Chernobyl, a 36 anni dal disastro l’occupazione russa dei siti nucleari ucraini preoccupa l’Ue

A rischio “il funzionamento sicuro e protetto delle centrali”

Bruxelles – “Nell’anniversario dell’incidente del 1986 ribadiamo la nostra massima preoccupazione per la sicurezza nucleare e i rischi causati dalle recenti azioni della Russia presso il sito di Chernobyl” dal momento che “i russi hanno preso di mira e occupato siti nucleari ucraini, danneggiando incautamente gli impianti“.
Lo dichiarano in una nota congiunta l’Alto rappresentante dall’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, e la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, in occasione del trentaseiesimo anniversario del disastro di Chernobyl.

“Questa tragedia ha avuto conseguenze diffuse in Ucraina, Bielorussia, Russia e in altre parti d’Europa, causando vittime, sofferenze umane, danni alla salute a lungo termine, carenza di cibo e inquinamento dell’ambiente”, affermano i commissari. “Circa 350 mila persone hanno dovuto lasciare le loro case nelle aree fortemente contaminate, con conseguenze sociali ed economiche che continuano ancora oggi”, aggiungono.
Nel contesto attuale della guerra in Ucraina “l’occupazione illegale e l’interruzione delle normali operazioni, come l’impedimento della rotazione del personale, compromettono il funzionamento sicuro e protetto delle centrali nucleari in Ucraina e aumentano notevolmente il rischio di incidenti”, si legge ancora nella dichiarazione congiunta.

L’occupazione del sito della centrale nucleare di Chernobyl in Ucraina da parte dell’esercito russo tra il 24 febbraio e la fine di marzo è stata “pericolosissima”.
Lo ha sottolineato anche il direttore generale dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, durante una visita sul campo. I livelli di radioattività sono tornati nella norma, ha spiegato, dopo “i picchi registrati in alcuni momenti” durante l’occupazione delle forze russe “a causa del movimento causato dai mezzi pesanti” portati dai russi nella zona.

“Chiediamo a Mosca di restituire il controllo della centrale nucleare occupata di Zaporižžja alle autorità ucraine e di astenersi da qualsiasi ulteriore azione contro le installazioni nucleari”, è l’appello di Borrell e Simson che infine si rivolgono alla comunità internazionale per “avviare immediatamente una riflessione su come migliorare gli strumenti internazionali esistenti per proteggere i siti nucleari nel contesto della guerra e sull’eventuale necessità di nuovi strumenti specifici”.

L’incidente del 26 aprile 1986

Il disastro di Chernobyl si scatenò il 26 aprile 1986 all’una di notte.
All’epoca nulla si sapeva in Urss, pochissimo a Kiev e ancora meno in Occidente. Fino all’annuncio della Tass, nel tardo pomeriggio del 28 aprile, quando ormai la nube radioattiva era rilevata dagli strumenti un po’ dappertutto.
Il primo allarme arrivò dalla Svezia e parlava di radiazioni “provenienti dal territorio sovietico”. A quel punto, il contenimento della notizia era diventato impossibile e la Tass annunciò l’incidente subito dopo.
In Italia, l’Agi diffuse la notizia alle 19:53. Si scatenò il panico e non tardarono le polemiche anche in Parlamento: dall’interrogazione del Pci al governo, alle polemiche su Trino Vercellese.

Le prime veline dell’Agi

I comunicati sono scritti in maiuscolo perchè erano diffusi via telescrivente.

19:30 28/04/86 RILEVATE IN SVEZIA RADIAZIONI PROVENIENTI DALL’URSS (AGI/AP) – STOCCOLMA, 28 APR.- RADIAZIONI CHE SI PRESUME SIANO STATE PORTATE DAL VENTO DELL’EST, PROVENIENTI DAL TERRITORIO SOVIETICO, SONO STATE RILEVATE OGGI NELLA SVEZIA ORIENTALE. AL CONTROLLO DEL PERSONALE IN ARRIVO PER IL SERVIZIO ALLA CENTRALE ELETTRONUCLEARE DI FORSMARK È STATO RILEVATO UN LIVELLO DI RADIAZIONE INSOLITO SUI VESTITI. SI TRATTA DI POCHI MILLIREM, NON PERICOLOSI PER L’UOMO MA SUFFICIENTI PER FAR SCATTARE I CONTROLLI. SI RITIENE CHE L’INSOLITO LIVELLO DI RADIAZIONE SIA STATO PORTATO DAL VENTO PROVENIENTE DALLA COSTA SOVIETICA ATTRAVERSO IL BALTICO, SU UNA DISTANZA DI ALCUNE CENTINAIA DI CHILOMETRI. QUASI TUTTA LA COSTA BALTICA DELL’URSS E’ VIETATA AGLI STRANIERI E NON SI SA SE VI ABBIANO SEDE IMPIANTI NUCLEARI. LA STAMPA SOVIETICA NON HA DATO NOTIZIA DI ALCUN INCIDENTE A IMPIANTI NUCLEARI, COSA CHE DEL RESTO NON VIENE MAI FATTA. SCIENZIATI SOVIETICI IN ESILIO HANNO DETTO CHE IN PASSATO, NEL 1958, CI FU NELLA REGIONE DI CHELYABINSKY SUGLI URALI UN INCIDENTE CHE PROVOCÒ LA MORTE DI CENTINAIA DI PERSONE, MA UFFICIALMENTE NON SE NE SEPPE NULLA. LA REGIONE È DA ALLORA PRECLUSA A QUALUNQUE VISITATORE.

19:53 28/04/86 MOSCA: ANNUNCIATO INCIDENTE IN CENTRALE ATOMICA (AGI/EFE/AP) – MOSCA, 28 APR – UN INCIDENTE OCCORSO ALLA CENTRALE NUCLEARE DI CHERNOBYL È STATO ANNUNCIATO OGGI DALLA AGENZIA TASS. ”UNO DEI REATTORI ATOMICI E’ RIMASTO DANNEGGIATO” HA PRECISATO L’AGENZIA SOVIETICA, SECONDO LA QUALE SONO GIA’ STATE APPRONTATE MISURE VOLTE ”AD ELIMINARE LE CONSEGUENZE”, E PIU’ PRECISAMENTE E’ STATA ISTITUITA UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA. LE PERSONE CONTAMINATE, AGGIUNGE LA TASS, HANNO RICEVUTO I SOCCORSI DEL CASO. (AGI) 20:15 28/04/86 MOSCA: ANNUNCIATO INCIDENTE IN CENTRALE ATOMICA (2) (AGI/AP) – MOSCA, 28 APR – UN REDATTORE DELLA AGENZIA, CONTATTATO TELEFONICAMENTE, HA PRECISATO CHE L’IMPIANTO NUCLEARE SI TROVA IN UCRAINA, MA SI E’ DETTO NON SICURO DEL FATTO CHE SI TROVI REALMENTE NEI PRESSI DELLA CITTÀ DI CHERNOBYL, DATO CHE SI TRATTA DI UN PICCOLO CENTRO. NON È NEANCHE CHIARA LA DATA ESATTA DI QUANDO È AVVENUTO L’INCIDENTE.

10:50 29/04/86 LA CENTRALE NUCLEARE DI CHARNOBYL PRODURREBBE PLUTONIO PER SCOPI MILITARI (AGI/EFE) – BONN 29 APR. – SECONDO IL FISICO NUCLEARE TEDESCO JENS SCHEER LA CENTRALE NUCLEARE SOVIETICA DI CHERNOBYLPRODURREBBE SOPRATTUTTO PLUTONIO PER SCOPI MILITARI. SCHEER CHE È DOCENTE DELL’UNIVERSITÀ DI BREMA HA SOSTENUTO NEL CORSO DI UNA INTERVISTA RADIOFONICA CHE LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA È LA FUNZIONE SECONDARIA DEL GRANDE IMPIANTO TERMONUCLEARE DELL’UCRAINA IN CUI SI È VERIFICATA LA GRAVE FUGA RADIOATTIVA. SECONDO IL FISICO TEDESCO L’INCIDENTE VERIFICATOSI A 160 CHILOMETRI DA KIEV SAREBBE PARTICOLARMENTE GRAVE. JENS SCHEER NON ESCLUDE CHE LA CENTRALE, FORMATA DA QUATTRO REATTORI, POSSA ESSER ANDATA DISTRUTTA QUASI COMPLETAMENTE. SULL’INCIDENTE SI È SOFFERMATO ANCHE IL MINISTRO FEDERALE PER LA TECNICA HEINZ RISENHUBER IL QUALE HA ESCLUSO CHE ESISTANO PERICOLI DI CONTAMINAZIONE PER LA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA.

11:35 29/04/86 L’INCIDENTE NUCLEARE IN URSS: DIMINUISCE LA RADIOATTIVITÀ SULL’EUROPA SETTENTRIONALE – (AGI/AP) – STOCCOLMA, SVEZIA, 29 APR. – IL LIVELLO DI RADIOATTIVITÀ RISCONTRATO NEI CIELI DELL’EUROPA SETTENTRIONALE DOPO IL GRAVE INCIDENTE AVVENUTO NELLA CENTRALE TERMONUCLEARE SOVIETICA DI CHERNOBYL È IN QUESTE ULTIME ORE DIMINUITO MA GLI SCIENZIATI SVEDESI NON ESCLUDONO CHE POSSA RITORNARE AI PRECEDENTI VALORI. ”DALLA SCORSA NOTTE I LIVELLI DI RADIOATTIVITÀ SONO CONTINUATI A DIMINUIRE” HA CONFERMATO TORKEL BENNERSTED PORTAVOCE DELL’ISTITUTO NAZIONALE PER LA SALVAGUARDIA RADIOATTIVITÀ”. ”COMUNQUE SIANO PREPARATI AD ALTRI EVENTUALI AUMENTI DAL MOMENTO CHE SEMBRA CHE L’INCIDENTE SIA STATO GROSSO” HA SPIEGATO IL FUNZIONARIO. UNA DIMINUZIONE DEI LIVELLI DI RADIOATTIVITÀ È STATA CONFERMATA ANCHE DALL’ANALOGO ISTITUTO FINLANDESE CE DA SUDEST AD EST. I CONTROLLI EFFETTUATI STAMANE ALLA PERIFERIA D I STOCCOLMA HANNO REGISTRATO CHE IL LIVELLO DI RADIOATTIVITÀ ERA DUE VOLTE SUPERIORE A QUELLO NORMALE MENTRE IERI SERA ERA DI CINQUE VOLTE OLTRE LA MEDIA.

15:35 29/04/86 LA NUBE RADIOATTIVA STA TORNANDO VERSO L’URSS (AGI/AP) – LONDRA, 29 APR. – LA NUBE RADIOATTIVA FUORIUSCITA DALLA CENTRALE DI CHERNOBYL STA ALLONTANANDOSI DALLA SCANDINAVIA PER FARE RITORNO VERSO L’UNIONE SOVIETICA. LO HA DICHIARATO IL SERVIZIO METEOROLOGICO BRITANNICO A GIUDIZIO DEL QUALE È MOLTO IMPROBABILE CHE SUPERI LE ALPI ENTRO QUESTA SETTIMANA. LA NUBE STA PROCEDENDO AD UNA VELOCITÀ MOLTO RIDOTTA E DOVREBBE SORVOLARE LA GERMANIA ORIENTALE E LA POLONIA. A VARSAVIA IL PORTAVOCE DEL GOVERNO JERZY URBAN HA RIVELATO CHE LIVELLI DI RADIOATTIVITÀ SUPERIORI AL NORMALE SONO STATI RISCONTRATI IN QUASI TUTTE LE 200 STAZIONI DI OSSERVAZIONE SPARSE NEL PAESE. LA FRONTIERA POLACCA DISTA QUASI 500 CHILOMETRI AD OVEST DELLA ZONA DELL’UCRAINA IN CUI SI E’ VERIFICATO L’INCIDENTE. SECONDO IL SERVIZIO METEOROLOGICO BRITANNICO IL LIVELLO DI RADIAZIONE SUL TERRENO DOVREBBE ESSERE MOLTO RIDOTTO 50 CHILOMETRI OLTRE L’IMPIANTO.
17:27 29/04/86 LA NUBE RADIOATTIVA STA TORNANDO … (2) (AGI/AP) – LONDRA, 29 APR. – SECONDO L’ISTITUTO METEOROLOGICO BRITANNICO LA NUBE AVREBBE UNA PROFONDITÀ DI CIRCA 2-3 CHILOMETRI, E SAREBBE PIENA DI PARTICELLE CONTAMINATE CHE POTREBBERO RICADERE A TERRA COME PIOGGIA. A PARTE LA ZONA ATTORNO A CHERNOBYL LA LORO CONCENTRAZIONE DOVREBBE ESSERE TUTTAVIA RIDOTTA.

18:32 29/04/86 SCIAGURA NUCLEARE URSS: IPOTESI ENEL SU CAUSE (AGI) – ROMA, 29 APR – L’INCIDENTE ALLA CENTRALE DI CHERNOBYL SECONDO I TECNICI DELL’ENEL POTREBBE ESSERE STATO PROVOCATO, MOLTO PROBABILMENTE, DA UN’IMPROVVISA PERDITA DI ACQUA DI REFRIGERAZIONE CON CONSEGUENTE SURRISCALDAMENTO E DANNEGGIAMENTO DI ELEMENTI DI COMBUSTIBILE CON FUORIUSCITA DI RADIOATTIVITÀ. LA CENTRALE DI CHERNOBYL E’ DOTATA DI QUATTRO UNITÀ DA MILLE MEGAWATT ELETTRICI CIASCUNA. I REATTORI SONO DEL TIPO CON MODERATORE E GRAFITE E REFRIGERAZIONE AD ACQUA BOLLENTE. IL REATTORE, CIOÈ, È COSTITUITO DA UN GROSSO BLOCCO DI GRAFITE NEL QUALE SONO RICAVATI CIRCA 1700 FORI VERTICALI IN OGNUNO DEI QUALI E’ ALLOGGIATO IL COMBUSTIBILE AD URANIO ARRICCHITO, A FASCI DI BARRE, LAMBITO DAL REFRIGERANTE CHE, PROVENENDO DAL BASSO, SI RISCALDA PRODUCENDO VAPORE. L’IMPIANTO NON È DOTATO DI CONTENITORE ESTERNO CHE AVVOLGE IL REATTORE COME BARRIERA DI PROTEZIONE CONTRO I RILASCI ACCIDENTALI DI RADIOATTIVITÀ. QUESTO TIPO DI REATTORE È STATO CONCEPITO IN UNIONE SOVIETICA DERIVANDOLO DAI REATTORI PER USO MILITARE ED È DI MODELLO DIVERSO DAI REATTORI PER IMPIEGHI CIVILI PROGETTATI NEL RESTO DEL MONDO. IL PROGRAMMA NUCLEARE ITALIANO PREVEDE LA COSTRUZIONE DI REATTORI MODERATI E REFRIGERATI AD ACQUA. MONTALTO DI CASTRO E’ DEL TIPO AD ACQUA BOLLENTE E PIEMONTE-TRINO E I SUCCESIVI IMPIANTI UNIFICATI SONO DEL TIPO AD ACQUA IN PRESSIONE. QUESTI REATTORI SONO DOTATI DEI PIÙ MODERNI SISTEMI DI SICUREZZA E IN PARTICOLARE SONO PROTETTI DA UN DOPPIO SISTEMA DI CONTENIMENTO ESTERNO, PROGETTATO PER RESISTERE ANCHE AD EVENTI ECCEZIONALI QUALI CADUTA AEREO, ONDA DI PRESSIONE PER ESPLOSIONI DALL’ESTERNO, TERREMOTI E TROMBE D’ARIA.

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