Referendum, La Sinistra insieme per cinque No: sono il solito attacco alla magistratura

12 giugno Election day, alle urne anche per le consultazioni sulla giustizia

Genova – Il 12 giugno andremo a votare sui referendum per una giustizia più “giusta”, chiesti dai nove consigli regionali amministrati dal centrodestra e promossi dalla Lega e dai Radicali.
Cinque quesiti su misure cautelari, separazione delle carriere, elezione del Csm, valutazione dei magistrati e incandidabilità dei politici condannati.
Cinque quesiti piuttosto oscuri con cui si affida al popolo l’onere della riforma della giustizia, condito dal vecchio slogan dei Radicali  e cavalcato dalla Lega che cerca di appiopparci il mito che le modifiche introdotte dai referendum la renderanno più “giusta”.

E invece “siamo di fronte a una truffa referendaria e al tentativo guidato dalla Lega e dai consigli regionali di destra di presentare come riforma della giustizia il solito attacco alla magistratura“. Ne è convinto Maurizio Acerbo, il segretario nazionale di Rifondazione che, insieme al PCI e a Sinistra Anticapitalista, hanno dato vita al blocco “La Sinistra insieme” che sostiene la candidatura di Antonella Marras a sindaca di Genova.
“Affidare alla destra la riforma della giustizia è come affidare l’antimafia a Totò Riina”, commenta sempre Acerbo. E il paragone non potrebbe essere più azzeccato di così, visto che uno dei quesiti riguarda l’abolizione della legge Severino e proprio in questi giorni, a Palermo, un candidato di Forza Italia al Consiglio comunale è finito in manette per voto di scambio politico-mafioso.
Quello che è successo in Sicilia “è la dimostrazione della strumentalità con la quale sono stati proposti questi 5 referendum. In realtà l’obiettivo è un’ulteriore attacco alla magistratura: questi referendum non c’entrano nulla con la riforma”. Il segretario nazionale del PCI, Mauro Alboresi, giudica così il pacchetto leghista sulla giustizia e poi dà un’indicazione di voto per chi sta con la sinistra: “Lo abbiamo detto e lo confermiamo, chiunque voglia andare a votare farebbe bene a votare No”.
Sulla stessa onda c’è anche Sinistra Anticapitalista che punge la destra: “Il gioco è truccato”, dice il coordinatore nazionale, Franco Turigliatto.
“C’erano due altri grandi referendum (cannabis e fine vita, n.d.r.) che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili. Sono rimasti questi 5 che sono una resa dei conti interna agli apparati mentre ci sarebbe la necessità di una riforma vera che non si può decidere con un Sì o con un No”

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.