Ucraina nell’Ue, Benifei: tempi lunghi, guardare a una prospettiva di comunità politica europea

A sei anni dalla Brexit, oggi arriva il sì alla candidatura di Kiev. E i Balcani aspettano

Bruxelles – “Io voglio essere chiaro, perché non si può essere ipocriti di fronte a persone che sono sotto le bombe: la prospettiva dell’Ucraina paese membro dell’unione è una prospettiva lontana”.
A commentare il voto di oggi che ha detto sì alla risoluzione per il conferimento all’Ucraina e alla Moldavia dello status di Paesi candidati a entrare nell’Ue è Brando Benifei, il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo che incontriamo a Bruxelles, nella sala stampa dell’Espace Léopold.
Uno speed date organizzato dall’Ordine dei giornalisti ligure all’interno di un percorso di formazione internazionale finanziato dal programma Erasmus+ e nel corso del quale Benifei esclude che possa esistere un percorso d’ingresso accelerato come voleva Zelensky. Il problema è che l’Ucraina “diventerebbe il quarto paese dell’Unione per dimensioni” e i 27 “non accetteranno mai” una situazione che di fatto potrebbe creare “uno squilibrio di poteri”, spiega.
Dichiarazioni che smorzano un po’ l’entusiasmo di un passo che ha fatto alzare in piedi tutto l’emiciclo ad applaudire la votazione. Per non parlare della frustrazione dei leader balcanici, costretti ormai da tempo a restare fuori dalla porta insieme all’Albania, che dopo anni di riforme non riesce a ottenere l’apertura dei negoziati.
A sbarrare la strada, l’unanimità. Ne è convinto Benifei che infatti si augura di arrivare finalmente a “una riforma profonda del funzionamento dell’unione” perchè “con questo sistema basta uno che alza la mano per bloccare le decisioni” e oggi “non è più l’Europa a 15 ma è un’Europa a 27”.
Nell’attesa di rivedere i trattati, però, una soluzione a questo stallo ci sarebbe. “Macron l’ha chiamata comunità politica e Letta Confederazione”, dice Benifei chiarendo il meccanismo che permetterebbe l’integrazione dei paesi del vicinato: “Una nuova organizzazione sovranazionale su modello del Consiglio d’Europa dove, in alcune materie come la sicurezza comune, la cooperazione economica, l’integrazione energetica, la tutela dei diritti fondamentali, si avvii un’integrazione parallela al processo formale di adesione all’Ue”.
Altrimenti, “per come è strutturata oggi l’Ue, l’Ucraina non ci entrerà mai”.

Simona Tarzia da Bruxelles per il programma Erasmus+ organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Liguria

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Sono una giornalista con il pallino dell’ambiente e mi piace pensare che l’informazione onesta possa risvegliarci da questa anestesia collettiva che permette a mafiosi e faccendieri di arricchirsi sulle spalle del territorio e della salute dei cittadini.