburanti, del GNL e della formazione in ambito tecnologico e ambientale”.
Così il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, in missione in Angola dove il governo italiano ha firmato la Dichiarazione d’Intenti, definisce l’intesa siglata ieri. Un’intesa, ha aggiunto Cingolani, che rappresenta “non solo un passo avanti nella diversificazione delle sorgenti di gas, ma anche un’importante contributo al sostegno della transizione ecologica globale”.

“Con l’accordo di oggi abbiamo raggiunto un grande potenziamento della cooperazione a favore della transizione ecologica anche grazie al grande lavoro fatto da Eni in questi anni. Abbiamo un programma di grandissimi investimenti in Congo. L’Italia è uno dei paesi più virtuosi su questo fronte: il gas nei prossimi anni avrà un ruolo cruciale“.
Così il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, dopo aver sottoscritto l’intesa con il governo congolese sul gas.

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