Preti pedofili, Italy Church too: da Zuppi ci aspettiamo una spinta verso la terzietà

Zanardi, Rete L’ABUSO: “Non può cambiare le leggi ma consegnare gli archivi sì”

Roma – “Quello della pedofilia è un problema che tocca le leggi italiane e la Chiesa, che sia Zuppi, che sia il Papa non possono legiferare sul territorio italiano: io credo che onestamente la Chiesa possa fare una cosa, aprire gli archivi e darli allo Stato. Zuppi se vuole dare un contributo ai sopravvissuti interroga lo Stato e spinge finché lo Stato non cambia le regole e finché non fa una commissione di inchiesta e presta soccorso alle vittime. Di fatto sia lo Stato, sia la Chiesa lasciano questi poveri sopravvissuti a sbandare. Questa situazione tra l’altro è unica in Europa”.
Lo dice Francesco Zanardi della Rete L’ABUSO, rispondendo alle domande al termine della conferenza stampa promossa a Roma dall’associazione Italy Church too che chiede l’istituzione di una commissione indipendente di indagine sugli abusi sessuali nella Chiesa.
“Finora – ha spiegato anche uno dei portavoce dell’associazione, Michelangelo Ventura – non notiamo cambiamenti rispetto alla presidenza Bassetti su questi temi, però sarebbe sciocco oltre che illogico non prendere atto di questo cambiamento e lasciare la valutazione” sul nuovo presidente della Cei “in sospeso con l’auspicio evidente che possano esserci segnali attenti alle tematiche e alle problematiche che abbiamo segnalato. La presentazione del cardinal Zuppi – ha proseguito – è stata ampia sulla stampa facendo riferimento alle sue esperienze pregresse in particolare le ultime della diocesi di Bologna, dove sono stati dati ampi segni di attenzione alla realtà sociale in modo progressivo”.
“Bene questo – ha aggiunto -, ma ci aspettiamo dei riscontri altrettanto concreti sulla pedofilia nel clero, quindi un intervento puntuale, attento e indipendente su queste questioni”, in particolare l’accento va sulla terzietà e sulla richiesta di “una commissione che non dipenda da questo o da quell’organismo della Chiesa italiana o del Vaticano, la strada che noi chiediamo non è per spocchia speculativa ma perchè è quella intrapresa da altri Paesi, ad esempio dalla Conferenza episcopale tedesca”.

Intanto Matteo Zuppi, il nuovo presidente della Cei, ha annunciato “per il 18 novembre” la pubblicazione di un “report nazionale da parte della Chiesa cattolica sui casi di abuso, a partire dal 2000, e sulle attività di prevenzione” sottolineando che “il pensiero è sempre per le vittime e il loro dolore è la prima preoccupazione. La Chiesa sta dalla parte delle vittime”.

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