G8 di Genova, la Corte europea: irricevibili i ricorsi dei poliziotti sulle condanne per la Diaz

Se la Cedu li avesse accolti, si sarebbe aperta la possibilità di una revisione del processo a 21 anni dai fatti

La Corte Europea dei Diritti dell’uomo si è pronunciata dichiarando irricevibili i ricorsi avanzati da una decina di alti funzionari di polizia, che chiedevano la revisione e l’annullamento delle condanne legate ai fatti della Scuola Diaz durante il G8 di Genova, nel 2001.
A oltre 20 anni di distanza da quella che fu ribattezzata ‘la macelleria messicana’ con il pestaggio nel blitz notturno di 90 manifestanti che dormivano all’interno della struttura, due dei quali ridotti in fin di vita, la Corte ha dichiarato “irricevibili” le istanze avanzate dai poliziotti nel 2013: l’oggetto della contestazione era legato a un’ipotetica violazione dei diritti della difesa durante il processo d’Appello.
Si sosteneva che la sentenza della Corte genovese avesse violato l’articolo 6 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo che sancisce il “diritto dell’imputati di interrogare o far interrogare i testimoni a carico” e quello ad un “equo processo”. In pratica i funzionari (la gran parte alti dirigenti di polizia allora in servizio) lamentavano che la sentenza di primo grado fosse stata ribaltata in appello senza risentire i testimoni.

Se la Cedu avesse accolto i ricorsi si sarebbe aperta la possibilità di una revisione del processo a 21 anni dai fatti.
Secondo la Corte europea, invece, ha fatto bene la Corte d’appello a non risentire i testimoni visto che le testimonianze non avevano avuto un ruolo determinante né nell’assoluzione né nella condanna. I giudici di primo e secondo grado, continuano i colleghi europei, si sono basati sulle prove documentali e sulle dichiarazioni di alcuni degli stessi funzionari di polizia. La regola secondo cui i testimoni devono essere risentiti, per la Cedu non è un automatismo bensì dipende da una valutazione del giudice sulla rilevanza della testimonianza.
A presentare il ricorso erano stati i funzionari di polizia Gilberto Caldarozzi, Fabio Ciccimarra, Carlo Di Sarro, Filippo Ferri, Salvatore Gava, Francesco Gratteri, Giovanni Luperi, Massimo Mazzoni, Spartaco Mortola e Nando Dominici. Alcuni di loro, a 21 anni dai fatti, sono ormai in pensione.

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