Scissione del M5S, Di Maio: ” Lasciamo il Movimento 5 stelle lasciamo quella che da domani non sarà più la prima forza politica in parlamento”

Solo i cretini non cambiano idea

Luigi Di Maio, in venti minuti circa, ha ribaltato tutti i principi per cui è arrivato a fare il Ministro. Non vuole populismi, non vuole sovranismi, non vuole odio, e soprattutto, uno non vale più uno. Oggi elogia quella competenza che ieri sbeffeggiava. Oggi non apprezza più “le soluzioni semplici a problemi complessi” e soprattutto, lo statista Di Maio, non ricorda, o fa finta di non ricordare, quando semplificava tutto con un “vaffa”, dedicato a chiunque non la pensasse come l’onda che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno.

Il discorso integrale del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

“Buonasera allora sono davvero molto felice di incontrarvi qui tutti questa sera, scusate per il poco preavviso per l’orario, ma quella di oggi è stata una giornata molto importante.

Al Senato è stata votata la risoluzione parlamentare che rafforza il Governo e il Presidente Draghi che andrà al prossimo Consiglio europeo con un ampio sostegno delle forze politiche. Adesso c’è ovviamente da aspettare la votazione finale di domani alla camera ma già oggi l’indicazione di voto l’indicazione di voto è stata netta dopo settimane di ambiguità di tensioni di turbolenze e attacchi.

Oggi siamo arrivati ad un voto chiaro e netto; dispiace che ancora una volta sia stato alimentato un lungo e logorante scontro sul negoziato della risoluzione votata oggi, uno scontro per fini mediatici che ha mantenuto infatti gli accordi fissati dal precedente decreto Ucraina votato in Parlamento a Febbraio.

Un voto che delinea le posizioni dell’Italia e che ribadisce, dinanzi agli orrori di questa guerra, la propria appartenenza alla famiglia euroatlantica. Davanti alle atrocità che sta commettendo Putin in Ucraina non potevamo continuare a mostrare incertezze dovevamo scegliere, dovevamo dovevamo necessariamente scegliere da che parte stare della storia, dalla parte di chi sostiene l’Ucraina il paese aggredito o dalla parte della Russia cioè l’aggressore.

Nei giorni scorsi si è acceso un dibattito proprio sul voto di questa risoluzione un dibattito nato dall’esigenza di fare chiarezza sulle posizioni di alcuni dirigenti del Movimento 5 Stelle che hanno rischiato di indebolire fortemente il nostro paese. L’Italia paese del G 7 non può permettersi indecisioni nel sostegno a chi difendere e a chi difende i valori democratici la libertà della persona e la tutela degli Stati.

Valori contrapposti a quelli di Putin che ancora in questi minuti mentre siamo qui a parlare sta continuando a bombardare e distruggere edifici civili uccidendo vittime innocenti; sono oltre 320 i bambini morti dall’inizio della guerra.  Non possiamo permetterci più ambiguità nel decidere se stare dalla parte di chi sostiene una nazione da un’aggressione ingiustificata o di chi invece sta bloccando l’export del grano in Ucraina destinato a sfamare e far sopravvivere milioni di bambini nel mondo.

Non possiamo permetterci ambiguità nel decidere se stare dalla parte di chi difende la democrazia o di chi invece sta provando a ricattarci col blocco del gas. Sono tutte questioni che possono sembrare lontane centinaia di chilometri ma che invece ci riguardano da vicino; l’Ucraina con la sua resistenza ha difeso l’avanzata russa proprio alle porte dell’europa dell’Italia, l’Ucraina ha difeso l’Europa con coraggio e sacrificio col lavoro diplomatico stiamo provando con tutte le nostre forze a creare dei corridoi per favorire l’export del grano, evitare che si crei una nuova guerra nuovi colpi di Stato, e quindi nuovi flussi migratori incontrollati anche verso l’Italia.

Grazie all’azione di diplomazia energetica del nostro governo in questi giorni stiamo riuscendo ad affrontare i problemi di fornitura di gas creati dalla Russia, stiamo cercando in tutti i modi la pace, ma c’è ancora tanto lavoro da fare perché ad oggi Putin non intende sedersi al tavolo delle trattative.

E mentre cerchiamo di ravvivare il negoziato insieme ai nostri alleati in Europa stiamo conducendo un’altra importante battaglia per le famiglie italiane la battaglia sul tetto massimo al prezzo del gas. Proprio di fronte ad una situazione cosi complessa e con grandi rischi per i cittadini abbiamo bisogno che l’Europa sia il più possibile unità; l’unità dell’Europa è inutile dircelo, dipende dall’unità dei governi degli Stati membri che ne fanno parte.

Proprio per questo i governi hanno bisogno di tutto il sostegno possibile in questo momento storico lasciando da parte ogni tipo di polemica strumentale solo così potremo garantire stabilità e sicurezza per i cittadini e condividiamo il principio che davanti a questa guerra devastante proprio l’Europa deve essere più solidale.

Ce lo ricordava il presidente del Parlamento europeo David Sassoli un esempio un grande esempio di correttezza un senso delle istituzioni e pacatezza che deve essere sempre da guida per tutti noi. Mi dispiace dire che tutto ciò nell’ultimo periodo del nostro paese non si è verificato. La prima forza politica in Parlamento ha messo in discussione sia il lavoro del presidente del consiglio che del ministro degli Esteri continuando a mettere in difficoltà il governo anche in occasione di importanti vertici internazionali, solo per provare a recuperare qualche punto percentuale senza neanche riuscirci.

Pensare di picconare la stabilità del governo e quindi di un paese intero solo per ragioni legate alla propria crisi di consenso e da irresponsabili a maggior ragione in un momento delicato come questo. La guerra non è uno show mediatico questa guerra è maledettamente atroce maledettamente vera e le persone morte sono reali negli ultimi giorni dobbiamo dirlo c’è stata una vera e propria escalation contro alcuni di noi, un’escalation contro la singola persona attacchi quotidiani personali a mezzo stampa, che hanno minato anche la compattezza del governo.

In questi mesi la prima forza politica in Parlamento aveva il dovere di sostenere il lavoro diplomatico di tutto il governo ed evitare ambiguità ma così non è stato, abbiamo scelto quindi di fare un’operazione verità parlare con il massimo della franchezza raccontando le cose che non andavano e tutto ciò che doveva essere migliorato partendo proprio dall’ambiguità in politica estera del Movimento 5 stelle.

In questo momento storico sostenere i valori europeisti e atlantisti non può essere una colpa anzi Io credo che sia l’unica via d’uscita che abbiamo per sostenere la nostra democrazia e l’intera popolazione, una forza politica matura dovrebbe aprirsi al confronto al dialogo l’esperienza maturata dentro le istituzioni che in alcuni casi ci ha fatto capire che alcune posizioni del passato erano sbagliate.

Ma è successo esattamente il contrario, si è cercato solo di isolare le idee degli altri, lasciatemi dire inoltre, che quando si ricevono gli endorsement degli aggressori dell’Ucraina non si risponde con il silenzio, l’indifferenza, ma con indignazione,  perché non possiamo stare dalla parte sbagliata della storia noi dobbiamo stare dalla parte del mondo libero.

Gli ultimi tre anni hanno cambiato radicalmente il nostro Paese, questo lo sappiamo, e possiamo dirci che hanno costretto la politica a fare scelte chiare a decidere da che parte stare; la pandemia prima è la guerra poi, hanno richiamato alla responsabilità tutti i partiti del nostro Paese in particolare anche quelle forze politiche che dicevano di essere a favore della scienza ma strizzavano l’occhio ai no vax, che dicevano di essere dalla parte della sicurezza ma si opponevano al green pass, che osannavano la democrazia e la nostra Costituzione e poi erano fan di Putin.

Io credo che sia finita l’epoca dell’ipocrisia, chi sta provando a proporre soluzioni semplici a problemi complessi si sta totalmente distaccando dalla vita reale, chi sta provando a semplificare la realtà in cui siamo sta perdendo la fiducia dei cittadini.

Ma io sono fiducioso perché anche in questo momento storico, il senso di responsabilità del popolo italiano è ben più alto di quello di alcuni rappresentanti politici.

Negli ultimi 10 anni abbiamo attraversato diverse fasi politiche, ma mai come oggi i cittadini ci chiedono di anteporre la responsabilità a qualsiasi ambizione di partito, che poi dovrebbe essere l’essenza della politica.

Mi sono interrogato a lungo sul percorso che il Movimento 5 stelle ha deciso di intraprendere un percorso di chiusura che guarda al passato che ripete gli errori del passato molti che abbiamo fatto insieme, non siamo riusciti a cambiare non siamo riusciti a invertire quella rotta che ci doveva permettere di raggiungere la maturità, ci siamo ancorati a vecchi modelli che oggi sono superati, era necessario parlarsi aprirsi al confronto al dialogo saper ascoltare, magari ascoltare delle critiche e invece tutto questo non è stato possibile.

In questi giorni alcuni di noi molti qui presenti sono stati messi di fronte a un bivio scegliere tra le posizioni  de proprio partito e la statura e la credibilità dell’Italia.

Noi non abbiamo avuto dubbi da che parte stare ognuno di noi dovrebbe considerare la politica come una missione non per il proprio ego per i propri interessi ma per portare avanti valori progetti idee obiettivi risultati nell’interesse unico dell’Italia, e in questi giorni travagliati posso dirvi che io ho sempre tenuto a mente di aver giurato da ministro sulla Costituzione della Repubblica che chiede di mettere davanti a ogni cosa il nostro Paese anche quando si devono fare rinunce politiche rinunce al tuo partito.

Io vorrei dire grazie al Movimento 5 Stelle, grazie per tutto quello che ha fatto per me, sono anche convinto di aver ricambiato dando il massimo per il movimento in tutti questi anni. Sono sono stati anni intensi ricchi di emozioni di gioia successi ma anche di grandi soffererenze, e quella di oggi è una scelta sofferta che mai avrei immaginato di dover fare.

Voglio dirlo io dirlo a tutti coloro che ci seguono e difficile dirlo ma oggi io e tanti altri colleghi e amici qui presenti lasciamo il Movimento 5 stelle lasciamo quella che da domani non sarà più la prima forza politica in parlamento. Vi auguro con grande affetto e franchezza di raggiungere gli stessi risultati che abbiamo raggiunto insieme in questi anni è l’augurio che faccio a tutti quanti voi, e ovviamente  da oggi inizia un nuovo percorso insieme a persone che hanno scelto di guardare al futuro, oggi per costruire il futuro bisogna costruire soluzioni che si basino su idee concrete e realizzabili per ottenere un modello vincente che sia in grado di far progredire l’Italia da nord a sud verso le splendide globali che ci attendono abbiamo bisogno di aggregare le migliori capacità e migliori talenti di questo Paese, perché uno non vale l’altro.

L’esperienza le capacità personali lo studio devono rappresentare necessariamente un valore aggiunto per le forze politiche e se c’è una parola che deve essere al centro di un nuovo progetto per il paese quella parola deve essere verità, in una fase storica così complessa bisogna avere il coraggio di dire la verità agli italiani su cosa si può fare e cosa non si può fare in questo Paese; le persone qui stasera  non hanno nessuna intenzione di costruire una forza politica personale o di esibirvi un simbolo di somministrargli l’ennesimo manifesto elettorale nulla di tutto questo.

Noi ci mettiamo in cammino vogliamo farlo insieme a tanti altri interlocutori che la pensano come e vogliamo partire da quelle zone d’Italia dove gli amministratori locali negli ultimi anni hanno dovuto fronteggiare enormi problemi per proteggere le loro comunità da minacce economiche sociali e criminali, dovrà essere un’onda, che avrà al centro le esperienze territoriali non ci sarà spazio per l’odio lo voglio dire dall’inizio, non ci sarà spazio per populismi, sovranismi, estremismi, noi ci mettiamo in cammino e decidiamo che i primi interlocutori dovranno essere i nostri sindaci la vera interfaccia dello Stato negli anni della pandemia e della guerra.

Come ci ha ricordato il capo dello Stato Sergio Mattarella, i nostri sindaci sono diventati i volti e le braccia della Repubblica italiana, e non ci potranno essere improvvisazioni personalismi superficialità, stiamo vivendo una crisi internazionale lo ricordo sempre a me stesso una crisi energetica e una crisi economica è l’unica cosa che possiamo offrire ai cittadini italiani e il rispetto nei loro confronti proponendo soluzioni serie e vere e così li rispetteremo.

Perché è un popolo quello italiano che nonostante le grandi sofferenze degli ultimi anni ha saputo preservare la sua dignità rialzandosi più forte di prima, lasciatemi di un’ultima cosa quando ho iniziato l’esperienza di Governo insieme ad altri colleghi da ministro degli Esteri non conoscevo personalmente il presidente del consiglio Mario Draghi, in questo anno e mezzo abbiamo lavorato insieme portato avanti i dossier molto delicati insieme e per effetto di questo sono stato definito Draghiano.

Ora io lo voglio dire con molta chiarezza, sì faccio parte del Governo Draghi e credo che l’operato del nostro Presidente del Consiglio debba essere motivo d’orgoglio del nostro paese in tutto il mondo e continueremo a sostenerlo con lealtà con le idee e con il massimo impegno che possiamo metterci;  c’è sicuramente una cosa su cui non ci possiamo permettere passi falsi, c’è qualcosa da difendere e da continuare a costruire per il paese questo qualcosa è il futuro di tutti i cittadini e passa dall’impegno richiesto a ciascuno di noi.

Ai colleghi e amici che sono qui io dico mettiamoci in cammino insieme per il futuro un futuro che si sarà di tutti coloro che vorranno condividere questo progetto e saranno i benvenuti.

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