Gruppo Biancamano, arrestato a Milano l’imprenditore ligure Pizzimbone

È indagato per bancarotta e insider trading

Biancamano Holding, in arresto il patron Giovanni Battista Pizzimbone
Giovanni Battista Pizzimbone nel 2005 con Silvio Berlusconi

Milano – È finito agli arresti l’imprenditore ligure Giovanni Battista Pizzimbone, presidente del Cda del gruppo Biancamano SA ora commissariato. La holding, quotata in borsa e sospesa dalle contrattazioni nel 2021, operava nel settore dei servizi di pubblica utilità della raccolta e gestione dei rifiuti. Il patron l’aveva fondata nel 2004 insieme al fratello Pier Paolo.
Pizzimbone è domiciliato a Noli, in provincia di Savona, ma è residente in Svizzera. Con lui sono finite nei guai altre quattro persone.
Per prima l’altra parte ligure di Biancamano SA, Massimo Delbecchi e Alessandra De Andreis, entrambi residenti a Imperia. Per loro, che sono rispettivamente ex amministratore delegato e direttore finanziario e amministrativo del Gruppo Biancamano, il gip Raffaella Mascarino ha disposto i domiciliari.
E poi Achille Ventura, liquidatore e socio unico di Immobiliare Riviera Srl, e Giovanni Roggero, amministratore unico di Consorzio Ambiente 2.0 Scarl, per cui è scattata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare qualsiasi impresa e di assumere uffici direttivi delle persone giuridiche per un anno.

Le Fiamme Gialle, che hanno svolto le indagini, hanno anche eseguito il sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro tramite rogatoria.
A vario titolo sono stati contestati agli indagati reati fallimentari e insider trading.
L’inchiesta coordinata dai pm Roberto Fontana e Leonardo Luzi, hanno consentito di ricostruire un complesso sistema nell’ambito di procedure concorsuali che faceva capo proprio a Pizzimbone. In particolare, la Biancamano è una società per azioni quotata alla Borsa di Milano – segmento FTSE Italia Small Cap – ed è a sua volta controllata da una holding di diritto elvetico.

Gli indagati, consapevoli dello stato di forte tensione finanziaria e di dissesto economico in cui versavano tutte le società del gruppo, che presentava nel 2021 un indebitamento complessivo pari ad oltre 400 milioni di euro di cui circa 200 nei confronti dell’Erario, avrebbero infatti distratto e dissipato fondi a più riprese.
In particolare, le operazioni di ‘drenaggio’ di ingenti somme di denaro dalle casse del gruppo societario – ammesso nel marzo del 2021 alla procedura di amministrazione straordinaria – in relazione al pagamento di supposti crediti, avveniva attraverso l’ideazione di complesse operazioni di cessione degli stessi. Era prevista anche l’interposizione di una società con sede a Cipro per consentire la “canalizzazione” di consistenti somme di denaro su conti svizzeri riconducibili al “dominus” del gruppo Pizzimbone.

Le aziende del Gruppo Biancamano SA finite nel mirino degli inquirenti sono Biancamano SpA, Energeticambiente Srl, e Aimeri Ambiente Srl, tutte in amministrazione controllata.
Sotto la lente di Gdf e Procura è finita anche la cessione simulata di un immobile da parte della società Immobiliare Riviera, riconducibile sempre a  Pizzimbone, nell’ambito della quale è stato rilevato il pagamento di una caparra, pari alla quasi totalità del prezzo di vendita, senza che sia mai stato stipulato il contratto definitivo.

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