Emergenza smog: la Corte Ue condanna l’Italia perchè non rispetta i limiti fissati per il biossido d’azoto

Sono sei le città bollino nero: Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Firenze, Roma, Genova e Catania

Bruxelles – La Corte di giutizia Ue ha accolto il ricorso della Commissione europea, dichiarando l’inadempimento dell’Italia, oggetto di procedura di infrazione, sul rispetto del valore limite annuale fissato per il biossido d’azoto.
La Corte ha accertato il sistematico superamento del valore limite di NO₂ in tutte le zone in esame, a decorrere dall’anno 2010. In particolare, negli agglomerati di Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Firenze, Roma, Genova e Catania.
Il tribunale del Lussemburgo ritiene che “l’Italia abbia mancato agli obblighi che le incombevano: omettendo di provvedere al contenimento dei valori limite annuali di NO₂, sistematicamente e continuativamente oltrepassati, omettendo di adottare, a decorrere dall’11 giugno 2010, le misure atte a garantire il rispetto del valore limite annuale di NO₂”.
Secondo la Corte, “l’oggettivo superamento del valore limite annuale fissato per il biossido d’azoto è di per sé sufficiente per ritenere l’inadempimento dell’Italia all’obbligo previsto dalla direttiva 2008/50/CE. La Corte sottolinea che non costituiscono valide giustificazioni quelle fatte valere dall’Italia, quali le difficoltà strutturali legate ai fattori socio-economici, gli investimenti di grande portata da mettere in opera, la tendenza al ribasso dei valori di diossido di azoto, i tempi di attuazione necessariamente lunghi dei piani adottati, le tradizioni locali, la presenza di cofattori causali esterni quali la configurazione orografica di certe zone e la circolazione dei veicoli diesel.

I dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente: 60mila morti premature l’anno

L’inquinamento atmosferico è un problema grave che in Italia, soltanto nel 2019, ha causato la morte prematura di circa 60mila persone l’anno, 165 in media ogni giorno, secondo i dati dell’Agenzia europea dell’Ambiente.
Tra le zone più colpite ci sono la Valle del Sacco nel Lazio, l’agglomerato di Napoli e Caserta e soprattutto il bacino padano, una delle aree a maggior rischio sanitario d’Europa insieme ad alcune regioni di Polonia e Repubblica Ceca.
Sono alcuni dei dati chiave del Position paper “La qualità dell’aria”, pubblicato oggi dall’ASviS.
Pur registrando un generale miglioramento rispetto al passato, il documento rivela che in buona parte delle città italiane i livelli di inquinanti atmosferici sono oltre i limiti consentiti dalla legge.
In evidenza, inoltre, il fatto che al momento sono aperte contro il nostro Paese tre procedure di infrazione per il superamento dei parametri previsti dalle normative europee e che solo quattro delle 17 azioni “a carattere operativo e di urgenza” per affrontare la questione previste dal Protocollo di Torino, sottoscritto tra Ministeri e Regioni nel 2019, risultano a oggi implementate.

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