Bomba nel torrente Argentina, domani 10mila persone dovranno lasciare Taggia

Si lavora alla preparazione dell’operazione di “despolettamento”. L’ordigno, infatti, risale alla seconda guerra mondiale ma è ancora funzionante

Imperia – Non è il primo ordigno bellico che fa la sua ricomparsa tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. Nel solo 2021 gli artificieri della Brigata Alpina Taurinense ne hanno disinnescati 520.
Ma la bomba di Taggia ha una particolarità: “è funzionante nonostante risalga al secondo conflitto mondiale”. Lo ha spiegato il maggiore del 32/mo Reggimento del Genio Guastatori della Taurinense, Elvio Pascale, ieri durante la presentazione del piano di emergenza disposto per la bonifica della bomba d’aereo trovata nel torrente Argentina.
“La sicurezza è un aspetto da sottolineare”, ha aggiunto parlando nella sala consiliare del Comune di Taggia, alla presenza del prefetto di Imperia, Armando Nanei, e dei vertici delle forze dell’ordine.

10.000 residenti dovranno lasciare la zona

E infatti domani circa 10 mila residenti nei Comuni di Taggia e Riva Ligure, e in minima parte anche di Sanremo, cioè in un raggio di 1500 metri dall’ordigno, dovranno lasciare le proprie abitazioni o attività commerciali, dalle 9 alle 21, per le operazioni cosiddette di “despolettamento”.
La bomba è statunitense e pesa di circa mille libbre, equivalenti a 454 chilogrammi, 250 dei quali di tritolo.
“Per noi le operazioni sono già iniziate, lo scorso 10 maggio – ha aggiunto il maggiore – quando abbiamo inviato li nostro personale specialistico per realizzare la camera di espansione dove sarà collocato l’ordigno per minimizzare i rischi dovuti a una possibile esplosione”.
Il despolettamento “inizierà alle 9 di domenica 14. Rimuoveremo le spolette all’ordigno con una chiave a razzo telecomandata. Nel caso in cui le spolette non dovessero venire fuori, taglieremo la parte di bomba interessata”. Una volta che la bomba sarà messa in sicurezza, il personale dell’esercito distruggerà sito e spolette. “Queste ultime – ha aggiunto il maggiore – contengono una microcarica booster che innesca la massa più grande di esplosivo”.
L’ordigno sarà successivamente traportato alla cava di frazione Bevera a Ventimiglia, dove sarà distrutto per combustione. Sul perché non sia esploso, ci sono diverse ipotesi: “Potrebbe trattarsi di un difetto di fabbrica – conclude Pascale -, ma può essere che non abbia impattato sul terreno con la giusta angolazione e che abbia spanciato, senza permettere l’attivazione delle spolette”.

“Complessivamente, tra sabato e domenica saranno impegnate 200 unità delle forze di polizia, impiegate nel presidiare la zona rossa, con i varchi di accesso e l’eventuale allontanamento dei non autorizzati ma anche nel controllo del territorio, in particolare contro episodi di sciacallaggio”. Lo ha detto il questore di Imperia Giuseppe Felice Peritore stamani, nel corso dell’illustrazione del piano di emergenza per la bonifica della bomba di aereo dissotterrata nel torrente Argentina. “A questo scopo – ha aggiunto il questore, riferendosi all’attività di contrasto dei reati contro il patrimonio – sarà intensificata la visione della videosorveglianza. È possibile segnalare al 112 qualsiasi comportamento anomalo, che possa essere di interesse”. Per l’occasione saranno effettuati servizi in divisa e in borghese. Saranno, inoltre, 25 i militari della Brigata Taurinense impegnati nelle operazioni di despolettamento. Il personale, infatti, opererà in remoto a una distanza di circa 150 metri dal dalla cassa di espansione nel quale sarà sistemata la bomba

Un’operazione da 50.000 euro

Le operazioni di despolettamento e bonifica inertizzazione della bomba di aereo dissotterrata nel torrente Argentina costeranno complessivamente ai due Comuni interessati, Taggia e Riva Ligure, 50 mila euro circa. Questa è la cifra messa a bilancio nel capitolo delle somme urgenze.
“È un’operazione che ha un costo – ha detto stamani il sindaco di Taggia Mario Conio alla presentazione del Piano di emergenza – abbiamo comunque attivato una somma urgenza, in quanto il disinnesco viene trattato come una calamità naturale. Le voci di spesa sono parecchie, come ad esempio il servizio mensa e l’accoglienza. Il nostro impegno economico potrebbe variare tra i 30 e i 40mila euro. Attiveremo, comunque, le procedure per chiedere il rimborso al ministero o alla protezione civile”. Per il sindaco di Riva Ligure Giorgio Giuffra “la nostra spesa si aggira attorno ai 15mila euro, comprese le derrate alimentari per le persone allontanate, le sanificazioni e il costo delle navette trasportare le persone non auto munite. Il prefetto di Imperia, Armando Nanei, ha sottolineato: “L’operazione andava fatta per una questione di sicurezza pubblica e viene gestita dallo Stato con le sue articolazioni sul territorio”. La protezione civile regionale metterà a disposizione 300 brandine, che saranno allestite in due palestre comunali di Taggia per ospitare persone fragili.

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