Cisgiordania, un ritorno alla calma dopo gli scontri sulla Spianata delle Moschee

Ronen Bar ha incontrato a Ramallah il presidente Abu Mazen

Ramallah – Il capo dello Shin Bet (Servizio di sicurezza interno di Israele) Ronen Bar ha incontrato la settimana scorsa a Ramallah il presidente Abu Mazen. Lo hanno riferito i media locali secondo cui l’incontro ha avuto come obiettivo, nell’ambito della cooperazione di sicurezza, il ritorno della calma dopo i violenti scontri e le proteste tra Palestinesi ed esercito israeliano sulla Spianata delle Moschee (Monte del Tempio per gli ebrei) a Gerusalemme e in Cisgiordania durante la sovrapposizione di una parte di Ramadan con la Pasqua ebraica.

Abu Mazen ieri ha incontrato Re Abdallah ad Amman

Abu Mazen ieri ha incontrato anche Re Abdallah ad Amman che – secondo l’agenzia Petra – ha ribadito l’impegno della Giordania a favore della causa palestinese con la nascita dello Stato entro i confini del ’67. Re Abdallah – secondo la stessa fonte – ha anche riaffermato il suo “rifiuto di ogni tentativo di alterare lo storico e legale status quo su Al Haram Al Sharif (la Spianata)” sottolineando i “suoi sforzi continui di salvaguardare i luoghi santi cristiani e islamici a Gerusalemme sotto la tutela giordana”.

Israele richiama 6 battaglioni di riservisti

Intanto l’esercito israeliano si appresta a richiamare nelle prossime settimane 6 battaglioni di riservisti per rinforzare il proprio schieramento in Cisgiordania. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che la decisione è stata presa al termine di una valutazione di sicurezza dopo i ripetuti scontri con manifestanti palestinesi di queste settimane. “Il dispiegamento dei riservisti – ha aggiunto il portavoce – rafforzerà gli sforzi attuali dell’esercito di prevenire attacchi terroristici e passaggi illegali della barriera difensiva in Giudea e Samaria.

Alle 10 in punto Israele si è fermato in ricordo della Shoa

Alle 10 in punto (le 9 in Italia) Israele si è fermato, come ogni anno, al suono delle sirene in ricordo dei 6 milioni di ebrei sterminati dai nazisti. Ovunque fossero, gli israeliani hanno interrotto le loro attività: in silenzio si sono levati in piedi chinando la testa in rispetto della Memoria celebrata durante ‘Yom ha-Shoah’, giorno di dolore e di lutto tra i più solenni del calendario nazionale. Lungo le strade cittadine o le principali del Paese le auto in viaggio, gli autobus, hanno accostato e i passeggeri sono scesi rimanendo in silenzio e sull’attenti. Da ieri sera bar e ristoranti hanno chiuso e la radio e la tv hanno trasmesso per lo più documentari legati al tema della Shoah. Il ricordo è cominciato a Yad Vashem, il Museo della Memoria di Gerusalemme, con una cerimonia ufficiale in cui sei sopravvissuti hanno acceso altrettante fiaccole in ricordo dei 6 milioni di ebrei uccisi. Il premier Naftali Bennett in quell’occasione ha detto che “la Shoah non ha precedenti nella storia umana e che anche le peggiori guerre di oggi non sono l’Olocausto e non sono ad esso comparabili”. Le cerimonie continueranno anche oggi sia a Yad Vashem sia alla Knesset.

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