Commiati

Brindisi finale

Cinque euro per la bicchierata finale, rigorosamente a carico dei politici uscenti e un brindisi con la speranza di tempi migliori. Più o meno come per l’ultimo giorno di scuola, in attesa della notte prima degli esami. Poi nella sala rossa di palazzo Tursi è calato il sipario e sono state spente le luci. Come previsto, del resto, dal silenzio elettorale.

Fra saluti – pochi per la verità – e molti arrivederci, fra speranze – moltissime – e consapevolezza di possibili delusioni, personali ma non solo – parecchie – si è consumata l’ultima seduta del consiglio comunale di questo ciclo amministrativo.

E “come in un libro scritto male” – parole e musica di Francesco Guccini – l’apertura è stata dedicata ai pubblici commiati riservati a quei consiglieri comunali che hanno deciso, autonomamente o forse no, di non ricandidarsi. Politici di lungo o lunghissimo corso come Lilli Lauro, l’ultima reginetta delle preferenze, o Guido Grillo, il decano del consiglio comunale, ottantaquattro anni portati con fiero cipiglio tra prima e seconda repubblica, tra militanza nel PSI e Forza Italia, transitando dalla Provincia alla presidenza della Fiera di Genova fino a palazzo Tursi.

“Pronta a rientrare come sindaco”

Ovvi momenti di commozione e consapevolezza che il palcoscenico della politica non può essere eterno. Dixit per esempio Laura Lauro detta Lilli, reginetta delle preferenze, approdata in sala rossa come sostenitrice dell’ex governatore Sandro Biasotti allora accasato con Berlusconi: “ Questo non è un addio ma un arrivederci perché spero un giorno che una coalizione coraggiosa mi chieda di correre per questa città. Non ho alcuna malinconia perché ho la speranza che abbiamo in fondo tutti noi politici, quella di poter amministrare il nostro territorio”.

Con tanto di ringraziamenti, dai giornalisti ai cursori e agli uscieri con l’ultima nota bonariamente polemica, o forse no, nei confronti del sindaco uscente Marco Bucci: “Sono contenta  di essere stata in quest’aula per 15 anni, di cui tre in giunta, dove ho imparato tanto prima che il sindaco, in maniera bonaria, mi defenestrasse”.

E sulla bonaria defenestrazione della Lauro occorrerebbe però raccontare che all’ex vicesindaco Stefano Balleari, eletto in Regione, esattamente come Lilli Lauro, rieletta, era stato chiesto di dimettersi già prima della campagna elettorale. E comunque terminato il ciclo amministrativo e non ricandidandosi la Lauro ha deciso di continuare a ricoprire il più remunerativo ruolo di consigliere regionale per la lista Toti.

Vabbè è la politica dove certi personaggi finiscono per risultare un po’ come il prezzemolo. Tanto per non scontentare il divin Giulio che andava dicendo come il potere finisce per logorare chi non ce l’ha.

Il decano coccolato 

Altro commiato eccellente quello di Guido Grillo, praticamente una vita per la politica fra militanza nel glorioso Psi genovese ( assessore e vicepresidente della fu Provincia e presidente della Fiera fu Fiera di Genova) e in Forza Italia e PdL, con carica in consiglio comunale ventennale. Come un politico con lo stile forse un po’ démodé rispetto a quelli attuali comunicatori di se stessi allo sfinimento ha ottenuto che fosse il suo capogruppo Mario Mascia a prenotargli l’intervento. Racconta lo stesso Mascia sul suo profilo social: “Da suo capogruppo (ma il vero capo è lui) ho dovuto prenotargli l’intervento di commiato della Sala Rossa, perché l’umiltà è l’eleganza che lo hanno sempre contraddistinto nei suoi tanti mandati consiliari, mai gli avrebbero permesso di prendere la parola per parlare di se stesso. Sì, perché Guido Grillo, il consigliere Decano di Forza Italia Genova e Vice Presidente  del Consiglio comunale, ha sempre parlato a nome e per conto degli altri, da sempre è la voce dei bisognosi e degli inascoltati di tutti i quartieri genovesi, da ponente a levante, di quelli che a furor di popolo hanno sempre votato lui è soltanto lui, che fa le campagne elettorali al telefono e a tu per tu, mai sui social o sui manifesti appesi ai muri. Guido è la nostra bandiera di Forza Italia, ora è Coordinatore Regionale per la Liguria dei Forza Italia Seniores e per quanto abbia deciso di non ricandidarsi alle prossime elezioni comunali, sappiamo che sulla sua dedizione alla causa comune possiamo continuare a contarci, senza se e senza ma, per puro spirito di servizio ai valori in cui  crediamo”.

Poi c’è la “carineria” del capogruppo del Pd Alessandro Terrile verso il politico di lungo corso. Foto insieme Grillo sul suo profilo social, amagari con un pizzico di ironia, che pur in campagna elettorale non guasta, più probabilmente dimostrazione di un certo rispetto verso il Decano: “Due sinceri socialisti attendono l’ultimo consiglio comunale di questo ciclo amministrativo”.

Bilanci e lotta alla strafottenza della sinistra

Per molti, quelli candidati e quelli presi dalla febbre della candidite il momento dell’ultimo consiglio comunale coincide con quello in cui sui social offri il bilancio della tua attività. E fior da fiore, fra consiglieri che ringraziano, spunta un decalogo del capogruppo di Fratelli d’Italia. Per carità, grande impegno per la sicurezza stradale e non, per quella negli asili e nelle scuole, nella lotta al degrado e allo spaccio, nella protezione agli anziani e nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Perfino la lotta ad Equitalia e la tutela delle partite IVA e la tutela dei più deboli inclusi gli animali. Poi, al punto nove ti trovi di fronte: “Lotta alla strafottenza della sinistra che per anni ha depauperato e impoverito la ns. città”. 

E allora vai a cercare sulla Treccani. E trovi: che ostenta noncuranza e provocatorio disprezzo degli altri, delle loro opinioni e dei loro diritti. Oppure arroganza, iattanza, impertinenza.

E ti capita di leggere sotto al bilancio di fine legislatura del capo dell’opposizione Gianni Crivello: “La democrazia dovrebbe prevedere il confronto sempre e comunque. La brutta favola che l’opposizione non aveva idee e progetti resta una lettura strumentale di chi non ama il dibattito è preferisce le urla e le decisioni a colpi di maggioranza. Dal 2017 in poi la giunta Bucci e la maggioranza di centro destra hanno impedito ai rappresentanti dei cittadini di lavorare. Dall’inizio del mandato ai primi mesi del 2022 sono state richieste 875 commissioni consiliari, quelle convocate 335, il 38 per cento. I gruppi di maggioranza ne hanno chiesto 205, le miniranze ne hanno chiesto 670. I numeri hanno un significato e parlano chiaro. Dobbiamo restituire al Consiglio Comunale e ai nostri Municipi un ruolo caratterizzato dalla capacità di governare, di confrontarsi, di ascoltare e soprattutto di lavorare per le cittadine e i cittadini genovesi”.

Negato il contributo delle minoranze

Analisi che ritrovi puntualmente nel bilancio di Cristina Lodi del Pd e del suo capogruppo Alessandro Terrile. Spiega la Lodi: “Questa amministrazione non ha di fatto mai voluto riconoscere fino in fondo l’alto valore delle istituzioni, delle forze di minoranza comunque elette degli strumenti che la democrazia offre come le dichiarazioni di voto e le commissioni”.

Infine pensi al buffet, magari con strisce di focaccia prima del brindisi. E ti viene da chiederti se quegli strafottenti esponenti della sinistra che per anni hanno depauperato e impoverito la ns. città in segno di arroganza abbiano osato mangiare la focaccia con i buchini oliati e i granelli di sale rivolti verso l’alto. Un segno estremo di arroganza verso il nostro sindaco che consiglia di mangiarla viceversa, con granelli di sale e buchini oliati rivolti verso la lingua,  per esaltarne  il sapore. 

Chiedi in giro. E ti dicono che molti non hanno voluto partecipare né al brindisi né al buffet. Dopo averlo regolarmente pagato. E non tanto in segno di arroganza ma per non contraddire il sindaco. Che, comunque, nel frattempo se ne era già andato. Cosa che nelle ultime sedute non è accaduto nemmeno troppo di rado.

Paolo De Totero

CONDIVIDI

Quarantacinque anni di professione come praticante, giornalista, vicecapocronista, capocronista e caporedattore. Una vita professionale intensa passata tra L’Eco di Genova, Il Lavoro, Il Corriere Mercantile e La Gazzetta del Lunedì. Mattatore della trasmissione TV “Sgarbi per voi” con Vittorio Sgarbi e testimone del giornalismo che fu negli anni precedenti alla rivoluzione tecnologica, oggi Paolo De Totero è il direttore del nostro giornale digitale.